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Aggiornato al 17/09/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Candy Barr (Oberlin, Ohio, Usa) - Washington DC Capitol with Cherry Blossoms

 

Dopo la caduta

di Francesco Lacapra

 

Nei giorni scorsi negli USA il tentativo di far passare l’American Health Care Act (AHCA), messo in piedi dal partito repubblicano per cancellare la legge voluta da Obama e nota come Obamacare, è fallito con gran clamore.

Le ragioni per la grande risonanza causata dall'esito negativo sono multiple:

  • Era il primo tentativo di legislazione sotto Trump.
  • Per la prima volta in diversi anni i repubblicani avevano il controllo di entrambe le camere e della presidenza.
  • Erano sette lunghi anni che i repubblicani aggressivamente e ossessivamente ripetevano di voler cancellare Obamacare.

Certamente Obamacare non era un programma perfetto. I repubblicani l’avevano osteggiato in ogni modo durante il suo iter legislativo e quello che era stato messo in piedi era l’unico compromesso in grado di passare senza voti repubblicani, che permetteva di estendere notevolmente la copertura degli assicurati, senza però arrivare all’obiettivo del singolo fornitore del servizio (single payer), come nella maggior parte dei paesi avanzati.

Il single payer in USA avrebbe potuto essere Medicare (il programma federale che si cura dell’assistenza ai malati che hanno raggiunto il sessantacinquesimo anno d’età). Questo programma funziona bene. Tuttavia la cosa non sarebbe piaciuta alle compagnie di assicurazione private, che esercitano l’impossibile ruolo di conciliare la loro necessità di incrementare profitti con la presunta necessità di tutelare i loro assicurati. Ovviamente, il risultato è di spingere per i profitti. Per evitare di creare enorme resistenza alla nuova assicurazione sanitaria (approvata a suo tempo con margini congressuali risicati), il governo federale aveva operato così:

1. Incrementando il numero di assicurati, spingendo anche i giovani ad assicurarsi, pena una (modesta) sanzione pecuniaria. L’obiettivo era di avere grossi bacini di assicurati che, contenendo molti individui sani, insieme con quelli malati, sarebbero riusciti a compensare statisticamente i contributi degli uni con le spese degli altri. Ovviamente, la soluzione ideale è un bacino unico di assicurati, ma non era raggiungibile non avendo un sistema basato sul single payer.

2. Aggiungendo sussidi federali, soprattutto per i non abbienti.

3. Aggiungendo altre sovvenzioni federali attraverso il programma Medicaid (che copre i meno abbienti). Queste sovvenzioni dovevano però essere accettate dai governatori dei vari stati.

4. Creando standard minimi per avere polizze assicurative approvate, che dovevano coprire, fra l’altro, maternità, contraccezione e degenze prolungate.

5. Impedendo che a un paziente potesse essere impedito di assicurarsi se aveva condizioni mediche preesistenti, cosa in precedenza del tutto ammissibile.

6. Eliminando massimali di copertura che potevano portare alla caduta della stessa, in caso di eccessiva morbilità.

I risultati sono stati complessivamente buoni e la fetta di assicurati è cresciuta di venti milioni. Nulla è mai perfetto e alcuni sono stati insoddisfatti perché:

  • Individui sani e in precedenza non assicurati erano costretti ad assicurarsi (punto 1).
  • Molti governatori repubblicani hanno rifiutato i sussidi gratuiti del governo federale (punto 3), tentando di mettere in scacco Obama, creando così invece problemi ai loro concittadini.
  • Il piano assicurativo era più caro del precedente (questo era il caso tipico di coperture assicurative marginali, evitate dal punto 4). Naturalmente lamentele di questo tipo potevano occorrere solo per individui che avevano sottoscritto coperture di cui non avevano mai avuto bisogno. Questo è forse il punto più dolente, perché persone alle quali non era offerta copertura assicurativa da un datore di lavoro si vedevano costrette a pagare di più, per piani che offrivano più ampie garanzie (che loro non richiedevano). Naturalmente, il principio dovrebbe essere che il contributo di tutti aiuta anche i più sfortunati e che tanto più ampio è il numero degli assicurati, tanto più basso è l’onere a carico di ognuno. Ma questo, se si rifiuta un’ottica di solidarietà, è duro da digerire.

Complessivamente, Obamacare era stato un enorme miglioramento dello status quo. Tuttavia, erano sette lunghi anni che i repubblicani ripetevano di volerla cancellare, perché obbligava gli americani ad assicurarsi (e quindi ledeva un presunto principio di piena libertà), ma, molto più fondamentalmente perché creava qualche vincolo in più e meno possibilità di lauti profitti alle compagnie assicurative e sembrava la realizzazione di un principio socialista.

Oggi, l’iniziale ostilità verso Obamacare è evoluta in una maggioranza di consensi. L’iniziale contrarietà era stata largamente prodotta dalla massa di pubblicità negativa creata dai repubblicani, e ancora oggi dal fatto che molti di coloro che di questa normativa fanno uso non sanno di starne usufruendo. È frequente il caso di intervistati repubblicani, i quali dicono di detestare Obamacare, mentre si dichiarano favorevoli all’Affordable Care Act (ACA, il nome ufficiale della stessa legge).

