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Aggiornato al 26/09/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

British Telecom, modello esportabile?

 12/05/2014

A marzo si chiude il bilancio di molti importanti operatori di telecomunicazioni internazionali. Guardando al Regno Unito è particolarmente utile guardare alle performance di BT, proprio laddove nasce storicamente il processo di liberalizzazione delle telecomunicazioni europee.

Organizzazione. Dal punto organizzativo viene rafforzata la decisione di creare delle business unit molto focalizzate: da BT Global Services a BT Consumer e Business, fino alle strutture wholesale (Openreach e BT Wholesale). BT sana poi  la sua assenza dal mercato mobile, rientrando con una strategia convergente, basata su un accordo MVNO e strette sinergie tra rete fissa, WiFi e mobile.  Non bisogna poi dimenticare come nell’ambito dei servizi alle imprese BT sia ormai un operatore  fortemente internazionalizzato, che genera la maggior parte dei ricavi dai mercati esteri. Del resto, per crescere serve ormai essere presente nei mercati internazionali più dinamici.

Numeri. Il bilancio di gruppo  mostra ricavi (18,3 miliardi di Sterline) e margine operativo lordo (EBITDA, 6,1 miliardi) sostanzialmente stabili, vale a dire un successo di questi tempi, perlomeno in Europa. Crescono in particolare la divisione Business e, soprattutto quella Consumer, mentre le altre presentano ancora segni negativi in termini di ricavi, ma in crescita per quanto riguarda l’EBITDA, ad eccezione di BT Wholesale.

Il miracolo consumer. L’ultimo trimestre è stato il migliore degli ultimi 10 anni, con un incremento addirittura del 9% (+24% per la componente broadband e TV). La quota di mercato sui nuovi clienti broadband diventa quasi “bulgara” (79% nell’ultimo trimestre) e il calo degli accessi di rete fissa tocca il minimo dell’ultimo quinquennio. I clienti fibra sono già 2,1 milioni e quelli TV hanno superato la soglia del milione. L’impatto sui ricavi medi per cliente è stato importante, con un valore in crescita del 7% (391 Sterline/anno).

La guerra dei contenuti. BT sta investendo enormi risorse nei contenuti, in particolari quelli del calcio, ambito nel quale ha sconfitto addirittura Sky (quasi un miliardo di Sterline per i diritti delle Coppe Europe), anche se con più di un dubbio sulla capacità di costruire un modello di business realmente sostenibile. Va comunque tenuto presente come i clienti dell’offerta BT Sport siano già oltre 5 milioni, includendo anche la componente wholesale (rivendita da parte di altri operatori).

Non c’è crescita senza investimenti. Lo sviluppo  della nuova rete in fibra ottica (soluzione simile a quella adottata in Italia)  risulta addirittura in anticipo  ed ha raggiunto i 2/3 della popolazione, con l’obiettivo di arrivare a breve al 90%. A questo si aggiunge lo sviluppo delle soluzioni convergenti con il mobile e il già citato tema dei contenuti.

Un modello esportabile?  In sintesi, investimenti, contenuti, internazionale. La ricetta è, in larga misura condivisibile, ma servono mezzi importanti e un contesto di mercato, competitivo e regolamentare favorevole.

L’Italia fa parte di un altro continente.

 

Inserito il:01/12/2014 15:46:22
Ultimo aggiornamento:03/12/2014 20:37:00
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