Aggiornato al 25/06/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire
Gianni Celleghin

 

Gianni Celleghin

Commercialista per caso

Sono nato ad Ivrea nel 1951 da genitori “immigrati” dal Veneto, territorio in cui affondano le radici della mia famiglia, come è facilmente desumibile dal mio cognome.

Volendo descrivere la mia persona, direi che la caratteristica principale, quella che da sempre ha condizionato l’intero percorso della mia vita, è la “curiosità”; curiosità da intendersi non come passione per il pettegolezzo, bensì come amore per la conoscenza e per la ricerca del confine di ogni dimensione.

La mia carriera scolastica ne è stata un esempio concreto, perché, dopo avere attraversato con facilità, leggerezza e successo le scuole dell’obbligo ed il liceo (scientifico), ho poi frequentato a Torino dapprima la facoltà di Ingegneria, poi quella di Medicina, infine quella di Economia e Commercio, dove mi sono laureato nella primavera dell’anno 1975.

Per quanto riguarda la carriera professionale, tutto è cominciato nel gennaio dell’anno 1974, quando in Italia prese il via quella che ancora oggi è ricordata come la “riforma tributaria”; fu quello il momento iniziale dell’attività professionale di “dottore commercialista”, occupazione che prese progressivamente il sopravvento sulle altre varie collaterali; ho fatto nel tempo l’insegnante di matematica, fisica, ragioneria e diritto, il giocatore di calcio e l’allenatore nel settore giovanile, ho sviluppato altresì una intensa ed assidua frequentazione attiva nel mondo dello Storico Carnevale di Ivrea, frequentazione che si è sviluppata molto intensamente per i successivi quarant’anni.

In tale contesto, anche la professione abituale si è dovuta adattare alle caratteristiche umane testé accennate; l’ho interpretata con spirito di servizio e con modalità che mischiano continuamente il patrimonio di conoscenza interdisciplinare accumulato nel tempo.

Ecco perché mi definisco “Commercialista per caso”, perché ho esercitato ed esercito tuttora la professione con lo stesso spirito e con le stesse modalità con cui ne avrei potuto esercitare una qualsiasi altra; la professione del “Dottore Commercialista” ha preso il sopravvento “per caso” nel 1974, quando quel ragazzo era ancora un giovane “illuminista”.

Ed a sua volta la professione ha inevitabilmente condizionato la mia stessa evoluzione umana, perché le materie giuridiche sono ormai da me interpretate come una particolare evoluzione della ricerca filosofica, tant’è che, insieme ad una sopravvenuta passione per la poesia, sono arrivato a pensare che nacqui “illuminista”, ma che morirò “romantico”.

 

 

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