Perché dunque il tentativo di cancellare e rimpiazzare Obamacare si è arenato in modo così clamoroso? I fattori sono molteplici:

  • I repubblicani più estremisti (membri del cosiddetto Freedom Caucus) si sono opposti a qualsiasi normativa che realizzasse di un programma di assicurazione sanitaria.
  • Ci sono state defezioni anche fra i repubblicani più moderati, che vedevano questa legge come un significativo passo indietro.
  • Il piano poteva solo passare con meno di ventidue defezioni nella House e non ce l’ha fatta.
  • In realtà il piano in sé era redatto malissimo, non realizzava neanche una politica coerente e, in complesso, limitava notevolmente il livello di copertura e, su stima dello stesso Congressional Budget Office[1], avrebbe tolto l’assicurazione a quattordici milioni americani entro il 2018 e ventiquattro entro il 2020.
  • Se anche la legge fosse stata approvata dalla House, non ce l’avrebbe fatta al Senato, nonostante la maggioranza repubblicana in entrambe le camere.

In tutto ciò, riducendo drasticamente la copertura assicurativa, il nuovo disegno di legge contestualmente aumentava gli sgravi fiscali per contribuenti che fanno parte della categoria dell’1% (il percentile della popolazione col più alto reddito), tramutandosi in un enorme regalo dai meno abbienti ai più facoltosi.

Di sicuro sia il presidente sia lo speaker della House sono usciti danneggiati dalla vicenda. Trump ha perso miseramente una battaglia che forse non avrebbe dovuto combattere, o che avrebbe dovuto valutare più attentamente. È noto però che a Trump non piace entrare nei dettagli.

Ryan è tipicamente considerato fra i repubblicani un grande esperto di analisi economica e di politica finanziaria. Paul Krugman, l’economista Premio Nobel dice di lui: “Il signor Ryan non è in realtà un serio e onesto esperto di politica, ma ne assume il ruolo in televisione. Si rimbocca le maniche! Usa PowerPoint! Deve essere l’autentico esperto! Così questa è divenuta la storia nei media. E l’adulazione dei media, più che ogni altra cosa, l’ha catapultato nel suo attuale ruolo [di speaker].” [2] Bene, in questo caso, Ryan ha dimostrato che la legge di cui era il padre putativo era un abominio e che, nella sua capacità di esperto, ha capito poco del sentore dei suoi colleghi repubblicani in materia.

Con un tentativo dell’ultimo minuto per recuperare i voti del Freedom Caucus, Ryan aveva eliminato tutte le restrizioni di Obamacare che rendevano inaccettabili piani assicurativi che non garantissero copertura per maternità, contraccezione, chemioterapia, ecc. Anche così gli era stato detto che la nuova legge rassomigliava troppo a Obamacare per meritare un voto favorevole.

Ora cosa succederà? Molti si aspettavano e si aspettano una battaglia fra Trump e Ryan, che a lungo si sono detestati, con conseguenti dimissioni di Ryan dal suo attuale ruolo. Finora sembra che i due stiano invece facendo fronte comune. La verità è che ciascuno ha bisogno dell’altro e se Trump riesce a non cedere alla tentazione di incolpare altri (è un grande SE), può darsi che Stanlio e Ollio si rinforzino a vicenda. Di qui si può solo pensare a operazioni politiche ancora più nefaste.

In tutto questo ha contato molto la pressione dell’opinione pubblica. In tutta la nazione si formano e rafforzano gruppi spontanei che vogliono combattere il nuovo status quo. Email, fax, telefonate e pubbliche prese di posizione hanno sommerso senatori e rappresentanti e certamente hanno avuto un impatto sull’esito delle votazioni sull’AHCA.

Sullo sfondo di questa debacle, continuano a pesare le indagini in corso sui legami fra Trump e Putin da parte dello FBI. Il fatto che la cosa non sia caduta, dà un’indicazione del fatto che esistono elementi oggettivi che puntano verso qualcosa di poco pulito.

Fino a questo punto, Trump è riuscito a far ben poco, al di là dall’emettere ordini esecutivi in buona parte rimasti lettera morta per interventi giudiziari e al pubblicare un aberrante abbozzo di bilancio che avrà vita dura nelle camere.

Si può solo continuare a tenere il fiato sospeso per vedere dove andremo a finire.

 

[1] Il CBO è l’ente indipendente che deve effettuare l’analisi economica di tutti i provvedimenti legislativi con impatto sulla spesa pubblica.

[2] “… [Mr. Ryan] isn’t actually a serious, honest policy expert, but plays one on TV. He rolls up his sleeves! He uses PowerPoint! He must be the real deal! So that became the media’s narrative. And media adulation, more than anything else, propelled him to his current position." (https://www.nytimes.com/2017/03/24/opinion/the-scammers-the-scammed-and-americas-fate.html).

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Inserito il:28/03/2017 19:56:29
Ultimo aggiornamento:28/03/2017 23:28:48
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