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Aggiornato al 17/01/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Suonando nel passato.

 (Riflessioni con Carlo Marselli)

27/02/2014

 

Nascono, a volte, strane sensazioni; e quando queste non sono chiaramente e immediatamente definibili, le si elabora – queste sensazioni – in tempi notturni o in pause di riflessione.

Cosa può significare la rievocazione di un evento passato, avvenuto in tempi molto lontani, ritornato alla memoria per un caso fortuito ascoltando un motivo musicale (o forse, più realisticamente, cercato nell’inconscio)? Forse il desiderio di dare – ad alcuni selezionati episodi del passato – una caratteristica di contemporaneità, come se si volesse condensare, compattare nel presente una parte significativa della vita trascorsa e con la fantasia trasmetterla anche nel futuro.

Il presente, in questo modo, divenuto il “caleidoscopio di una vita qua e là   attualizzata”, potrebbe  rivelarsi di una ricchezza incredibile. Purché, naturalmente, non si caschi nelle frequenti e negative trappole, costituite tanto dalla fase dei rimpianti quanto da quella dei confronti e delle autocommiserazioni. Non recriminazioni, quindi, sul passato, e neppure rievocazioni: il passato può essere rivissuto, non solo rievocato, se si riesce a realizzare questa condizione felice. Ed è una straordinaria esperienza. (Forse una pallida immagine di questa esperienza la può dare il sogno – quello fisiologico, onirico, fruito durante il sonno – che spesso fa rivivere luoghi e circostanze passate, non sempre richiamabili dalla memoria). Oppure l’ascolto di un motivo musicale – – una manifestazione meravigliosa della sua potenza rievocativa ?

Queste considerazioni e questi interrogativi mi vengono spontanei nel pensiero rileggendo alcuni versi di vecchia datazione, addirittura dell’immediato dopoguerra.

“Perché tornare a un bivio del passato e ripensare a un volto che oggi  ormai non è più lo stesso?

Tutta la vita s’erge dentro e niente posso per cambiare il dopo.

Resta però un sublime salto temporale per tornare indietro e inventare ciò che non è stato.

Eppur quel volto oggi è presente con tutta la sua storia che non mi appartiene.

Faccio fatica a farlo mio come se la vita sua e la mia fossero trascorse insieme e il tempo, collassato, non fosse mai esistito.”

 

Inserito il:24/11/2014 22:27:33
Ultimo aggiornamento:04/12/2014 09:30:01
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