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Aggiornato al 17/02/2020

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Visual data. La precisione con leggerezza.

22/06/2013

 

Da qualche tempo mi piace, la domenica mattina, correre a una pagina del supplemento letterario di un grande quotidiano nazionale. Non dirò quale per non essere accusato di fare pubblicità redazionale. Del resto non sarà difficile risolvere l’indovinello.

Perché quelle pagine hanno su di me un potere attrattivo? Nell’insieme presentano qualcosa come dei grafici aggraziati, bene distesi sulla pagina piena, stampati con colori leggeri. Ecco alcuni degli argomenti più recenti: i cambiamenti meteo negli ultimi tredici decenni; gli indici di maternità per nazioni e per aree regionali; gli indici di viralità (sì, avete letto bene, voi internauti…); cronogrammi dei governi deboli o stabili nei paesi europei dal 1945; le forze e gli intrecci dei venti siti più visitati in Italia; il debito di Kant con la Bibbia…

Si dirà che i grafici sono una cosa vecchia come il cucco, almeno dal giorno in cui Cartesio incrociò su un foglio di carta una linea orizzontale e una linea verticale, le chiamò ascissa e ordinata, e tutti appresero a calcolare e visualizzare in sintesi gli incroci tra quantità e tempo. Che i libri di economia e di statistica e di marketing ne sono sempre stati più che dotati. E gli atlanti, nelle parti basse delle pagine cartografiche. È vero: ma c’è qualcosa di più.

C’è che la raccolta ed elaborazione permesse anzi eccitate dalla potenza delle tecnologie informatiche si esercitano su una gamma più estesa di argomenti e si esprimono mediante visualizzazioni dal tratto leggero e dalle connessioni molteplici. Sono, a mio giudizio, non impositive come quelle dei libri di scuola, esprimono meglio le curiosità, le ansiose domande e le problematiche risposte di cui è fatta la nostra vita quotidiana. Soprattutto, introducono una nota di ordine in quel tumultuoso e frastornante mondo dell’informazione che oggi è mistura di web che saccheggia i giornali, di giornali che fanno copia/incolla dal web, di media che sono eco di altri media.
Una circolarità insomma che alla fine produce quella macedonia di notizie, non notizie, opinioni, insulti e citazioni, che a sera ci manda a letto sazi ma non soddisfatti.

Naturalmente anche la mia è un’opinione. Qualcuno recentemente si è però provato a testare e valutare il mondo della visualizzazione dati (o “ infografica ”) nella stampa: la rivista newyorkese di graphic design “Core 77” ha attribuito il Visual Communication Professional Notable Honor al supplemento culturale di cui si diceva all’inizio (www.pinterest.com/Lettura). E qualche mese fa medaglie del Malofiiej Inphographics Award sono state assegnate al Density Design Lab del Politecnico di Milano e al milanese studio Accurat (www.accurat.it).

 

Inserito il:26/11/2014 11:50:12
Ultimo aggiornamento:04/12/2014 09:43:57
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