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Aggiornato al 19/02/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Filippo Anivitti (Roma, 1876-1955) – Veduta delle Mura Aureliane

 

Le mura di Roma

di Peppino Perrotta

 

Scorrazzando ormai i barbari per tutto l’impero, Aureliano, temendo che arrivassero a Roma non più schiavi ma con le armi in pugno, diede mano a una grandiosa opera di rafforzamento delle cinta murarie dell’urbe. La storia ci ricorda che fu solo una pezza calda, perché quando si muovono le grandi migrazioni i muri servono a poco.

Lo vanno ripetendo i nostri governanti a quanti nel mondo stanno pensando di scimmiottare Aureliano e, cosa assai più importante, lo sta dicendo con forza anche il papa. Se però Francesco, uscendo dalle sue mura vaticane altamente protettive, girasse per Roma si accorgerebbe che la parte nobile della città pullula di mura che proteggono le aree più tranquille e più panoramiche. Dietro di esse si intravedono grandi parchi estremamente curati, mentre gli ingressi protetti da robusti cancelli spesso non osano dichiarare cosa racchiudono. Sono le sedi di centinaia di istituti religiosi intestati a santi, beati o alle tante prerogative della Madonna e di Gesù Cristo.

Anche le élite private si proteggono racchiudendo dietro gli sbarramenti complessi abitativi dotati di ogni confort e ben guardati da custodi e telecamere. Da cosa si proteggono queste élite che ipocritamente predicano l’accoglienza mentre rafforzano le loro mura? 

La storia si ripete, si proteggono dai barbari: popoli di altro genere rispetto ad allora, ma ugualmente pericolosi. 

C’è la tribù degli stanziali, centinaia di migliaia di famiglie che sopravvivono nelle grandi periferie con redditi scarsi e precari, che soprattutto nei giorni di festa invadono il centro con la loro povertà fisica e intellettuale. 

Ci sono poi gli zingari, meno numerosi ma assai più sgradevoli. Molti vanno a rubare, ma altri si sono inventati un’attività di riciclaggio di rifiuti: percorrono, trascinandosi dietro un trolley, i quartieri più ricchi, scavano nei cassonetti della spazzatura tirandone fuori quanto può essere rivendibile nei mercati dei poveri. I più asociali lasciano sulla strada i sacchi che hanno esplorato per il comodo di un esercito di gabbiani che trovano molto più semplice nutrirsi così che non tuffandosi nel Tevere per cercare di afferrare un pescetto.

Altro insieme fastidioso sono le centinaia di migliaia di turisti che una catena di montaggio, spesso con radici vaticane, conduce a esplorare velocemente i monumenti più celebri, alimentando il dilagare di cenciosi bazar di souvenir a basso costo.

Ci sono infine gli immigrati, con la faccia talvolta di color ebano, talvolta di cioccolato. I più ormai non mascherano l’elemosinare con l’offerta di qualche gadget, ma stazionano con un cappello in mano davanti ai negozi più frequentati. Dovrebbero stare nei centri di raccolta, ma forse i gestori di queste strutture preferiscono lasciarli scappare. Quanto ricevono dallo Stato per accoglierli diventa così guadagno netto. 

Gli imperatori che seguirono ad Aureliano tentarono di gestire le loro tribù inquadrandole nell’impero, riuscendo a tirare avanti un paio di secoli prima che il fenomeno divenisse ingovernabile. Le tribù della nostra Roma sono invece lasciate a sé stesse sia dal Comune, nel quale il cancro del malaffare ha prodotto metastasi tali da rendere inutile il processo mafia-capitale, sia dalle istituzioni nazionali impegnate in una battaglia per il potere che somiglia molto a quella dei polli di Renzo.

L’unico ente che fa qualcosa per frenare la rivolta è il Vaticano che in qualche modo dà da mangiare a chi, bianco o nero, non può pagarselo. I preti che conoscono la storia sanno che le rivoluzioni si fanno quando la pancia è vuota. Anche questa è una pezza calda che rischia di durare molto meno di quella inventata dagli ultimi imperatori romani. È probabile che le mura dei ricchi bugiardi crollino molto prima.

 

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Inserito il:11/06/2017 10:59:54
Ultimo aggiornamento:02/01/2019 12:15:18
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