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Aggiornato al 17/02/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal
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Frederick Sandys – Medea -1868

 

Cui prodest scelus is fecit.

 

 

Questa intuizione di Seneca (così come quell’altra meno datata di Dumas “cherchez la femme”) torna buona per sbrigliare la matassa quando i dati a disposizione di chi indaga su un fenomeno sono troppo ingarbugliati; e quelli che noi non addetti ai lavori abbiamo per capire il fenomeno dell’Isis sono, oltre che ingarbugliati, anche fuorvianti.

La spiegazione più semplice (e per noi in un certo senso la più rassicurante) dell’esplosione improvvisa di questo califfato oltranzista sarebbe quella che ci riconduce all’antica lotta inter religiosa tra musulmani. I taglia gola sono sunniti, e non è la prima volta nei secoli che se la prendono con gli sciiti a suon di stragi.  Stavolta però questa rivalità tradizionale non è sufficiente perché l’odio è oggi rivolto anche, e direi soprattutto, contro i cristiani e la loro civiltà occidentale. Scartata questa ipotesi religiosa, la pubblica opinione europea più che impaurita è sconcertata di fronte all’improvviso affermarsi dal nulla nel medio oriente, sulle sponde del Mediterraneo e addirittura nell’Africa subsahariana di un esercito musulmano di assassini, scarso di uomini, ma ricco di mezzi (per fortuna ancora tradizionali), e dotato di una temibile capacità mediatica.

Questi soldati del terrore da chi sono foraggiati? Si parla di banche turche, di centri finanziari occulti operanti nell’Oman o nella stessa Arabia Saudita che dice di combatterli. Ma se pretendiamo di cercare la verità in un mondo nel quale i servizi segreti studiano la notte per farci vedere lucciole per lanterne, correndo appresso all’odore dei soldi non andiamo da nessuna parte.

È qui che deve entrare in funzione Seneca. Proviamo a ragionare dalla domanda: a chi giova tutto ciò?

Agli americani che, superata la loro dipendenza petrolifera dagli arabi, vogliono lasciare la patata calda del medio oriente ancor più bollente all’Europa per limitarne la capacità politica?

Ai ricchi stati petroliferi del golfo in funzione anti Iran?

Alla Russia per distrarre l’Europa dall’accanimento nella difesa dei confini orientali, per altro artificiali, che pretende di imporre?

Chi lo sa, tutto è possibile. Scopriamo che anche con l’aiuto di Seneca si rischia di rimanere nel dubbio.

C’è però un attore di cui, a proposito di Isis, si parla poco, che può avere più titolo degli altri come autore dello scelus. Israele è un enclave occidentale nel mondo musulmano, che somiglia stranamente nella sua forzata antistoricità al regno cristiano di Gerusalemme di tanti secoli fa. È un piccolo stato che vive trincerato tra un centinaio di milioni di arabi ostili e che deve inventarsele tutte per cercare di sopravvivere più a lungo di quanto non fecero i templari.

Per ora l’ombrello americano ancora funziona, ma se gli ebrei di oltre oceano, che insieme ai loro correligionari proteggevano soprattutto il petrolio, perdono l’interesse per l’oro nero, chi può garantire più la persistenza del loro efficace ombrello? La capacità militare USA sarà tirata come una coperta corta tra cinesi, russi, indiani e sudamericani.

Assume allora importanza strategica il rapporto con l’Europa che però, alla data, oscilla tra l’accettare il diritto di Israele ad esistere e il sottolineare quello degli arabi che la circondano a non essere schiacciati, come gli abitanti del fortino reputano necessario che sia. Come fare a tirare decisamente tutto il continente dalla parte degli assediati?

Certo se si spingessero, confusi tra gli altri, un gruppo di arabi ad attaccare non solo gli ebrei ma anche gli italiani, i francesi, i tedeschi e quanti altri sono nell’Unione, e se essi presentassero un islam brutta e cattiva come peggio non si può, l’Europa intera dovrebbe presto in un modo o nell’altro considerare necessario combatterli, senza poter distinguere troppo tra taglia gole e gente per bene.

Per tutti noi europei potrebbe allora diventare fondamentale quel fortino che innalza la bandiera atomica di Geova tra una selva di quelle di Allah.

Cui prodest scelus is fecit?

 

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Inserito il:26/02/2015 12:13:47
Ultimo aggiornamento:06/02/2019 22:06:01
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