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Aggiornato al 17/12/2018

André Beaulieu (Quebec, Canada, ? - Paris) – Time for a change …. (2014) - Olio su tela

 

Il risparmio degli italiani: tout se tient

di Peppino Perrotta

 

Volendo intestardirmi nel cercare di vedere nella fitta nebbia che copre il nostro futuro politico, ho cercato di mettere in fila, per punti, quanto nel recente passato è successo.

Primo punto. Qualcuno ha capito, prima degli altri, che si poteva salire sulle onde dello tsunami targato social media per affermarsi politicamente. Questo qualcuno è un sarchiapone con la faccia di grillo, il cervello del vecchio Casaleggio, e il corpo informe della rete Rousseau. Un sarchiapone seminascosto nella nebbia ma assai attivo. L’ha intuito, poco dopo, qualcun altro che ha invece precise sembianze umane ed opera in pieno sole. Salvini ha imboccato la stessa strada a viso aperto nei panni dell’uomo forte, che in Italia ha sempre trovato clienti.

Secondo punto. Entrambi i soggetti si sono rivolti alla grande moltitudine dei diseredati, degli sconfitti ed anche di quelli che, pur sgomitando in una vita attiva, fanno fatica a sopravvivere nel ginepraio di una burocrazia tanto inefficiente quanto inamovibile. Bypassando le strutture intermedie dell’informazione, della cultura e della finanza, che in uno stato democratico fanno da argine al populismo ed usando lo strumento dei social media, hanno stabilito un colloquio diretto con questo numerosissimo popolo caratterizzato oltre che dalla frustrazione, dal bisogno e dalla rabbia, anche da una generale sottocultura.

Terzo punto. La tecnica usata è quella di divulgare, con la facilità e l’immediatezza che caratterizza il web, a questo oceanico elettorato, una narrazione fatta di semi verità o addirittura di balle, che riempia il poco spazio disponibile nella sua testa, evitando cosi che ci entri quanto di più ragionevole viene trasmesso dai media tradizionali. Almeno questo dicono i sondaggi.

Quarto punto. Le due forze politiche, coscienti che non potranno alla lunga comandare insieme, si fanno, nel nuovo campo di battaglia tecnologico, una lotta, tanto sorda quanto all’ultimo sangue, mentre chi ha perso il potere si è arreso e gioca ai quattro cantoni.

Posso, basandomi su questo stato dell’arte sul quale ho cercato di mettere ordine, divinare sul futuro? Credo di no, e non solo perché l’Italia è un vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro, ma perché il futuro ha più fantasia che logica. Mi conviene pensare ad altro.

Immaginiamo però, per gioco e per assurdo, magari mangiando i pop corn insieme a Renzi, che per una volta il futuro voglia imboccare la via della razionalità. Cosa avverrebbe in questo caso?

La lotta fra i due attori politici decreterà un vincitore, che si troverà padrone di un paese in un contesto complicato perché alla fine le balle saranno apparse come tali anche all’esercito di poveracci che lo ha supportato. Il nuovo padrone, per non fare la fine di Cola di Rienzo o di Masaniello, dovrà trovare i soldi da distribuire al suo popolo. Visto che fuori dei confini nessuno sarà disposto ancora a prestarglieli, si ricorderà che in Italia c’è un altro popolo, non numeroso quanto quello suo, ma che si conta anch’esso a milioni, che ha i soldi da parte in banca. Si tratta di commercianti, artigiani, bancari, burocrati, medici, avvocati e di quanto altro vi viene in mente. E’ gente oltretutto alla quale non deve niente, perché difficilmente sono stati suoi supporters.

E’ nelle cose che la mancia al popolo, perché continui a gridare viva il duce, verrà da quelle tasche. Come dicono i francesi: tout se tient. La vita alla fine trova sempre il giusto equilibrio, anche perché, diciamocelo pure, una bella fetta di quei quattrini che stanno in banca e che vengono definiti con colpevole bonomia risparmi degli italiani, non sono derivati da gocce di sudore della fronte di chi li possiede.

 

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Inserito il:25/11/2018 11:53:44
Ultimo aggiornamento:25/11/2018 12:20:55
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