In questo sito utilizziamo dei cookies per rendere la navigazione più piacevole per i nostri clienti.
Cliccando sul link "Informazioni" qui di fianco, puoi trovare le informazioni per disattivare l' installazione dei cookies,ma in tal caso il sito potrebbe non funzionare correttamente.Informazioni
Continuando a navigare in questo sito acconsenti alla nostra Policy. [OK]
Aggiornato al 14/11/2018
Pericoli-tullio-umberto-eco-1980.JPG
Tullio Pericoli (1936 - Colli del Tronto -Ascoli Piceno) – Umberto Eco

In memoria di Umberto Eco.

 

Mi ha incuriosito il richiamo di “Nel futuro” a scrivere di monete e di forme di pagamento. Accostandomi alla lettura dei colleghi, affetti come me da grafomania, pensavo di approfondire il dollaro, lo yen, le cambiali o i bonifici.

Sono stato invece inghiottito in un mondo buio e tenebroso.

Già faccio fatica a comprendere che i miei soldi siano stati tutti compressi in un rettangolino di plastica, che sono costretto a infilare nelle fauci di una macchina per vederne uscire, se va bene, degli spiccioli reali; già devo placare l’ansia che quel Moloc mi sottragga per sempre il mio tesserino e con esso ogni mio avere; ora mi accade che non posso reggere ciò che mi aspetta nel prossimo futuro, nel quale, tra gli altri magheggi, ci sarà quello dei ladri tecnologici che si preparano a svuotare quel contenitore virtuale che conservo gelosamente nel portafoglio, solo passandomi accanto, senza nemmeno il bisogno di sfiorarmi, attraverso non so quali malefiche onde.

Mi sento di far parte di un altro mondo come accadde, oltre un secolo fa, a chi andava ancora in landò quando cominciarono a muoversi le prime automobili.

Mi ricordo una gag che raccontava Luciano De Crescenzo a proposito di un analogo disagio del signor Bellavista, suo personaggio, che si trovò di fronte, lui che era abituato ad accompagnare gli acquisti con un piacevole scambio di idee col venditore, all’apertura a Napoli della nuova Rinascente; si aggirava tra i reparti cercando la signora Rinascente per chiederle come stesse e se il tempaccio di quei giorni le avesse provocato qualche fastidio.

Più forte ancora però mi viene in mente quanto riferito da Umberto Eco in una delle sue ultime interviste.

Racconta egli come un suo allievo ed estimatore gli avesse chiesto se la sua alta cultura lo avesse condotto a considerare serenamente il problema della morte.

- Ho finalmente capito, gli aveva risposto, che il mondo è pieno di coglioni, e quanto sia confortante sapere che fra poco spariranno tutti.

- Perché, aveva ribattuto l’allievo, pensa che al mondo sono tutti coglioni?

- Perché lo sono i politici, che pensano di poter governare gli uomini, gli scienziati che credono di avvicinarsi sempre di più al mistero dell’universo, e i tecnici che immaginano di trattare la natura come fosse una macchina, e potrei continuare perché sono coglioni tutti indiscriminatamente gli esseri umani.

- Ma io non la penso così, aveva rimarcato l’allievo.

- È naturale, solo i vecchi che si avvicinano alla morte è giusto che pensino questo. Se tu, alla tua età, la pensassi come me saresti un coglione.

Il giovane riflettè a quelle parole, e arrossendo ribadì:

- Maestro, mi vergogno a dirlo, ma ora io penso che lei sia un coglione.

- Si vede che stai invecchiando anche tu, fu la sua ultima risposta.

Io credo di pensarla, man mano che passa il tempo, si parva licet componere magnis, come Eco.

Con questo sia chiaro, sono lungi dal dare del coglione ai dotti scrittori di “Nel futuro”, meno che mai ai giovani, legittimati a pensare diversamente.

Quanto ai vecchi, sono fiducioso che siano di spirito.

Scarica l'articolo in PDFgenera pdf
Inserito il:25/02/2016 08:21:46
Ultimo aggiornamento:11/03/2016 09:51:41
Condividi su
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)
nel futuro, web magazine di informazione e cultura nel futuro, archivio
Questo sito utilizza cookies.Informazioni e privacy policy
yost.technology