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Aggiornato al 17/02/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Jacob Jordaens (1593-1678) - The king drinks - 1638

 

Il popolo sovrano

di Peppino Perrotta

 

Nella giornata di ieri, man mano che si sviluppava un’affluenza record, mi sono andato sempre più convincendo che la furbesca e ossessiva pressione di Renzi sull’elettorato avesse portato alle urne un esercito di benpensanti sonnolenti, impauriti dal caos dei mercati e dal crollo delle banche.

È invece successo che il popolo sovrano, di destra di sinistra e di centro, ha capito che aveva di fronte solo un imbonitore e si è ribellato. È accaduto di nuovo quello che successe tanti anni fa con il divorzio: il rigetto, anche allora, fu direttamente proporzionale alla becera aggressività di Fanfani.

C’è però una profonda differenza tra le due situazioni; il popolo sovrano di allora contrappose all’oscurantismo la logica e la modernità. Quello di oggi ha solo fatto un pernacchio privo di contenuto a un “Vanna Marchi” della politica; ciò che è più grave è che il pernacchio non è stato corale, ma un insieme di sberleffi e pernacchietti stonati tra loro. Il popolo sovrano di oggi ha reagito, come quello di ieri, a un impostore, ma è impoverito, sbandato e privo di punti di riferimento sensati.

C’è chi si preoccupa per le turbolenze che possono derivare da questa situazione, ma dimentica che siamo un pezzetto poco significativo di mondo, molto più soggetto alle tempeste che vengono da fuori, che alle nostre modeste diatribe interne.

Io sono contento perché, pur avendo paura come gli altri, in questo vasetto di coccio tra vasi di ferro, il popolo di questo paesello, sbandato che sia, è sovrano e ha la forza di non farsi prendere per il naso.

 

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Inserito il:05/12/2016 20:47:32
Ultimo aggiornamento:02/01/2019 14:04:55
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