Aggiornato al 04/04/2026

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Un esempio di politica industriale : “la nouvelle France industrielle”.

25/10/2013

 

Non credo ci siano dubbi sul fatto che l’industria manifatturiera, o meglio tutte le industrie manifatturiere dall’acciaio alle borsette, siano la principale fonte di lavoro e benessere in Italia.

Tutti sanno che il 18 % del nostro PIL viene direttamente dal manufacturing e un’altra buona quota viene dal commercio e dai servizi originati dalle produzioni industriali nazionali.

L’unanimità nazionale, per il vero scalfita solo da quei pochi che immaginano un futuro basato sulle industrie del terziario avanzato, della cultura e della  creatività, finisce però quando si cerca di definire delle priorità e ancor di più, delle modalità di incentivazione.

Manca infatti a livello governativo una qualsiasi  indicazione delle priorità delle industrie nazionali e manca quindi ogni focalizzazione sugli interventi agevolativi.

Questo vuoto è in parte ridotto da qualche linea guida delle regioni che, su stimolo di Bruxelles, stanno avviando delle attività di pianificazione industriale come, per esempio in Emilia-Romagna nel documento “priorità Tecnologiche Regionali”  visibile, per la parte meccatronica e motoristica  al sito http://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/iopartecipo/programma-operativo-regionale-fesr-2014-2020/ricerca-e-innovazione-smart-specialisation-strategy/documenti/meccatronica-e-motoristica/view

In questa situazione di stallo è particolarmente interessante dare uno sguardo fuori casa esaminando cosa stia facendo la Francia in termini di specializzazione e programmazione del proprio sviluppo industriale

Il governo francese ha lavorato un anno, con la consulenza della McKinsey, per definire un documento su “la nouvelle France industrielle” particolarmente interessante da leggere.

Il primo interesse è per la forma del documento formato da una trentina di schede di una sola paginetta precedute da 3 sole pagine di introduzione il tutto formato da “indici puntati” secchi, brevi e specifici anche se, bisogna dirlo, seminati di grandeur e sciovinismo a gogo.

Lo stile è quindi quello tipico del mondo industriale con poco spazio per fraseggi e preziosismi in burocratese ma, per contro, illustrato con foto accattivanti anche in stile “divulgazione popolare”.

Quanto al contenuto le schede identificano con esattezza non solo i settori industriali prioritari (energie rinnovabili, auto con consumo migliore di 50Km/l, TGV,…) ma per ogni scheda sono indicate le linee guida di sviluppo da seguire.

Per finire, la presentazione all’Eliseo il 12 settembre scorso di questo documento è stata fatta insieme ai principali gruppi industriali francesi che , quindi, condividono e appoggiano questo approccio tecnico-politico.

Lo stato francese , è ben noto, si muove spesso tardi ma con una decisione, coerenza metodicità che non hanno pari al mondo: non ci sono nuovi governi o elezioni che facciano deflettere dalla linea intrapresa. Anche se oggi non si conoscono le forme con le quali queste 30 cartelle verranno trasformate in innovazione industriale posiamo stare sicuri che tutta la Francia “tirerà” in questa direzione con la massima forza.

Ovvio che per noi italiani queste azioni francesi “ci faranno male” e possiamo solo essere contenti che le schede francesi non sembrano voler avviare una invasione di campo nelle aree dove noi,siamo /saremmo / vogliamo essere, più forti ( ma ci sono ancora questa aree?).

Il testo è nel sito: http://www.redressement-productif.gouv.fr/nouvelle-france-industrielle

 

Mario Salmon

Membro dell’Associazione ASSPECT (www.aspect.it) Associazione per la Promozione della CulturaTecnica

 

Comments

o   Renzo Provedel

27/10/2013 at 19:14

 

Ciao Mario,
interessante la tua sintesi, mi è venuta voglia di leggere questo documento strategico.

Ciò che si fa in Francia oggi è coerente con ciò che è stato fatto in Francia negli ultimi trent’anni almeno; io personalmente ricordo i programmi strategici sull’informatica nel periodo in cui in Italia svendevamo e dismettevamo aziende leader mondiali come Olivetti elettronica e Telettra per pura ottusità imprenditoriale e/o politica.

La Francia non ha avuto, con le strategie di allora, un gran successo economico nel settore IT dei grandi calcolatori, ma ha sempre tenuto alta l’energia e la determinazione del “fare”. Oggi sta molto meglio dell’Italia.

Ma il punto che tu hai toccato “Manca infatti a livello governativo una qualsiasi indicazione delle priorità delle industrie nazionali e manca quindi ogni focalizzazione sugli interventi agevolativi.” è quello cruciale: NON C’E’ ALCUNA STRATEGIA PAESE PER IL MANIFATTURIERO E LA PMI.

Il futuro, secondo me, è della manifattura e l’Italia ha grandi opportunità ma si deve facilitare, promuovere sia lo sviluppo locale in Italia della PMI (cioè impedire che le PMI vadano all’estero a causa di dissennate politiche fiscali), sia la INTERNAZIONALIZZAZIONE delle nostre imprese. L’ultimo rapporto ICE 2013 dichiara circa 480 miliardi € di export nel 2013 (stime) e 310.000 imprese che esportano, di cui però 130.000 con fatturati modesti sino ad un massimo di 75 k€.

 

 

 

Inserito il:26/11/2014 12:14:47
Ultimo aggiornamento:22/03/2022 15:58:42
Condividi su
ARCHIVIO ARTICOLI
nel futuro, archivio
Torna alla home
nel futuro, web magazine di informazione e cultura
Ho letto e accetto le condizioni sulla privacy *
(*obbligatorio)


Questo sito non ti chiede di esprimere il consenso dei cookie perché usiamo solo cookie tecnici e servizi di Google a scopo statistico

Cookie policy | Privacy policy

Associazione Culturale Nel Futuro – Corso Brianza 10/B – 22066 Mariano Comense CO – C.F. 90037120137

yost.technology | 04451716445