Aggiornato al 04/10/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Cristina Stefan (from Candiac, QC - Canada) – Dilemma

 

ELEZIONI 2022: Le promesse dei programmi elettorali: 93 % senza copertura

di Vincenzo Rampolla

 

Manca solo che nei comizi i partiti diano una stima del peso finanziario delle loro promesse.

In due parole, gli elettori si chiedono: quanto costa o si risparmia con le proposte snocciolate nelle centinaia di comizi in giro per lo stivale? Testi alla mano, basta spulciare i quattro programmi elettorali della coalizione di centrodestra (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Noi moderati), del Partito democratico, del M5s e dell’alleanza Azione e Italia viva. Da un lato, si mettono le promesse che prevedono una spesa per lo Stato con le relative risorse; dall’altro si contano e si mettono sulla bilancia le promesse con cui i partiti sperano di risparmiare o di aumentare le entrate per lo Stato. Nei 4 programmi, tra le 211 singole proposte, le risorse per finanziarle sono specificate solo in 16 casi, e talvolta appena accennate: in oltre il 93% dei casi, le coperture sono totalmente assenti. Il Partito democratico è l’unico a sbilanciarsi, impegnandosi a comunicare periodicamente sui suoi siti cifre, dettagli e varianti. Finora nulla di più evanescente.

Detto sempre in due parole: i politici promettono agli elettori che avvieranno centinaia di interventi, senza mai dire, uno per uno, quanti danè dovranno scucire per finanziarli e da dove li prenderanno.

Analizzando i programmi elettorali dei 4 partiti e coalizioni in corsa, l’attenzione alle coperture finanziarie per gli interventi proposti non è tra i temi prioritari dei partiti. In Azione, a 73 promesse di spese ne corrispondono 7 di entrate. Nel programma della coalizione di centrodestra le promesse di spesa sono 40, quelle di entrate 3. Il M5s ha 32 promesse di spesa contro 2 di entrata e il Pd 66 contro 4, e quando sono presentati, i metodi per coprire le spese sono generici. Due le proposte più dettagliate pescate nel totale: il centrodestra promette di rivedere il reddito di cittadinanza per dar spazio ad altri interventi e il Pd andrebbe a finanziare la dote di €10.000 ai 18enni aumentando la tassa di successione sui patrimoni oltre i €5 M, ma nel programma non vengono specificate le aliquote con cui si intenderebbe farlo. Il rischio di promesse elettorali senza coperture è quello di approvare misure che per essere finanziate andrebbero ad alzare il debito pubblico. Che dire di lasciar cadere nel nulla gran parte delle promesse e programmi partitifare due calcoli per le altre?

Il programma del centrodestra. L’11 agosto Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi moderati hanno pubblicato Per l’Italia, l’accordo quadro di programma di 17 pagine per un governo di centrodestra. L’accordo è molto generico ed è incentrato più sui temi generali che sulle singole modalità di intervento del Governo.
Nel totale, le proposte che per essere attuate richiedono o prevedono una spesa da parte dello Stato sono 40. Tra queste ci sono promesse di taglio delle tasse, come la riduzione della pressione fiscale per famiglie, imprese e lavoratori autonomi, interventi di sostegno alle famiglie come l’aumento dell’assegno unico e universale e l’innalzamento delle pensioni minime, sociali e di invalidità.
Emerge dal gruppo una sola promessa che potrebbe garantire un risparmio per le casse dello Stato, relativa alla sostituzione dell’attuale reddito di cittadinanza, con altre misure di contrasto alla povertà.
Nel programma il contrasto all’evasione fiscale non viene mai menzionato; in compenso se ne parla nel programma della Lega, mentre, con toni più o meno decisi, compare nei programmi degli altri partiti.

Se non erro, l’evasione italiana supera annualmente €80 Mld. L’ha detto anche a In Onda su La7, l’economista Carlo Cottarelli, e nessuno l’ha smentito. La 4ª sezione del programma è intitolata Per un fisco equo e contiene 9 proposte, tra cui la riduzione della pressione fiscale per famiglie, imprese e lavoratori autonomi, il no a patrimoniali dichiarate o mascherate e la pace fiscale, ossia un condono; l’​​estensione della flat tax, cioè il regime al 15% per le partite Iva fino a 100.000 di fatturato e ancora la semplificazione degli adempimenti e razionalizzazione del complesso sistema tributario e un rapporto più equo tra fisco e contribuenti, con il superamento dell’eccesso di afflittività (!?) del sistema sanzionatorio.                                                                                             

