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Aggiornato al 29/05/2017

News: TUMORE ALLA VESCICA: CONFERME DI EFFICACIA DALL’IMMUNOTERAPIA

 

Nuova opportunità terapeutica per tumore della vescica e delle vie urinarie, in fase metastatica, non rispondente o già sottoposto a un trattamento chemioterapico standard con cisplatino. Ovvero i dati di un nuovo studio di fase 3 (cioè di sperimentazione sull’uomo) - il Keynote-045 - presentati all’European Cancer Congress (ECCO), ad Amsterdam, dimostrerebbero maggiore efficacia dell’immunoterapia, in particolare con il farmaco pembrolizumab, rispetto alla tradizionale chemioterapia, in termini di risposta, durata e sopravvivenza.

«Lo studio - dichiara Andrea Necchi del Dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto nazionale dei tumori (INT) di Milano - evidenzierebbe la potenzialità di Pembrolizumab di aumentare la risposta terapeutica anche del 21%, contro l’11% della chemioterapia, mentre la durata mediana della risposta, che è di soli 4,3 mesi con la chemioterapia, non è ancora stata raggiunta. Comunque le aspettative sono che il doppio dei pazienti trattati con immunoterapia riesca a mantenere una efficacia di risposta a un anno dal trattamento, passando al 68% rispetto al 35% della chemioterapia». Dati che avrebbero una ricaduta positiva anche sulla sopravvivenza: oltre 10 mesi rispetto alla media di quasi 7 mesi e mezzo con la chemio.

«In Europa e in Italia – aggiunge l’oncologo - l’unico farmaco approvato dalle autorità regolatorie in pazienti con tumore alla vescica e vie urinarie in fase avanzata, è la vinflunina, oggi questo studio di confronto con la chemioterapia, con un livello di evidenza massimo, apre la via a nuove opportunità terapeutiche». In funzione dei risultati raggiunti in fase avanzata, ora si cerca di capire l’efficacia del pembrolizumab anche in uno stadio di malattia più precoce. Per questo motivo in INT è stato avviato uno studio – il PURE-01 – supportato da Merck, indirizzato a pazienti con carcinoma uroteliale della vescica in fase muscolo-infiltrante, sottoposti a trattamento prima dell’intervento di cistectomia radicale. «Il nostro obiettivo - conclude Necchi - è aumentare la possibilità di guarigione dalla malattia, salvaguardando la qualità della vita durante il trattamento». In ogni fase di malattia.

 

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Inserito il:03/02/2017 09:58:35
Ultimo aggiornamento:03/02/2017 10:01:54

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