Aggiornato al 04/10/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Cristina Stefan (from Candiac, QC – Canada) – Dilemma

 

ELEZIONI 2022: Enrico Letta. Chi è?

di Vincenzo Rampolla

 

18 mesi fa le dimissioni di Nicola Zingaretti. Reali e sincere, agitano qualche speranza nell’elettorato classico del centrosinistra: l’intellighenzia politica dei tanti professori anonimi.

È finita l’era del Conte 2. Cosa sarà il Partito Democratico? Il Pd appare la simbiosi delle entità genetiche delle culture DC e Pci, rispettivamente madre e padre di tutti i sopravvissuti alla coriacea scorza dell’ulivo materno e ai copiosi graffi della falce paterna. In un percorso di cromosomi ereditari, dov’è andata a finire la sinistra riformista italiana? Se il Pd in sé ha perso la propria partita democratica interna e esterna, la causa principale è stata l’incapacità di essere radicato in obiettivi politici tangibili e ben definiti. Dalla dialettica, un tempo sapevano nascere le riforme, dai milioni di like e dalle masse di follower sui social oggi a malapena emerge l’ombra di una norma di sistema, incapace di fare scuola all’avvenire. Con i like il popolo si autocondanna, può solo scegliere. Non pensa. Approva o condanna. È beota. È binario, stupidamente. La capacità di analizzare, capire e discernere si è fusa. Sgretolata senza rimedio. For ever.

Chi è Enrico Letta? Nipote di Gianni Letta, uomo di massima fiducia del Vaticano, eminenza grigia di Berlusconi e della sua combriccola. Nel ’93, a 41 anni, Andreatta lo fa Capo della Segreteria al Ministero Esteri. Poi Ministro Politiche Comunitarie e Ministro Industria nei governi Dalema e Amato; eurodeputato nel 2004 e nel 2008 succede allo zio, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Goldman Sachs, quarta banca d’affari mondiale, lo assume come consulente. Tra il 1994 -1995 e il 2001-2006 è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, entra nell'Advisory Board Internazionale al fianco di Mario Monti, membro del Board dal 2005. Goldman Sachs in quel periodo, con altre 2 banche d’affari, è accusata dalla Procura della Repubblica di Pescara di frode del fisco italiano per €600 M, mentre Mario Draghi è Governatore Banca d’Italia.

Dal 2009 al 2013 è vicesegretario del Pd, tra il 2013 e il 2014 è Premier del primo governo che sancisce apertamente le Larghe Intese, prima che la manovra di palazzo ordita da Renzi - nel frattempo diventato segretario del PD - lo costringa a dimettersi per far posto allo stesso Renzi. Dal 2015 è membro della Sezione Europea della Commissione Trilaterale [pensatoio fondato da David Rockfeller a inizio anni ’70 che riunisce politici, manager, finanzieri e imprenditori per alimentare la collaborazione tra i gruppi liberisti americani, europei e asiatici]. Si stabilisce in Francia, eletto Presidente della Fondazione Jacques Delors, quindi docente in varie Università e membro di una Commissione istituita da Macron per la riforma della PA francese. Figlio d’arte, gli manca il podio.

L’occasione è nel 2021: perché non rimpiazzare Zingaretti?  Designare Letta è una manovra in cui si combinano due elementi: primo, la necessità di avere anche alla testa del principale partito delle Larghe Intese un devoto all’UE, in linea con Draghi alla presidenza del Consiglio; secondo, dopo gli scarsi risultati delle strategie di Zingaretti, proseguire nell’opera di controllo del M5S e chiarire una volta per tutte chi deve tirare le fila. E Letta ha e avrà ovviamente la fiducia dell’UE, delle banche, di Confindustria, dei vertici dei sindacati, ecc. ma non gode né della fiducia, né del sostegno dei lavoratori e delle masse popolari che ben ricordano vizi e virtù nei suoi Governi. La sua nomina a Segretario è espressione della tregua temporanea siglata da lobbies, comitati d’affari, gruppi in lotta per difendere ed estendere interessi particolari, con il fine di mettere le mani sui miliardi che l’UE continua a stanziare (Recovery Fund). È vero o no?

Enrico, dov’è finito il rafforzamento delle Larghe Intese e del Pd stesso?

Veniamo ai nostri giorni. All’insegna di Italia 2027: il Paese che vogliamo, Letta disegna il suo programma articolato in 37 pagine, fondato su 3 pilastri: Transizione sostenibile, Diritti e Cittadinanza, Lavoro. Per ogni proposta saranno pubblicati progressivamente sui siti di riferimento costi, coperture e priorità di intervento. Guida una coalizione che esclude Azione, dopo la rottura con Calenda, e si presenta con: Democratici e Progressisti (Pd, Demos e Psi), + Europa (Bonino), Alleanza Verdi – Sinistra (Boselli) e Impegno Civico (Di Maio), cofirmatari del programma.

