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Aggiornato al 16/12/2017

Santiago Ribeiro (Coimbra, Portugal, Contemporaneo) - Surreal Mass Production

 

Il futuro è già cominciato (2)

di Peppino Perrotta

 

Come si evolverà il genere umano non lo sa nessuno. Noi siamo in condizione di prevederlo più o meno come lo era il nostro antenato pesce che ha provato a respirare fuori dall’acqua, perché il futuro affronta con la sua innata casualità gli infiniti bivi che gli si pongono davanti.

Ma se il futuro cambiasse pelle e diventasse logico cosa accadrebbe all’homo sapiens? Proviamo ad immaginarlo partendo da due assunti che tocchiamo con mano. Il primo è che la produzione di beni e servizi tende sempre più a concentrarsi in un numero limitato di soggetti. La loro tendenza è quella di assorbire o mettere fuori gioco i concorrenti minori e gli stessi artigiani nonché quella, infiltrando i propri uomini nei governi delle nazioni, di trasformare gli apparati statali in una sorta di fattori di campagna messi lì a tenere sotto controllo i braccianti. Il secondo riguarda la tecnologia che si evolve in termini esponenziali mettendo a disposizione di questi oligarchi una capacità crescente di produrre beni e servizi con un numero decrescente di collaboratori.

Quale può essere il risultato logico del protrarsi di questo trend che per ora nessuno prova a frenare? Un numero strabocchevole di beni e servizi a disposizione ed un numero strabocchevole di disoccupati o sottooccupati che non possono comprarseli.

Gli oligarchi, per quanto ottusamente impegnati a gonfiarsi come la rana di Esopo, capiranno presto che hanno messo in moto un marchingegno perverso che rischia di trasformarli in un club di apprendisti stregoni. Che strada possiamo pensare che imboccheranno se scarteranno quella di suicidarsi? Probabilmente prenderanno una parte anche abbondante delle ricchezze accumulate e le distribuiranno a questo immenso popolo di straccioni per metterlo in grado di comprare. Non potranno permettersi che si fermi la loro insensata macchina che somiglia sempre più a quella che ci ha raccontato Charlot in tempi moderni. La elargizione di un reddito di cittadinanza o di sussistenza nasconderà l’intento di trasformare un popolo di lavoratori, se pur sottopagati, in uno di compratori controllati. Ma controllati da chi? Dai media che impasteranno sempre più l’informazione servile con la pubblicità in modo che nessuno possa sfuggire troppo al plagio.

Questa, ricordiamolo è solo una delle estrapolazioni logiche della realtà attuale. Ma che ne sarebbe del genere umano se il bivio imboccato dal futuro fosse proprio questo?

Gli studiosi dicono che i nostri neuroni si nutrono del fare e che l’evoluzione del cervello deriva dallo sforzo che l’uomo ha fatto nell’ingegnarsi a sbarcare il lunario. Quando la sopravvivenza fosse miseramente assicurata e condizionata dagli slogan quanti neuroni morirebbero?

Che brutto mondo sarebbe quello di un club di padroni (o forse di un solo padrone che si è mangiato i colleghi) di una enorme fabbrica funzionante ad opera di una squadra di robot che produce roba dozzinale per uno sterminato esercito di zombi!

Stavo scherzando, è solo fantascienza. Per fortuna i poveri si ribelleranno prima di esser castrati a questo modo. Poi, lo sappiamo, il futuro imbocca i bivi non con la logica ma con la casualità.

 

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Inserito il:09/10/2017 08:42:28
Ultimo aggiornamento:09/10/2017 09:59:16
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