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Aggiornato al 19/02/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Jennifer Owens (Irlanda, 1982 - ) - Discussion Developed (2008)

 

“Le nuove armi della politica”: breve commento all’articolo di Peppino Perrotta

di Rosario Amodeo

 

Vorrei fare un commento a “Le nuove armi della politica” di Peppino Perrotta: in sostanza delle considerazioni complementari alle sue. Ma voglio innanzitutto sottolineare il grande interesse del “pezzo”, nel quale il Perrotta rivela doti non comuni degne di uno specialista di Scienza Politica e/o di Sociologia della politica.

Le nuove armi della politica raggiungono e colpiscono soprattutto le parti della popolazione meno provvedute, poco acculturate. Quelle che Togliatti, riesumando un sostantivo dell’antica Roma, chiamava la “plebe”, che a Roma era la parte più numerosa della popolazione (anche Peppino nel suo articolo rievoca il sostantivo “plebe”).

Quanti, tra noi, si sono formati con un impianto culturale che, pur ricorrendo a varie scuole, discende soprattutto dall’Illuminismo, mal vedono “populismo, sovranismo, pentasalvinismo, pressappochismo” e attribuiscono proprio alla componente più plebea della popolazione il successo del populismo, sovranismo, pentasalvinismo, pressappochismo, e non c’è dubbio che nelle più recenti affermazioni elettorali dell’ondata populista (Trump, Le Pen, Orban, Salvini, Di Maio, etc.) la parte più plebea della popolazione abbia avuto un ruolo decisivo, per la stessa forza del numero che essa rappresenta (“uno vale uno”). Ma se ci fermassimo qui, non andremmo lontano.

In realtà questa ondata non andrebbe da nessuna parte se non trovasse a guidarla una parte delle élite, cioè quella cerchia ristretta di persone che si distinguono per superiore cultura, censo, ascendente e simili. Queste élite scientemente usano le nuove armi della politica per i loro disegni, che sono diversi dai nostri, come ho già detto. Se questo è vero, la nostra polemica va indirizzata verso questa parte della élite più che sul popolino.

La situazione mi fa un po’ pensare alla repressione del brigantaggio nel Sud Italia dopo l’Unità. Molta pubblicistica, letteraria e storica, se la prende con i piemontesi per le modalità con cui hanno operato la repressione, ma dimentica di dire che l’esercito sabaudo ha potuto operare con metodi feroci in quanto trovò una sponda decisiva nelle élite meridionali (soprattutto nelle caste della proprietà agraria, ma non solo).

In proposito sovviene un episodio de “Il Gattopardo”. Uscendo da un incontro con il Principe, don Calogero Sedara si imbatte in un drappello dei militari piemontesi (siamo nel 1862). Si sofferma a guardarli, e, parlando con se stesso, apostrofa (cito a memoria): eccoli, ordinati, organizzati, questi sapranno difenderci! Grazie al sostegno dei tanti Sedara del Sud, i piemontesi potranno ricorrere ai loro metodi senza pagare un pegno insopportabile.

Per concludere queste brevi considerazioni, la nostra avversione politica dovrebbe rivolgersi alle élite distanti dal nostro sistema di valori, liberal-democratico e aperto al mondo, molto più che agli elettorati di Salvini e di Di Maio.

Rosario Amodeo

 

Rosario Amodeo, siciliano, classe 1936, si è laureato a Firenze, e ha seguito corsi post-universitari presso l’Università di Nancy e all’INSEAD di Fontainebleau.

Dopo il servizio militare, ha intrapreso una carriera commerciale essenzialmente in grandi aziende di informatica, iniziando in Olivetti, e successivamente in Univac, in ICL e in Cerved, Società di informatica delle Camere di Commercio italiane, della quale nel 1984 diventa direttore generale.

Nel 1988, grazie ad un’operazione di management buy out, è tra i soci fondatori di Engineering, oggi un gruppo con oltre 7000 dipendenti.

Dal 2013, in seguito alla vendita della partecipazione in Engineering, Amodeo ha intrapreso nuove attività imprenditoriali nel settore tecnologico e delle energie a concentrazione solare.

E’ anche autore di alcune pubblicazioni tra cui:

  • Navigazione in mare calmo. A tratti leggermente mosso, Guerini e Associati, Milano 2011
  • Guardale le Sirene, Marsilio editori, Venezia 2000
  • Da Sambuca all’Europa – A Firenze si cambia, Gangemi editore, Roma 1995
  • Tommaso Amodeo, Salvatore Sciascia editore, Caltanissetta 1984

 

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Inserito il:13/11/2018 17:39:28
Ultimo aggiornamento:02/01/2019 11:37:01
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