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Aggiornato al 19/10/2018

Henry Stacy Marks (London, 1829-1898) – Parrots

 

Guardando l’America

di Peppino Perrotta

 

Noi italiani stiamo vivendo, in sedicesimo naturalmente, quel che è accaduto in America più o meno sei mesi fa. 

Le serie televisive centrate sui meccanismi della lotta politica, così in voga, spiegano anche a noi le dinamiche preelettorali in America. 

Squadre di investigatori che frugano nel presente e nel passato degli avversari e dei loro parenti, ma anche in quello dei loro stessi committenti per depotenziare ciò che probabilmente troveranno gli 007 avversari.

Esperti di comunicazione che fanno scuola ai candidati e al loro staff su come affrontare i dibattiti televisivi, cioè su come interrompere l’avversario quando imbocca un argomento imbarazzante senza apparire sgradevole al pubblico; li addestrano a come dire le menzogne senza che appaiano tali. Ore e ore di lezione, con confronti simulati, fino a fare dei candidati e delle persone che girano loro intorno macchine da dibattito, nella convinzione che questo è ciò che serve per vincere.

I progetti politici che stanno dietro a chi si confronta (quando ci sono) subissati da promesse da marinai si confondono tra loro, e passano quindi nella mente della maggioranza dei telespettatori, incerti nel voto, in seconda linea. L’attenzione si sposta sulla simpatia e sull’abilità dialettica dei duellanti.

Questa “filosofia” nelle recenti elezioni è stata sposata molto più dalla Clinton che da Trump, che ha sparigliato mettendo sul piatto la propria persona con atteggiamenti, idee e promesse le più strampalate possibili. E ha vinto.

Venendo alla nostra Italietta, e ascoltando i dibattiti dei talk-show si vedono gli effetti dell’indottrinamento che qualche guru americano ha somministrato, dietro lauta ricompensa, al circo equestre di pappagalli che sostengono il governo, mentre un comico rompe lo schema dicendo che uno vale uno tranne lui, autoproclamandosi il garante di tutti.

È evidente il parallelismo, alla burina, alla amatriciana quanto si vuole con ciò che è accaduto oltre oceano. Se fossi Renzi mi preoccuperei molto. Licenzierei il guru, mi metterei un posticcio biondo e, abbandonando ogni arzigogolo e ogni inutile furberia, comincerei a parlare a vanvera.

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Inserito il:21/05/2017 22:31:47
Ultimo aggiornamento:21/05/2017 22:58:30
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