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Aggiornato al 17/02/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Antonio Pigafetta (Vicenza, 1492 – Modone, Grecia, 1531) – Il viaggio intorno al mondo

 

La prova regina

di Peppino Perrotta

 

La prova regina, nel linguaggio giudiziario, è quella che fuga ogni dubbio riguardo ad una verità già percepita come tale, ma non supportata dall’evidenza: una per tutte la confessione del reo.

Ci sono anche prove regina importantissime nella storia. Una l’ha fornita, per conto di Magellano, finito probabilmente nella pancia di qualche selvaggio, Antonio Pigafetta. Fu lui che forni la certezza che la terra è rotonda, togliendo ogni scusa a quanti quel dubbio, ancorché labile, alimentava per comodità politico/religiosa. Potremmo trovare un altro illustre esempio nel viaggio di Darwin. Vecchi mondi che si sono, loro malgrado, trovati in mutande di fronte alla necessità di prendere atto di inconfutabili verità che mettevano in crisi il proprio modus operandi, pensiero e ruolo sociale.

Con queste cose per la testa guardo al tema caldissimo del consenso elettorale. Credo che il mondo politico, e mi riferisco a quello dell’intero arco costituzionale che con alterne vicende ha gestito il paese negli ultimi settanta anni, stia prendendo, se pur con lentezza, coscienza della reale portata del mutamento che la rivoluzione tecnologica sta portando ai meccanismi del consenso elettorale; intuisce che ci sia qualche cosa di più che una fiammata populista come altre che la storia recente ci ha regalato. Lo intuisce perché il fenomeno, epico nella sua importanza, viene evidenziato dai sociologi e da qualche scrittore illuminato. Non credo di esagerare nell’affermare che l’ultimo libro di Baricco “the Game” è un punto fermo riguardo alla portata della rivoluzione tecnologica e delle sue conseguenze politiche, che può paragonarsi per importanza dell’argomento e per scrupolosità di indagine all’origine della specie per selezione naturale scritto da Darwin.

Malgrado questa intuizione la vecchia politica prende tempo, con la scusa che manca la prova regina della assoluta strategicità del fenomeno. Si comportano, i politici, come quei parrucconi che, a metà ottocento, sapendo bene che la favola che racconta la Bibbia sulla creazione non sta in piedi, evitavano di mettere in crisi il mondo scientifico, nel quale avevano un ruolo, con la scusa che nessuno poteva spiegare come mai l’uomo somigliasse così tanto alla scimmia.

Eppure essa, la prova regina, c’è ed è sotto gli occhi di tutti.

Sono cinque mesi che gran parte dei giornali e dei talk show mettono in evidenza l’impreparazione, la faciloneria, l’inettitudine e la tracotanza di chi ci comanda con argomenti inoppugnabili e prove evidenti. Parallelamente i sondaggi registrano che il consenso elettorale che hanno avuto resiste e cresce. Sembra un controsenso che meraviglia settimanalmente i sondaggisti, i conduttori ed il pubblico. Ma non è un rebus, è tutto facile da spiegare.

Tutto ciò che viene detto, dibattuto ed evidenziato dai media tradizionali, giunge ad una fetta minoritaria di elettorato per gran parte già convinta che chi ci comanda è inadeguato e pericoloso. La parte maggioritaria degli elettori, una volta conquistato l’ Iphone e stabilito un rapporto simbiotico con esso, ignora del tutto i media tradizionali oltre che le strutture che lo collegavano all’establishment.

Si tratta per gran parte di persone che leggono al massimo il Corriere dello sport, in televisione guardano solo i programmi di varietà, discutono al bar non di politica ma di cibo, di sesso e della squadra del cuore e non si preoccupano dello spread perché hanno assai poco da difendere. Le informazioni politiche arrivano loro solo con gli slogan e le fotografie di facebook e di istagram. E’ evidente il perché i nostri governanti mantengono il consenso; perché hanno saputo cavalcare il fenomeno professionalmente ed in anticipo.

Cari politici dell’arco costituzionale, ora che questi cinque mesi hanno fornito la prova regina della mutazione genetica delle modalità con cui si ottiene il consenso della maggioranza degli elettori, mentre vi affannate con i giornali e le televisioni a convincere noi, che già lo siamo, che chi ci governa è brutto e cattivo, non è il caso di affidare il confronto con questo popolo maggioritario a qualcuno che ci capisce? Magari rischiando anche di uscire personalmente di scena?

Fareste un bel regalo ad una nuova generazione che, invece di trovarsi schiacciata da una dittatura, potrebbe provare a costruire qualcosa di nuovo.

 

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Inserito il:06/12/2018 22:41:42
Ultimo aggiornamento:02/01/2019 11:32:03
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