In questo sito utilizziamo dei cookies per rendere la navigazione più piacevole per i nostri clienti.
Cliccando sul link "Informazioni" qui di fianco, puoi trovare le informazioni per disattivare l' installazione dei cookies,ma in tal caso il sito potrebbe non funzionare correttamente.Informazioni
Continuando a navigare in questo sito acconsenti alla nostra Policy. [OK]
Aggiornato al 18/03/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Zachary Sasim (Hyattsville, MD - United States) - Washinngton D.C. Starry night

 

Ma almeno ci dica perché!

di Francesco Lacapra

 

Un recente articolo di Maureen Dowd sul New York Times[1] inizia così:

“Siamo stati condizionati da Hollywood all’immagine del presidente degli Stati Uniti che si accosta al leggio per dirci con confidenza che combatterà le minacce esistenziali al pianeta – che siano alieni, asteroidi, onde abnormi, vulcani, squali assassini, robot malefici o comete di 550 miliardi di tonnellate, delle dimensioni di New York City. Perciò è stato alquanto stravolgente vedere il presidente degli Stati Uniti avvicinarsi al leggio per dichiarare che è lui la minaccia esistenziale al pianeta.”

Per la verità, il discorso sarebbe stato una comica, se non per il suo tragico messaggio di fondo: a Trump non interessa il futuro del nostro pianeta.

Questo subito dopo la disastrosa tournée estera dell’uomo arancione, nel corso della quale è riuscito a inimicarsi quasi tutti i leader europei e ingraziarsi i dittatori mediorientali. Questa tragica macchietta di presidente ha ritenuto che il suo sia stato un viaggio trionfale. Probabilmente lo è nella sua ottica: è riuscito a far notizia dovunque è andato. Talora senza neanche aprir bocca. Per un uomo di spettacolo come lui, è quello che conta: meglio essere sulle prime pagine anche con titoli ostili, che non esserci per nulla.

Purtroppo tra il disgraziato viaggio e l’annuncio sull’accordo di Parigi, Trump ha compromesso la leadership degli USA nel mondo. Probabilmente il suo successore potrà riuscire a recuperare in qualche misura ma il tempo perduto, la perdita di credibilità e la tettonica geopolitica son difficili da invertire, soprattutto considerando che i danni apportati da Trump in questi primi mesi fanno temere molto per ciò che può essere in grado di fare nei tre anni e mezzo che restano del suo mandato.

Le ragioni che l’uomo arancione ha addotto per la posizione assunta nei confronti degli accordi di Parigi denotano incomprensione totale dell’accordo e delle sue conseguenze. Le dichiarazioni di Trump sono risibili[2]. Taluni affermano che il presidente non ha capito i risultati delle ricerche climatiche dell’autorevole MIT[3].

Personalmente so che le giustificazioni di Trump sono completamente erronee, così come non ho alcun dubbio sul fatto che Trump non abbia letto neanche lo “executive summary” delle ricerche del MIT. Trump non è uno stupido, ma i fatti sono un dettaglio. Certamente nel classico piccolo capolavoro del professor Carlo Cipolla “Le leggi fondamentali della stupidità umana” (http://altrapsicologia.com/wp-content/uploads/2014/02/cipolla.pdf), Trump verrebbe piuttosto classificato come bandito che come stupido. Incidentalmente, consiglio vivamente la lettura di questo pregevole ed esilarante saggio a chi non ha mai avuto occasione di assaporarlo.

No, certamente Trump non è Einstein, ma i suoi comportamenti sono dettati dal suo sistema di valore (“valore” al singolare, perché Trump ne ha solo uno: la prevalenza di Donald Trump). A questo tutto il resto è asservito. Se il suo ministro dell’ambiente (si fa per dire) Pruitt e il suo sgherro Steve Bannon gli preparano due fatterelli che da tremila metri di altezza gli permettono di ingannare il volgo, questo è tutto quello che serve.

Incidentalmente, anche in questa occasione i manipolatori dell’opinione pubblica che lavorano per Trump hanno meticolosamente portato avanti il loro piano di disinformazione. Consiglio di leggere il seguente articolo:

https://www.pastemagazine.com/articles/2017/06/how-the-trump-russia-data-machine-games-google-to.html

perché illustra bene come si può manipolare l’opinione pubblica nell’era di Facebook e Google.

Nel frattempo l’ex-sindaco di New York Michael Bloomberg ha deciso di pagare di suo i costi che il governo degli Stati Uniti si è impegnato a sostenere per gli accordi di Parigi[4] e nove stati hanno costituito la United States Climate Alliance[5], che si propone di rispettare ed eccedere il mandato del protocollo di Parigi. Altri stati intendono aderire.

Con ciò chiudo il cerchio, andando al titolo, che deriva da un episodio occorso moltissimi anni fa a uno dei miei amici più cari.

Il mio amico stava parcheggiando la sua auto nell’unico posto libero. Mentre faceva manovra, un arrogante personaggio proditoriamente gli rubava il parcheggio. Il mio amico aspettava che il tale uscisse dall’auto e gli diceva che il suo era stato un comportamento inaccettabile. Il tale per tutta risposta dava un pugno al mio amico e se ne andava. Il mio amico annotava il numero di targa del veicolo e più tardi gli capitava di raccontare l’episodio a uno zio, uomo di temperamento molto sanguigno, che ascoltava in silenzio. Dopo un paio di giorni lo zio andava dal mio amico e lo apostrofava con un: “tutto fatto”. Il mio amico cadeva dalle nuvole e lo zio raccontava che, sulla base della targa, era riuscito a scoprire chi era l’individuo e dove viveva, lo aveva incontrato e gliele aveva date di santa ragione. La vittima (ed ex-aggressore), mentre le prendeva sonoramente, piagnucolava: “Ma almeno mi dica perché!”.

Nel nostro caso il perché lo conosciamo. Tuttavia non era il nostro pianeta che andava punito. La speranza è che alla fine sia Trump a uscirne con un occhio nero.

 


Scarica l'articolo in PDFgenera pdf
Inserito il:04/06/2017 12:28:47
Ultimo aggiornamento:04/06/2017 12:53:47
Condividi su
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)
ARCHIVIO ARTICOLI
nel futuro, archivio
Torna alla home
nel futuro, web magazine di informazione e cultura
Questo sito utilizza cookies.Informazioni e privacy policy
yost.technology