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Aggiornato al 09/04/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Google ci spia. Per semplificarci la vita.

 07/10/2013

 

Il dibattito su Privacy e Google è infiammato: la UE vuole regole più chiare e vuole capire come e dove Google utilizza l’enorme massa di dati che raccoglie, e anche i meno accorti hanno iniziato a rendersi conto del prezzo che, per lo più inconsapevolmente, pagano per utilizzare quella infinità di servizi apparentemente gratuiti che la grande G offre.

Ormai avete imparato a leggermi, e come avete intuito non intendo annoiarvi facendo un riassunto di quello che in realtà è il dibattito e
di quali sono le idee di entrambe le parti. Voglio invece spostare il punto di vista, voglio farvi concentrare su quello che Google fa per voi utilizzando i vostri dati personali e analizzando quello che scrivete, quello che cercate e i siti che frequentate.

Anni fa ci si immaginava un futuro con giornali stampati su misura in base ai nostri singolari interessi, un traffico stradale gestito in modo intelligente, una TV capace di soddisfare le richiesta di ognuno di noi in modo dinamico. Un mondo in cui molti processi della vita quotidiana diventassero semplici, immediati. Un mondo di comunicazione in tempo reale che azzerasse le distanze, in cui fosse facile reperire ogni tipo di informazione. Stando seduti davanti ad una scrivania.

Google, anche se molti lo considerano solo un semplice motore di ricerca e fornitore di servizi, ha trasformato molte delle idee di cui sopra in realtà, e le ha rese accessibili a tutti. A costo zero. Google Now, per esempio, è in grado di gestire in modo dinamico gli appuntamenti: siete costretti a dare la vostra agenda in mano alla grande G, che la userà per fini statistici, ma in cambio incrocerà quei dati con quelli del traffico, e vi avviserà, in base alla vostra posizione attuale (eh si, siete costretti a condividere anche quella), quando sarà il momento di mettervi in macchina per raggiungere l’appuntamento.

Se decidete di condividere con G anche lo storico delle vostre ricerche, le vostre mail, le vostre comunicazioni sociali, e magari, tramite
Chrome, dati sulla vostra esperienza di navigazione, Google vi semplificherà anche la rete. Risultati di ricerca profilati in base alle
vostre necessità: in altre parole, non appena il motore inizia a conoscervi, troverete i risultati a voi più utili sempre tra i primi della pagina. Senza dover perdere ore a scorrere e leggere. Per non parlare della pubblicità stessa ai lati delle pagine, che diventa personalizzata, e personalizzata vuol dire utile, non più fastidiosa e distaccata come lo era prima.

Sareste disposti a rinunciare a tutto questo e a quello che il futuro saprà offrirci, per una mera questione di privacy? Quello che adesso condividete con Google, la vostra vicina di casa l’ha sempre saputo. Sa a che ora uscite di casa, chi frequentate, cosa fate e da chi ricevete posta.

E’ il caso di rassegnarsi: la privacy non esiste più, forse non è mai esistita.

 

Inserito il:24/11/2014 21:04:20
Ultimo aggiornamento:01/02/2019 23:26:09
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