Una delle grandi sfide è il tema del lavoro, che deve essere il centro di tutte le nostre riflessioni. La nostra proposta è una mensilità in più alla fine dell’anno, grazie a una riduzione shock delle tasse sul lavoro. Segue l’introduzione di un salario minimo obbligatorio per le professioni che oggi non prevedono accordi collettivi, impedendo accordi-capestro e aumentando i controlli nei confronti di chi paga il lavoro senza contratto e senza tutele previdenziali. Previsione di un part-time volontario pienamente retribuito. Per i giovani, è inserito un contributo da €2.000 /anno per studenti e lavoratori di età inferiore a 35 anni e con regolare contratto di affitto. Il contributo è pensato per chi ha un ISEE (Indicatore Sistema Economico Equivalente) fino a €20.000.

È basilare completare la digitalizzazione del servizio giustizia e adeguare l’organizzazione e l’impostazione dell'intero comparto. Si ritiene indispensabile una riforma radicale delle professioni penitenziarie, adeguando i trattamenti economici e promuovendo l’ingresso di nuove professionalità, destinando quote di fondi per assicurare supporto psicologico. Nel settore riforme, sostiene una nuova legge elettorale. Nel fisco l’IRAP va progressivamente superata. Per i diritti civili, approvazione legge sul fine vita. Nelle pensioni, consentire l’accesso a condizioni più favorevoli a chi ha svolto lavori gravosi o usuranti o lavori di cura in ambito familiare, anche rendendo strutturali APE (Anticipo Pensionistico) sociale da estendere agli autonomi e inserire Opzione Donna. Nessun accenno alla revisione della legge Fornero entro fine 2022. Nei prossimi 10 anni, il sociale vede la faraonica costruzione di 500.000 alloggi popolari, grazie a massicci interventi di rigenerazione urbana per limitare il consumo di suolo e dare nuova vita agli spazi trascurati delle città.

Per l’energia, azzerare la burocrazia per le imprese che installano pannelli solari nei propri stabilimenti e abbattere i costi della bolletta energetica con un contratto luce sociale per famiglie con reddito medio basso. È previsto un avveniristico Piano Nazionale per la costruzione di nuovi parchi rinnovabili che porterà alla creazione di 470.000 lavori verdi in 10 anni; evoca il mirabolante piano di Fi di installare 1.000.000 alberi nelle città e di più nei boschi. Si conferma che i rigassificatori sono considerati necessari ma transitori. Fissa l’obiettivo di installare entro il 2027 almeno 100.000 colonnine elettriche e 30.000 punti di ricarica rapida e di sviluppare tecnologie per lo stoccaggio di energia lungo le autostrade e la rete viaria principale e secondaria. Per l’ambiente propone una legge quadro sul clima e un piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico del 2050.

L’istruzione vede un Piano di edilizia scolastica con installazione di nuovi sistemi di areazione nelle scuole [quelli che da anni quasi nessuno ha richiesto, mentre per areare si studia in classe con finestre aperte e giubbotti]. Il figlio di genitori stranieri che studia in Italia deve diventare cittadino italiano. È previsto l’aumento degli stipendi per tutti gli insegnanti, con retribuzione portata alla media europea. [Se ne parla dal 2014, con spesa pubblica per l’istruzione in continua decrescita dal 2004; gli stipendi degli insegnanti italiani si collocano nelle fascia €22 - 29.000 lordi, rispetto alla fascia media di €30 - 49.000]. È allo studio la completa digitalizzazione del patrimonio culturale.

Per il futuro dei giovani, futuro dell’Italia, un Paese per giovani, è un dovere collettivo prendersene cura introducendo una dotazione di €10.000 euro, erogata al compimento dei 18 anni, sulla base dell’ISEE familiare, per coprire le spese relative a casa, istruzione e avvio di un’attività lavorativa. In una paginetta dedicata alla sanità si auspica di legalizzare l’autoproduzione per uso personale, in modo che la cannabis terapeutica sia garantita effettivamente ai pazienti bisognosi. Forte impegno a superare il modello di programmazione della spesa sanitaria costruita per comparti chiusi e tetti di spesa; in particolare, per il personale sanitario ciò rappresenta un freno al rafforzamento del SSN.

