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Aggiornato al 01/04/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Le banche dovranno essere competitive verso Amazon e Google?

 

07/12/2013

 

Il 3 Dicembre il Financial Times ha pubblicato un interessante articolo di F. Gonzàlez, Chief Executive di BBVA : “Banks need to take on Amazon and Google or die”.

È un articolo che ha sicuramente bucato lo schermo e molti executive dell’industria bancaria, soprattutto nel settore IT, lo hanno stampato, commentato e mostrato nelle ultime ore.

L’excutive si dichiara controcorrente rispetto agli analisti che non ritengono che operatori come Google, Facebook e Amazon entreranno appieno nel settore del Banking; pensa invece che essi rappresenteranno la frontiera dei competitors che si stanno creando all’interno di un nuovo ecosistema che vede la tecnologia al centro del motore di trasformazione. Ancor di più, parla di questa competizione in termini di sopravvivenza delle stesse banche all’interno di questo nuovo ecosistema. La nuova competizione, secondo Gonzàlez, sarà alimentata dal radicale spostamento delle interazioni dalle filiali verso i canali diretti (stima che in 5 anni solo il 5% delle interazioni avverranno in filiale) e dal fatto che new entrants  (come  PayPal, Square, iZettle) non dovranno gestire i legacy che le banche hanno (sistemi e canali distributivi). Al di là delle capacità dei singoli, questi new entrants probabilmente cercheranno alleanze in qualche grande nome del mondo digitale, collegandoli immediatamente con decine di milioni di potenziali clienti.

Le banche da parte loro hanno un significativo vantaggio che devono imparare a sfruttare, dice Gonzàlez, ed è quello della grande quantità di dati, sia finanziari che non, che possiedono e gestiscono quotidianamente. Le banche possono conoscere molto dei loro clienti attraverso queste informazioni, ma riusciranno a farle diventare valore solo se l’informazione sarà trasformata in conoscenza.

Occorrerà essere in grado di fornire ai propri clienti quello di cui hanno bisogno, nel modo e nel tempo in cui lo desiderano. Le tecnologie Big Data e Cloud Computing sono viste come gli abilitatori di questa nuova digital customer experience, ma sono fondamentali anche nuove forme di collaborazione all’interno dell’organizzazione aziendale, coinvolgendo tutti gli attori necessari per avere veramente il cliente al centro dell’offerta.

L’industria dei servizi Finanziari si dovrà trasformare in una nuova forma digitale diventando quello che Gonzàlez chiama BIT (Banking, Information and Technology. Le banche saranno obbligate a diventare Digital Banks o comunque una nuova forma di information services company.

Una trasformazione più facile a dirsi che a realizzarsi. Moltissime banche hanno dei sistemi di core banking progettati molti anni fa e che richiederebbero profonde trasformazioni. Nel tempo molti hanno inserito dei livelli intermedi di soluzioni che hanno mitigato gli inibitori all’evoluzione, ma per il prossimo passo saranno necessari interventi più profondi.

Solamente chi riuscirà a definire queste nuove piattaforme e a convogliare grandi volumi sarà in grado di competere con i new entrants.

Saranno anche necessarie profonde trasformazioni organizzative e di processo, che dovranno necessariamente coinvolgere anche le Istituzioni di Vigilanza che non potranno ignorare le sfide normative dettate da questi nuovi ambienti virtuali, assicurandone la stessa sicurezza, protezione della privacy, garanzia dei clienti e stabilità sistemica già presenti nei tradizionali servizi finanziari. Il modo con il quale saranno dettate queste regole comuni, determineranno anche la competitività e l’innovazione nel nuovo ecosistema.

Gonzàlez termina dicendo che le banche stanno perdendo il loro monopolio sul business bancario; l’unica soluzione è raccogliere la sfida nell’offrire nuovi servizi basati sull’informazione, siano essi finanziari o non.

Un articolo che non sorprende, ma che conferma un trend che si può identificare in diverse industrie non solo quella finanziaria. L’IT si sta dividendo in due competenze con differenze sempre più marcate. Una quella “Gestionale”, caratterizzata da un focus forte sull’efficacia ed efficienza, in particolare sull’efficienza, ed un’altra “Trasformazionale” che è orientata ad innovare non l’IT ma il business che con essa è oramai sussunto. La sfida della realizzazione dell’IT trasformazionale è tutta nelle mani degli IT manager, sempre più chiamati dal business a condividere la responsabilità dell’innovazione e del modo in cui l’azienda opera. L’ IT è indispensabile per inventare nuovi ruoli all’interno dei nascenti ecosistemi. Servono però nuove competenze e quindi nuove figure professionali che interpretino questi scenari; la sfida alla frontiera del possibile è quindi nelle mani della capacità degli IT managers di mettersi in discussione e di rinnovarsi operando anche al di fuori dei tradizionali confini della loro responsabilità.

 

Inserito il:26/11/2014 10:24:39
Ultimo aggiornamento:03/12/2014 21:42:00
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