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Aggiornato al 17/02/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Luo Ziyue (Beijing, China – Contemporary) - Roulette

 

Sta girando la roulette

di Peppino Perrotta

 

Da qualche settimana, se non ancora prima, più di un autorevole commentatore politico, cercando di vedere un poco più in là del suo naso, denunciava la preoccupazione che l’Italia fosse in balìa di un gioco più grosso di noi e che si stesse trasformando in uno strumento usato da altri per indebolire l’Europa (cosa che fa assai comodo a Putin) e scassare l’euro (unica moneta per ora concorrente allo strapotere del dollaro). Questi benpensanti venivano presentati dai nostri governanti al popolo (entità non ben definita sulla quale essi poggiano) come fantasiosi uccelli del malaugurio al servizio dei plutocrati che difendono con le unghie il potere che sta loro sfuggendo.

In questi giorni però, ciascuno per proprio conto e ciascuno secondo le proprie modalità politiche, Trump e Putin sono usciti allo scoperto in soccorso allo strampalato piano economico raffazzonato dalla coalizione al potere, destinato altrimenti a naufragare nella stessa sua inconsistenza. Ora le due superpotenze, nemiche nelle istituzioni ma alleate nei vertici, si fanno palesemente paladine del governo gialloverde: qualora l’Europa non si facesse garante del debito italiano nei confronti dei mercati, abbandonando il paese alla bancarotta, interverrebbero loro a comprare i nostri titoli di credito, rafforzando così il grimaldello antieuropeo, gestibile ancor meglio una volta diventati azionisti.

Insieme al popolo, o quanto meno alla parte meno trinariciuta di esso, ci chiediamo tutti se siamo stati in questi mesi solo un pedone nella scacchiera nella quale si muovevano, a nostra insaputa, torri alfieri e regine mossi da scacchisti allenati a dosare le loro azioni dopo aver vagliato il futuro possibile fino alla quinta o sesta mossa successiva. Non è così. Gli uomini di potere, che compaiono e scompaiono come foruncoli sulla pelle del mondo nel tempo e nello spazio, e che con la loro forza dirompente mandano avanti da sempre gli eventi, non sono degli scacchisti; sanno bene che è inutile studiare il futuro più di tanto. Negli scacchi non può accadere nulla al di fuori delle regole del gioco mentre nelle vicende del mondo gioca un ruolo, spesso determinante, l’improbabile se non addirittura il caso. La politica somiglia più alla roulette.

Né Trump né Putin a mio avviso pensavano solo qualche mese fa di giocare a questo modo con l’Italia per scardinare l’Europa e, per rifarci al nostro cortiletto, nessuno del variegato zoo di cinque stelle o lo stesso Salvini immaginava di avere a disposizione questo copione. Siamo davanti ad eventi che, così come si presentano, mutevoli a noi spettatori, appaiono tali anche agli attori politici. Sono in attesa anche loro di capire quale sarà il verdetto delle elezioni a medio termine americane.

Se Trump manterrà il controllo delle camere, la strana coppia Trump-Putin premerà l’acceleratore sul progetto di scardinare l’Europa e l’altrettanto innaturale duo italiano aumenterà l’irrazionalità del suo progetto e l’arroganza verbale. Se accadrà il contrario e il presidente americano diventerà quello che gli americani chiamano l’anatra zoppa, al progetto antieuropeo mancherà ossigeno, e quello legato al contratto di governo apparirà anche al popolo nella sua insensatezza.

 

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Inserito il:26/10/2018 23:07:51
Ultimo aggiornamento:02/01/2019 11:39:44
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