Aggiornato al 04/10/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Cristina Stefan (from Candiac, QC – Canada) – Dilemma

 

ELEZIONI 2022: Economia, Europa ed elezioni italiane

di Bruno Lamborghini

 

Qualunque considerazione sulle prossime elezioni non può che partire dall’andamento economico che si prospetta per l’Italia in una fase estremamente critica dell’Europa e del mondo, per il convergere di rischi di stagflation e di grave conflittualità geopolitica (guerra Ucraina-Russia e confronto USA-Cina attorno a Taiwan). Mentre permangono forti incertezze sulla durata e sull’esito del conflitto in Ucraina, nel’attesa di un possibile o  prevedibile indebolimento russo sia a livello militare che economico, per quanto riguarda l’elemento più determinante della crisi inflattiva, cioè prezzo e disponibilità di  gas russo, si sta riducendo auspicabilmente l’opposizione tedesca e olandese ad una definizione di price cap, così come per la necessità di disgiungere il prezzo dell’energia elettrica dalla formula attuale collegata solo al  prezzo del gas.

Appare urgente una posizione comune europea per calmierare l’inflazione da offerta e definire una politica energetica comune.    

Per l’Italia la disponibilità di riserve di gas per l’inverno e nuove forniture possono ridurre l’impatto su inflazione e fabbisogno energetico e consentire con adeguati risparmi energetici di superare senza troppi danni la stagione invernale. Occorre ricordare che nel primo semestre 2022 l’economia italiana ha segnato risultati positivi, grazie alla crescita della produzione industriale e dell’export, cui sono seguiti mesi estivi trainati del turismo per cui la media annua del Pil si prevede collocarsi attorno al + 3%, un dato medio che non rappresenta peraltro l’andamento in atto, in cui il terzo e soprattutto il quarto trimestre potranno essere negativi a causa del’impatto dei maggiori costi sull’industria e sui consumi, oltreché per la frenata dei mercati internazionali. In USA ci si aspetta di entrare in recessione, in Germania si sta già manifestando una grave crisi dell’industria e pure in Cina le cose non stanno andando bene con un Pil sotto il +3%.

Peraltro, a metà 2022 nel mondo sta avvenendo il passaggio dalla fase 2021 post pandemia in cui la domanda ha superato l’offerta con effetti di crescita inflattiva e mancate forniture, mentre ora la frenata recessiva sta normalizzando il gap tra domanda ed offerta con effetti già evidenti sulla riduzione di alcuni prezzi, specie speculativi, di materie prime e con minori ritardi nelle forniture. In tale direzione si stanno muovendo anche le banche centrali per contrastare l’inflazione, attraverso la minore disponibilità di moneta e l’aumento dei tassi d’interesse, accentuando così la frenata dell’economia. In Italia il periodo inverno-primavera sarà molto delicato con fenomeni recessivi ed impatto, in parte forse sostenibile, sulla produzione industriale.

L’effetto sul PIL del 2023 sarà limitante (attorno al +1% nella media), peraltro con ripresa nel corso dell’anno ed una inflazione finale attesa tra il 2 ed il 3%. Questa evoluzione sarà molto influenzata dalla capacità di attuazione degli investimenti finanziati dal PNRR ed è su questo punto che occorre considerare le proposte elettorali.

La campagna elettorale, al di là della frammentazione delle diverse sigle, vede in sostanza due schieramenti, da un lato i partiti riformisti in quella ipotizzata coalizione che Letta auspicava potesse essere “il campo largo” cioè la coalizione tra PD, Calenda ed anche 5 stelle, progetto non realizzato, ma con probabilità di attuazione dopo le elezioni in funzione dei risultati raggiunti. Questo “campo largo” si basa essenzialmente sulla cosiddetta “Agenda Draghi”, assieme ad alcuni interventi di politica sociale e con possibile ritorno di Draghi al comando o comunque con un “governo draghiano” per l’attuazione del PNRR, eventualmente in coalizione anche con partiti del fronte opposto.

Il centro destra, costituito dalla coalizione dei tre partiti, secondo i sondaggi appare in vantaggio sul PD ed anche sulla versione del “campo largo”: si valuta che il centro destra potrebbe andare oltre il 45%, contro un 40-45% del “campo largo” esteso.  Se questo fosse il risultato, si aprirebbe una situazione complessa in termini di possibile governabilità, con l’eventuale necessità di ridisegnare una coalizione allargata a parte dei due poli. 

Diversa sarebbe la situazione se il centro destra raggiungesse risultati in grado di consentire la creazione di un governo, che dovrebbe comunque affrontare in piena armonia con la Commissione Europea e superando i contrasti tra le sue tre componenti, la strada obbligata delle riforme e dell’attuazione piena del PNRR.

Fatte queste premesse, va tentata una risposta alla domanda di Pietro per chi votare. Partiamo dalla necessità in questo complesso quadro geopolitico di rafforzare e dare un ruolo attivo all’Unione Europea, portandola sempre più verso forme politiche federalistiche anche in modalità gradualmente distribuite.

Al contrario, le vie del nazionalismo ci porterebbero indietro nella storia e bloccherebbero il futuro alle giovani generazioni in un mondo internazionalmente sempre più aperto (il disastro Brexit deve insegnare). Questa Europa ha bisogno dell’Italia e l’Italia ha bisogno di una Europa unita. Solo nell’ambito di una collaborazione ed integrazione europea, l’Italia può superare le sue profonde debolezze ed incertezze e affrontare delicate riforme e cambiamenti strutturali e sociali.

La strada del PNRR rivolta a interventi di vere riforme e di investimenti infrastrutturali, finanziati non più dal debito italiano, ma dagli Eurobonds non ha alternative, forse neanche per Giorgia Meloni, al di là degli slogan populistici.

Penso che occorra non interrompere la strada che si è iniziata e quindi la mia volontà di voto è per il PD, da cui si attendono peraltro più chiare proposte strategiche ed operative, non solo nel breve, ma nel medio termine, e/o sulla stessa linea per il Terzo Polo.

 

Inserito il:31/08/2022 23:30:03
Ultimo aggiornamento:31/08/2022 23:39:47
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