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Aggiornato al 20/01/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Disaccoppiamento delle SIM. Perchè non va fatto.

16/09/2013

 

Tra le norme previste dal pacchetto Kroes per il mercato unico ci sono quelle relative al roaming: al costo delle chiamate originate da qualunque paese EU verso qualunque altro paese EU è oggi posto un tetto di 30 centesimi di € al minuto (8 c/min in ricezione). Entro metà 2014 si prevede l’annullamento del costo in ricezione, e l’abbassamento a 24 c/min del tetto per le chiamate in uscita.

La vera rivoluzione sta però nell’abolizione totale dei costi di roaming, auspicata per il 2017: tramite un progessivo abbassamento dei costi di interconnessione tra operatori, si pensa di dare al cliente europeo mobilità totale all’interno dei paesi dell’Unione. Potremo, si spera, navigare e telefonare ovunque ai prezzi che pagheremmo nel nostro stato.

Rendiamoci conto, noi italiani paghiamo 1 € al minuto una telefonata tra Milano e Lione, la cui distanza fisica è di 400 km, e 5 centesimi al minuto una telefonata tra Milano e Siracusa, che invece sono separati da ben 1400 km di strada. La distanza è il quadruplo, il costo 20 volte più basso. Certo, una telefonata che passa tra due diversi operatori non è lo stesso di una “interna”, ma siamo sicuri la differenza economica sia così enorme?

La UE, fortemente convinta che tali costi non siano giustificati, minaccia: se le compagnie non collaboreranno verrà “riesumata” una norma del 2012 che imporrebbe il disaccoppiamento della SIM dall’operatore, ovvero la possibilità di scegliere il carrier con il quale navigare / effettuare telefonate senza dover comprare una nuova SIM. Una sorta di “Carrier Selection” mobile, per chi si ricordasse di cosa si tratta.

Potrebbe essere una soluzione temporanea, perchè permetterebbe di abbassare i costi nell’immediato, ma a lungo termine una simile scelta potrebbe minare definitivamente l’idea di “rete unica mondiale”.Oggi funziona così: voi comprate una SIM dall’operatore X italiano, che si accorda con l’operatore Y francese perchè voi in francia possiate telefonare e navigare. In pratica, Y rivende i suoi servizi all’ingrosso a X. Esiste un equilibrio, perchè Y dovrà chiedere ad X lo stesso servizio per far si che i suoi clienti possano usare il telefono in Italia.

Ammettiamo ora che il legislatore imponga a X di rendere le sue sim disaccoppiabili, ovvero “trasformabili” (temporaneamente) in SIM dell’operatore Y. Y non avrebbe più interesse a rivendere i suoi servizi a X, perchè andrebbe a venderli direttamente al cliente di X: si passerebbe dalla vendita all’ingrosso alla vendita al dettaglio.

Tutto questo, porterebbe, in poco tempo, al caos totale nel mercato, alla confusione dei clienti e anche, lo so bene, a non pochi problemi tecnici. Del resto, è il motivo per cui la carrier selection sul fisso è progressivamente sparita: anche la Russia, paese in cui questo meccanismo è rimasto vivo fino all’ultimo (ad oggi per effettuare una telefonata internazionale, bisogna esplicitamente sceglierne il carrier), lo sta abbandonando.

Alla fine, penso però che il problema non si porrà. Vodafone ha annunciato qualche mese fa i suoi piani triennali, che vanno nella stessa direzione della UE. Per gli altri operatori, più piccoli e geograficamente meno estesi, potrebbe essere più complesso, potrebbe essere necessario stabilire accordi, ma penso siamo tutti convinti di una cosa: un mercato, ma soprattutto una rete unici, sono il nostro futuro.

Inserito il:24/11/2014 20:53:55
Ultimo aggiornamento:17/01/2019 18:22:14
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