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Aggiornato al 02/07/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Riflessioni a ruota libera su Internet e privacy.

27/08/2013

 

Il tema è tornato di stretta attualità con lo scoppio dell’affaire Datagate all’inizio di questa estate. ( una sintetica cronistoria dei fatti è disponibile qui: http://www.polisblog.it/categoria/datagate ).
Il tema a mio avviso e’ enorme ed e’ difficile poterlo trattare in poche righe, ma senz’altro si presta a scambi di pareri e di punti di vista.
Il mio è questo.

Rifacendomi alle ultimissime notizie (http://www.polisblog.it/post/147293/datagate-der-spiegel-la-nsa-spio-anche-lonu-e-lunione-europea) che rivelano come importantissimi enti internazionali (Onu e UE) siano stati oggetto di intercettazioni e di spionaggio da parte della NSA, io penso che si debba analizzare il tema partendo da una distinzione di livelli di ambiti : l’ambito consumer, cioe’ l’internet nel senso più proprio del termine, e l’ambito dei canali di comunicazione ‘riservati’ o meglio dedicati che dovrebbero essere a supporto delle comunicazioni diciamo professionali (quelle per intenderci fra Ambasciate, Banche,uffici UE , ONU , enti governativi ecc.).

Entrambi hanno , dal punto di vista tecnico, parecchi componenti a fattor comune, a partire dalla fibra ottica dei cavi oceanici, ai grandi snodi di switching e routing,alla rete di distribuzione locale; ma su questo backbone comune i protocolli utilizzati dovrebbero essere molto diversi perche’ lo scopo di utilizzo e i conseguenti profili di investimenti a supporto, sono molto diversi.

Il primo e’ di larghissimo utilizzo, deve essere di immediato impiego da parte di utenza assolutamente la più varia dal punto di vista dell’alfabetizzazione informatica , non richiedere server attuatori particolarmente evoluti ecc. ecc.ed e’ essenzialmente basato sul protocollo IP; il secondo invece per i dati e le informazioni che veicola e per il tipo di utilizzatori deve essere chiuso protetto e utilizzare protocolli di crittografia complessi a piacere sia per la trasmissione che per lo storage delle informazioni.
E’ chiaro che una violazione dei dati sul secondo tipo di ambiente , a mio modo di vedere, prefigura sempre un furto o se si vuole un’esplicita azione di spionaggio come sempre ce ne sono state nella storia del mondo ed il giudizio in merito rientra nella sfera politica di rapporto fra paesi dominanti e meno e non ne voglio parlare in questo contesto.

Vorrei invece fare qualche riflessione sul primo che sicuramente ci e’ più familiare per utilizzo e per qualcuno per esperienza lavorativa.
Sicuramente assieme all’avvento del PC ( per altro premessa indispensabile) l’internet consumistica ha rappresentato la più grossa rivoluzione tecnologica e di modo di vivere la realtà di sempre ed anche la più rapida a coinvolgere il mondo intero ed in continua crescita. I servizi offerti su di essa sono in continua evoluzione e sempre più sofisticati e ricchi mantenendo però sempre la prerogativa di facile e immediato utilizzo.

Queste caratteristiche meravigliose e peculiari ne fanno un’arma potentissima, un incredibile ed efficientissimo catalizzatore di comunicazione oramai bidirezionale (l’assimetria dell’ADSL fra down e upload e’ destinata a essere superata nel breve) il cui uso e’ aperto a tutti,onesti e no. A differenza della telefonia tradizionale dove l’indirizzo di recapito (numero telefonico) era ed e’ una costante che permette un’intercettazione mirata a priori ( ci si augura giustificata) in internet gli indirizzi di recapito ( IP address) mutano molto rapidamente venendo dinamicamente assegnati allo stesso utente,e sono comunque oggetto di ‘giochi’ e ‘giochini’ i più vari per cui , salvo casi specifici applicabili a livelli logici superiori tipo indirizzo di e-mail, la intercettazione mirata a priori ma anche a posteriori e’ impossibile.

Motivo per cui sembrerebbe inevitabile la possibilità di accesso ai dati registrati dai vari ISP (Internet Service Provider acronimo un po’ datato ma che rappresenta una categoria sempre in crescita sia qualitativa che quantitativa) da parte delle autorità inquirenti.
Nella sostanza la globalizzazione e la comodità d’utilizzo dei servizi di internet ci impone una totale trasparenza di quello che diciamo e facciamo.
Cosa, del resto, non molto diversa succede tutte le volte che usiamo un bancomat o una carta di credito : e’ il rovescio della medaglia dell’abbattimento delle barriere di comunicazione , un prezzo che per le persone oneste non dovrebbe essere insopportabile.

 

Inserito il:25/11/2014 10:50:07
Ultimo aggiornamento:04/12/2014 09:20:32
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