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Aggiornato al 17/02/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Daisuke “Dice” Tsutsumi (Tokyo, 1974 - San Francisco) - Newborn

 

La culla del nuovo

di Peppino Perrotta

 

Da vecchio spettatore delle dinamiche politiche dei quasi settant’anni nei quali ho esercitato il diritto di voto, ho guardato finora con scoramento, ma ad un tempo col distacco di chi fa parte ormai del passato, quanto sta accadendo alle nostre istituzioni.

L’unica immagine che la situazione mi evocava è quella della tempesta perfetta. Una situazione nella quale si mescolavano e si incrociavano le azioni di due apprendisti stregoni che, entrati ognuno da una porta diversa nella complicata stanza dei bottoni, ne maneggiano le leve con l’incompetenza di Topolino nel celebre pezzo del film Fantasia ispirato alla sinfonia di Dukas, per poi allearsi nel disordine con un effetto moltiplicatore della confusione.

Talvolta le immagini, anche veloci ed estemporanee, richiamano realtà profonde che giacciono accantonate e sopite nel nostro cervello. Accade con gli scatti dei grandi fotografi.

A farmi capire che quanto succede può anche essere visto con una luce diversa, non è stata una fotografia ma alcune battute della trasmissione Porta a Porta che ieri sera guardavo, contrariamente alle mie abitudini. Il tema era il contratto per il futuro governo, sugli articoli del quale venivano interrogati da Bruno Vespa, coadiuvato da giornalisti benpensanti, due esponenti rispettivamente dei cinque stelle e della lega.

Tre vecchi, stanchi e consumati portavoce dell’establishment, che sottolineavano le tante contraddizioni e imprecisioni del documento ai due giovani, pieni questi di idee e di energie, strampalate e primitive che fossero, ma schiette e nuove.

Questa scenetta, che aveva la forza di un’istantanea di Salgado o di Fontana, ha fatto improvvisamente chiarezza dentro di me su quanto sta accadendo. Si tratta di una ribellione non violenta contro il sistema, quello con la S maiuscola. Ribellione ingenua, becera per certi versi, destinata a fallire, ma alla data vera.

Trascurando quelle violente dei Black Block, che assurdamente sono nelle corde del sistema, le reazioni di questa marginale periferia dell’impero, che è l’Italia, alla globalizzazione che tende a schiavizzare i popoli hanno portato finora il nome di Berlusconi e di Renzi. Due bandiere del finto nuovo al servizio del potere per interesse personale, pacchiano il primo, più subdolo il secondo. Questi ragazzi, portati alla ribalta dal voto, alcuni liberali, altri imbevuti purtroppo di idee fasciste, riuniti giorno e notte per una settimana cercando di mettere insieme il diavolo con l’acqua santa, hanno capito che non serve prendersela con la professoressa Fornero, ma con qualcosa che sta ben più in alto e di cui non capiscono ancora bene l’identità e la forza.

Verranno fermati dai gendarmi, o più probabilmente saranno corrotti dal potere, ma oggi appaiono sulle barricate motivati, sinceri, e pieni di energie.

È la prima scintilla della vera rivolta contro il sistema? E scoppia proprio in Italia? Può essere, altre volte siamo stati la culla del nuovo.

 

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Inserito il:17/05/2018 22:51:51
Ultimo aggiornamento:02/01/2019 11:54:08
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