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Aggiornato al 20/01/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Agenda Digitale: prima del mezzo, devono evolvere i processi.

 

09/09/2013

 

La recente investitura di Francesco Caio (Avio) “Mr. Agenda Digitale” da parte di Letta ha riacceso i riflettori sull’Agenda che punta all’informatizzazione del “sistema Italia”.

Caio ha già definito le sue priorità, e tra queste figura l’Anagrafe Unica, e qui sta a mio parere la chiave: unificazione. Digitalizzazione non significa solo aggiornare i mezzi, significa soprattutto revisione e razionalizzazione totale di processi e procedure: perchè è inutile utilizzare la Posta Elettronica Certificata al posto di una raccomandata o di un FAX se poi, ad essere inviata, è la scansione di un documento
cartaceo che sarà subito ristampata dall’altra parte. E’ inutile utilizzare il computer per scrivere un documento se poi verrà stampato e archiviato in versione cartacea invece che in digitale.

Dove starebbe la rivoluzione, dove sarebbe il cambiamento in questo caso?

Una delle procedure più inutili, irrazionali e stupide che mi ho dovuto più volte seguire, è stata quella di andare in un ufficio comunale al solo fine di recuperare un documento, da portare in un altro ufficio o comunque in altro ente pubblico. I certificati per la scuola, da ritirare in comune e portare alla scuola dei propri figli (magari a 150 metri dal comune, come nel paese in cui sono cresciuto): ricordo che già alcuni anni fa mi chiedevo che senso avesse una cosa simile, e se non
fosse più semplice mettere tutti quei documenti in una scatola e pagare qualcuno per portarli all’istituto scolastico, che magari avrebbe anche potuto “automatizzare” il processo di richiesta.

Prendiamo come secondo esempio il calcolo ISEEU per le tasse universitarie: devo portare la dichiarazione dei redditi (che lo stato già ha) mia e dei familiari (e lo stato sa quali sono) in un CAAF che farà il calcolo, e poi dovrò portare il risultato in Università (che è pubblica). Il vero problema è la frammentazione dei dati: è vero che lo stato ha già tutto quello che serve e che potrebbe escludermi dal processo. Ma non ha tutto in un archivio unico: la mia dichiarazione dei redditi la ha il fisco. Così come quelle dei miei familiari conviventi.
Ma il fisco non sa quali siano i familiari conviventi, questo lo sa il mio comune. E nessuno di questi sa in che università io sia iscritto, quello è scritto in un altro archivio.

Prima ancora del digitale. Perchè è inutile digitalizzare processi che già si dimostrano insensati nella loro versione “analogica”.

Alla fine, dobbiamo solo imparare a pensare digitale.

Inserito il:24/11/2014 20:50:39
Ultimo aggiornamento:17/01/2019 11:50:22
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