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Aggiornato al 19/02/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Miniatura dal Martirologio di san Basilio, IX secolo - San Simeone stilita

 

Proviamo a fare gli stiliti

di Peppino Perrotta

 

Gli articoli che si succedono nel nostro blog offrono uno spaccato significativo dei pensieri e degli umori di una “intellighentia” libera da legacci col potere.

Non credo di esprimere una presunzione collettiva in questa definizione; é più che giustificata dal raffronto con quanto di taroccato sulle stesse materie, attraverso i media, ci propinano coloro che sono direttamente o indirettamente al servizio di interessi di parte. Un’analisi di questo commendevole pensiero libero porta in luce, se si escludono i pochi che poggiano il loro ottimismo sulla forza della dirompente tecnologia, un disorientamento nei confronti dei cambiamenti economici, sociali e politici che ci vengono incontro. I lavori spesso molto apprezzabili esprimono insofferenza, rassegnazione, talvolta ironia e talaltra il desiderio di astrarsi dalla realtà.

Suggerisco che, per cercare di andare oltre questo sconcerto, il pensiero libero debba rifarsi metaforicamente ad una pratica antica, quella degli stiliti.

Gli stiliti, alcuni dei quali santificati, erano monaci medioevali che per comprendere un mondo per loro confuso ed elevarsi contemporaneamente verso Dio, salivano in cima a una colonna e lì restavano, a volte per sempre, nutrendosi di quanto i fedeli riuscivano a far loro avere.

Queste pratiche nel tempo furono disattese, soprattutto per la loro evidente scomodità, anche se ancora oggi qualcuno le scimmiotta. In Georgia infatti c’è un monaco che ha costruito in cima a uno spuntone di roccia alto 50 metri una capanna, nella quale vive e si nutre attraverso un complicato saliscendi. Dice di aver ritrovato Dio insieme a una miglior comprensione del mondo.

L’intellighentia che noi del blog esprimiamo è per lo più laica e ci troviamo quindi meglio ad avvicinarci alla storia anziché a Dio. In cima alla nostra colonna, che sarà bene dotare di adeguati servizi igienici, possiamo comprendere che ciò che sta succedendo nel mondo è terribilmente in linea col passato. Da qui infatti vediamo ben oltre la nostra Italietta che ha avuto un fuorviante, anomalo spazio temporale di alcuni decenni di relativa tranquillità. Ci rendiamo così meglio conto che le migrazioni, le rivoluzioni, le guerre, gli stermini hanno devastato con una metodica continuità da sempre ora l’Europa, ora l’Asia, ora l’Africa o l’America. Non esistono ragioni per le quali si possa pensare che questo fenomeno millenario debba interrompersi.  Ciò che cambierà in peggio rispetto al passato è l’aumento esponenziale della popolazione umana: come insegnano gli esperimenti sui topi, più si sta stretti e più si litiga. 

Visti da qui fenomeni come quello della Raggi che non ripara le buche, degli immigrati privi di patria e di identità che bivaccano nelle stazioni, e il sorriso da topo Gigio di Matteo Renzi appaiono come qualcosa di assai marginale.

 

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Inserito il:15/06/2017 19:50:08
Ultimo aggiornamento:02/01/2019 12:14:36
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