Il programma del Partito democratico. Anche nelle 37 pagine del programma elettorale del Pd, dal titolo Insieme per un’Italia democratica e progressista, sono presenti almeno 66 promesse che assorbono ovviamente una spesa dallo Stato. Un esempio. Il Pd propone di rendere gratuita e obbligatoria la scuola dell’infanzia, rendere gratuiti i libri di testo per le famiglie in difficoltà, introdurre un reddito alimentare, una pensione di garanzia per i giovani e nuove politiche pubbliche di welfare per favorire la transizione ecologica.
Tra tutte le promesse presentate, 4 includono anche una menzione specifica delle coperture da utilizzare, come il recupero dell’evasione fiscale o, come già detto, un aumento delle imposte di successione sui patrimoni superiori ai €5 M. Come copertura, il programma del Pd cita spesso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), i cui obiettivi sono già stati rigorosamente fissati dal governo Draghi e i cui fondi non devono e non possono coprire tutte le proposte presentate. Proposta insostenibile e inattuabile.                                                                                                                                             

Il programma del Movimento 5 stelle. Il programma del M5s dal titolo Dalla parte giusta: cuore e coraggio per l’Italia di domani, è stato pubblicato sul sito ufficiale del movimento il 14 agosto. Il testo di 7 pagine ricalca molto quello della lettera inviata il 6 luglio scorso dal Presidente del M5s Giuseppe Conte al presidente del Consiglio Mario Draghi, che conteneva le famose 9 richieste avanzate dal M5s per evitare (o causare…) la crisi di Governo.
Anche il programma del M5s non entra nel dettaglio delle proposte, ma si limita a elencarne i possibili benefici, senza comunicare le modalità di attuazione. Alcune proposte, come il cashback fiscale, sono difficili da interpretare, poiché l’istituzione di un meccanismo che permetta l’immediato accredito su conto corrente delle spese detraibili, comporterebbe non solo una spesa, ma potrebbe contrastare l’evasione fiscale e quindi garantire nuove entrate allo Stato; finora i risultati del cashback sul contrasto all’evasione fiscale sono stati molto scarsi.
Le promesse elettorali del Ms che presuppongono una spesa sono almeno 32, come il riscatto gratuito della laurea, a fronte di sole 2 promesse di entrata, quasi tutte relative all’accesso a nuovi fondi europei, come l’istituzione di un Energy recovery fund e l’emissione di debito comune, oppure lo scorporo di alcuni investimenti dal computo finale del deficit. Il no alla corsa al riarmo sarebbe invece un effettivo risparmio di spesa pubblica, con riduzione della spesa militare in controtendenza con le indicazioni Nato che prevedono un aumento degli investimenti in Difesa pari al 2 % del PIL.
Parlando del passato, dei 20 punti promessi nel 2018, solo 2 sono stati completamente realizzati. Altri 10 sono stati realizzati in parte e 8 non sono stati realizzati.

Il programma di Azione e Italia viva. Il partito ha presentato un programma di 68 pagine, con 73 interventi con relative uscite dello Stato. Per quanto riguarda le fonti di entrata, una paginetta è dedicata al reperimento delle risorse necessarie a finanziare gli interventi composta da due parti: la lotta all’evasione fiscale, secondo il principio: Ogni euro già recuperato dall’evasione, torni in tasca ai contribuenti, e un taglio alla spesa della Pubblica Amministrazione, per: Riprendere il controllo della spesa in acquisti. Bilancio: Noi invece non fuggiamo dal problema. Perché è venuto il tempo della serietà, dicono Carlo Calenda e Matteo Renzi, anche se nessun programma elettorale ha espresso una chiara valutazione delle coperture finanziarie. Il fatto è che non si sa quante risorse intendono recuperare dall’evasione fiscale e quante dalla riduzione della spesa della Pubblica Amministrazione. E soprattutto in assenza di cifre precise, non sanno proprio quante promesse sarebbero coperte.

E alla fine, quant’è ‘sto totale di spese e risparmi? Che ne so… mica sono io a calcolarlo.

(consultazione: programmi elettorali centro-destra, partito democratico, movimento  stelle, azione e italia viva; 05 settembre 2022 davide leo, laura loguercio - facebook twitterw hatsappemail; avvenire; corriere sera; sole240re;il mattino;in onda – la7 – c.cottarelli; sky tg24, 02 settembre 2022- pagella politica )

Inserito il:13/09/2022 14:58:09
Ultimo aggiornamento:13/09/2022 15:07:24
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