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Aggiornato al 22/08/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Raymond Savignac (1907-2002) - Manifesto pubblicitario per la Lettera 22 - 1953

 

L’età dell’oro: 8 - Una macchina da guerra.

 

Devo lasciare il salone vendite alle 9; la rigida prassi aziendale prevede che si arrivi puntuali alle 8.30, si prepari rapidamente la giornata e non si bivacchi in ufficio oltre quell’ora. Chi vende deve essere al più presto sul campo.

Arrivo a via Tuscolana, nel rispetto del programma, e comincio lo scandaglio. Sono uno zonista dell’Olivetti, cioè l’incaricato delle vendite per una zona, che nel caso specifico è un fazzoletto, un centesimo di Roma, per di più in periferia.

Lo scandaglio è un termine tecnico che indica l’attività di catalogare metodicamente il maggior numero possibile degli abitanti dell’area e di presentare loro i prodotti Olivetti. Significa contattare non solo i negozi, ma tutte le abitazioni che diano dall’esterno il minimo cenno di un qualche possibile interesse all’acquisto di macchine da scrivere o da calcolo, e di mobili per ufficio: una targa, una semplice indicazione che vi abiti un laureato, o anche un ragioniere. Sono off limits coloro già catalogati in azienda come possessori di più di una macchina da scrivere, in pratica gli uffici, tenuti sotto controllo da venditori più esperti di me.

Quanto ai negozi non ci sono problemi, basta un po’ di faccia tosta che entra presto nel bagaglio professionale, ma per le abitazioni c’è l’ostacolo dei portieri che non fanno passare gli scocciatori; fortunatamente in periferia gli edifici sono quasi sempre palazzoni di sette/otto piani lasciati un po’ a sé stessi, nei quali è addirittura difficile trovarli quando servono i portieri.

Non posso prendermela comoda né sono libero di andare dove mi pare perché di prima mattina ho definito il mio programma giornaliero e l’ho lasciato al mio capo; la sera devo consegnargli un consuntivo coerente.

Se sono in linea, o ancor meglio in vantaggio sul budget potrei anche fregarmene di queste formalità, se invece sono in difficoltà con i numeri devo fare molta attenzione a quel che scrivo, perché la struttura che deve documentare la giusta causa di un eventuale licenziamento sa essere molto fiscale.

Dopo aver bussato a chissà quante nuove porte e cercato di concludere qualche trattativa, torno in ufficio non prima delle 19; l’ufficio è un grande camerone dove occupo, come altri cento colleghi, un armadietto con una ribaltina che, tirata giù, fa da scrivania. Faccio parte di una squadra di otto venditori alle dipendenze di un capo settore che ha un armadietto un po’ più grande del mio.

Compilo i miei resoconti, aggiorno il mio archivio, preparo eventuali ordini da passare e trasmetto pezzi di carta alla contabilità e al magazzino, poi vado ad aggiornare lo stato delle mie vendite su un’enorme lavagna, che ricorda quella della scuola dove venivano scritti i buoni e i cattivi; lì ci sono i numeri di tutti, di quelli che vincono i premi, di quelli così così e di quelli che stanno per essere cacciati. Da ultimo, prima di lasciare quella bolgia, dove il fumo contemporaneo di cento sigarette rende l’aria irrespirabile, vado a relazionare il mio capo, che è un amico con chi è sugli scudi, un cerbero con chi scricchiola e un estraneo con chi sta per esser mandato via.

Questa, vista dal basso, è la macchina commerciale dell’Olivetti nel pieno dell’età dell’oro; è il quadro che può avere un soldato impegnato in una organizzazione assai più complessa come l’esercito. Una visione parziale ma significativa e vera quanto quella del capo di stato maggiore, che nel caso specifico sta a Ivrea.

Vista da lì la macchina commerciale dell’Olivetti alla fine degli anni ’50 mostra meglio la sua impressionante capillarità ed efficienza; un’impostazione d’avanguardia, frutto del genio di Ugo Galassi scelto con grande intuito da Adriano Olivetti per fare esplodere le vendite in Italia e all’estero.

Una scuola di formazione, gestita dai migliori professionisti del settore, nella quale transitano per stages residenziali non solo i nuovi venditori, ma per aggiornamenti tutto il personale commerciale. Consociate e distributori a coprire tutti i mercati del mondo, e in Italia un controllo capillare del territorio che nessuna organizzazione commerciale ha mai avuto e forse mai avrà: filiali in ogni provincia, nelle quali l’abitato è talmente frazionato che ogni venditore di base è costretto, per raggiungere gli obiettivi, a non trascurare ogni possibile acquirente.

Questa struttura di migliaia di ragazzi ben addestrati e stimolati da una reale possibilità di carriera è completata da personale più esperto, stratificato a piramide per livelli di competenza tarati sull’importanza del cliente.

La fabbrica naturalmente continua ad assumere, per far fronte alla valanga di ordini che le piovono addosso.

Il tutto è soprattutto nell’interesse del capitale, ma anche in quello di tutti questi giovani, molti dei quali faranno strada, che imparano, tra le tante cose, come nella vita per centrare un obiettivo che si ritiene importante si deve esser pronti a sparare non solo qualche colpo, ma un intero caricatore. È faticoso, ma ripaga.

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Inserito il:26/03/2016 11:43:34
Ultimo aggiornamento:02/01/2019 12:35:40
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