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Aggiornato al 19/02/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Nicolas Ruston (Epping, England, 1975 - ) - The End “Souls” - 2015

 

I titoli di coda

di Peppino Perrotta

 

Ci sono secondo me due modi per gestire la vecchiaia quando si ha la fortuna di non dover ancora darsi da fare per mettere insieme il pranzo con la cena.

Si può insistere nell’occupare il cervello nelle attività e nelle distrazioni che ci hanno accompagnato nel corso degli anni, naturalmente a un regime sempre più basso, o dedicarsi a cercare di approfondire i misteri della vita in compagnia dei propri ricordi.

La scelta, tranne che per le persone che hanno la vocazione all’ascetismo o per quelle che, al contrario, hanno la fortuna di non accorgersi di quanto si possa diventare ridicoli nel mantenere i vecchi schemi, è assai difficile; i più finiscono per cercare di barcamenarsi tra i due estremi.

Per quanto mi riguarda, man mano che il tempo passa, scivolo sempre di più sulle riflessioni. Somiglio insomma ad uno di quegli spettatori che non lasciano la sala finchè non hanno finito di scorrere tutti i titoli di coda e che pare si beino della loro lungaggine. Non interessa di sapere chi ha pettinato gli attori o ha messo a loro disposizione il catering; quel rimanere in sala soddisfa il bisogno di riflettere al buio col sottofondo di una gradevole musichetta su quanto è appena finito di passare sullo schermo.

La sala cinematografica in questione è il mio salotto, dove c’è quanto basta: una signora ormai attempata intenta a leggere che richiama la storia del nostro amore, le immagini scolpite di papà e mamma che evocano affetti ancor più antichi, e gli oggetti sparsi un po’ dovunque, testimonianza della mia vita e dei miei hobby.

Per il resto che serve a star bene, cioè il fondo del mare, la valle del Cremera, la natura che tace per ascoltare il concerto delle cicale e la focaccia col formaggio di Recco, supplisce la mia memoria, difesa strenuamente dagli ultimi neuroni rimasti.

Chissà se gli inservienti mi faranno sloggiare prima che la nuova ondata di pubblico venga ammessa ad assistere alla riproposizione della pellicola, oppure, non accortisi di me, mi consentiranno di rivivere dall’inizio lo spettacolo.

 

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Inserito il:24/06/2017 19:41:47
Ultimo aggiornamento:02/01/2019 12:13:27
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