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Aggiornato al 17/02/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Robert Spencer (1879- !931) - Montebanks and Thieves

 

L’attacco al risparmio privato

di Peppino Perrotta

 

Il Monte dei Paschi ha sofferenze (così chiamano i bancari i crediti inesigibili) per 20 miliardi, 18 dei quali sono imputabili a cinquanta nomi importanti. Mentana ha chiesto, durante il suo telegiornale, che il governo renda pubblici questi nomi, insieme alle cause che hanno portato al di fuori di ogni tradizionale cautela la banca a questi affidamenti disastrosi.

Renderli pubblici perché pubblici sono i soldi necessari per ripianare.

Come ha denunciato la Gabanelli (altro rarissimo esempio di giornalismo non asservito), banche primarie (come il San Paolo e il Credito), oltre a tante altre, hanno piazzato per anni ai loro clienti diamanti provenienti da una organizzazione che è facile definire criminale, al valore triplo di quello reale.

Gli impiegati delle Poste sono stati usati per convincere i titolari del libretti di risparmio (le classiche vecchiette) a usare quei soldi per comprare bond garantiti dall’istituto e super valutati per l’occasione.

Questi bond sono presto risultati valere poco più che carta straccia.

Come mai queste paradossali truffe sono sfuggite ai tanti enti (Banca d’Italia, Consob e garanti di questo e di quello), creati in abbondanza per salvaguardare i cittadini?

E come mai il silenzio di chi comanda?

Proviamo a spiegarcelo.

Gli italiani hanno un enorme debito pubblico, ma una altrettanto grande ricchezza privata, perché pare che nel mondo siano quelli che risparmiano di più.

Quelli che hanno campato per anni grassando il debito pubblico fa ora fatica a continuare perché l’Europa rende l’operazione difficile.

Cosa hanno allora pensato?

Di mettere le mani a livello industriale sul risparmio privato, custodito dalle banche e dalle Poste.

È facile per chi può nominare o ricattare le istituzioni di controllo, inducendole a far finta di niente.

C’è da chiedersi perché la magistratura non intervenga.

È difficile dirlo, ma forse la risposta è che, se intervenisse, dovrebbe arrestare in una grande retata tutti quelli che comandano.

Arrestare e non denunciare, perché più che il pericolo, qui c’è la certezza della continuazione del reato.

Una Mani Pulite al cubo che getterebbe il paese nel caos.

C’è anche da chiedersi come un paese così (perché i fatti denunciati sono solo la punta dell’iceberg) possa essere visto da quegli stati che non sono anche loro mafiosi.

Ed anche quanto possano stare in piedi istituzioni prive di veri organi di controllo e in mano a questa gente.

Il fatto che l’alternativa sia Grillo rende ancora più infausta la prognosi.

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Inserito il:08/01/2017 15:49:37
Ultimo aggiornamento:02/01/2019 12:23:59
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