Proposta di rispettare la quota di investimenti destinati al Mezzogiorno negli ambiti del PNRR e nel bilancio ordinario dello Stato, e che i fondi derivanti dalle politiche di coesione nazionali e europee siano aggiuntivi e complementari. Si richiede la proroga, il potenziamento e la razionalizzazione dei diversi meccanismi di incentivazione per l’occupazione nel Mezzogiorno, puntando su giovani e donne. È centrale l’idea di territori in 30 minuti. I servizi di prossimità devono essere assicurati su tutto il territorio nazionale. Allo scopo, è sostenuta l’apertura di 1.000 bar e edicole multifunzione in 1.000 piccoli comuni, che offrano funzioni base affinché tutta Italia abbia accesso ai servizi di cittadinanza più importanti, integrandoli con il progetto “Polis - Case dei servizi di cittadinanza” finanziato dal PNRR. La politica estera, infine, punta su un esercito comune europeo.

A 15 mesi dall’elezione a Presidente del Pd, c’è l’imbarazzo della scelta: dal candidato Pd che dà forfait in Calabria al dirigente locale radiato, reo di avere criticato il Boss del partito, fino allo sfascio dei gazebo vuoti alle primarie a Torino, disertate dagli iscritti. Il cambio di rotta impresso da Letta non convince la base: se non ti adegui, la paghi cara. La rimozione non è gradita. Il Pd è un partito di potere, suggerisce un grande conoscitore delle dinamiche interne del partito. è l’architrave del sistema italiano perché ha in mano buona parte degli apparati burocratici dello Stato, le amministrazioni locali, le organizzazioni sociali. E come tale si colloca in un’area centrale dello schieramento politico.

Il Pd di Letta invece sta facendo la corsa a sinistra con parole d’ordine che servono a dare il contentino ai militanti. È masochismo politico. Gli operai - dice un dirigente - non hanno smesso di esistere, hanno solo smesso di votare il Pd. E prima la crisi economica, poi la pandemia hanno acuito questo distacco. Tutte le battaglie del segretario, professore di Parigi intellettualmente molto stimato, vanno anche bene, ma le battaglie vere, francamente, sono altre. Che vogliamo fare? Questo Pd di Letta pare essere cieco, non solo di fronte alle istanze di una base smarrita, ma non vede nemmeno la mutazione genetica del proprio target elettorale. I ceti più deboli, le periferie, gli emarginati non votano a sinistra. Il profilo reale delle persone che votano Pd non quello di vecchi rimbambiti. Non c’è niente di male. Il problema è quando tu non lo sei e vuoi far finta di esserlo, allora non funziona. Letta, tra l’altro, non è un pericoloso comunista. È un giovane democristiano, vecchio stile. E un capo come Letta, che vuole ottenere un po’ di consenso interno, dovrà pure lui alzare la voce e dichiararsi di sinistra. Di quale sinistra è? Applausi in sordina, pacche sulle spalle e strette di mano.

I fedelissimi chiudono lo sfogo e si disperdono. La storia politica italiana insegna: il centrosinistra è riuscito a diventare maggioranza e forza di governo quando è riuscito a sfondare al centro e diventare interlocutore di mondi più vasti, non quando si è chiuso nei suoi vellutati salotti, perdendo il piacere e il coraggio di combattere. Che diceva Renzi di Letta? In una telefonata a un generale della Guardia di finanza, Renzi svelò la strategia per andare a Palazzo Chigi, offrendo il Quirinale all'ex premier: Lui non è capace, non è cattivo, non è proprio capace. E quindi... l'alternativa è governarlo da fuori. Enrico porge il testimone al marrano Matteo, passaggio di consegne e alza i tacchi. Manco guarda in faccia il suo successore, né accenna un ghigno. Era il 22 febbraio 2014, iniziava l'era Renzi a Palazzo Chigi. L'epilogo lo conosciamo tutti.

E oggi la campagna elettorale è sbarcata su Tik Tok. Salvini è il leader più seguito, conta 506.000 follower. Seguono Meloni e Conte e arriva Calenda: Non so ballare, ma posso parlarvi di politica.   I leader di centrosinistra, da Letta a Fratoianni, Bonino, Bonelli e Evi, non sono attivi su TikTok.   A 20 giorni dal voto, scatta la campagna voluta in linea con l’urlo di battaglia lanciato dopo la caduta di Draghi: Noi o Meloni. Bisogna dare la sveglia agli italiani. Partono 6 manifesti ideati con una società di comunicazione, basati su una contrapposizione di concetti: "Con Putin/Con l'Europa", "Discriminazioni/Diritti", "Combustibili fossili/Energie rinnovabili", "Lavoro sottopagato/Salario minimo", "Più condoni per gli evasori / Meno tasse sul lavoro", "No Vax / Scienza e vaccini". Scegli, è lo slogan, invito all’elettore a trovare il proprio spazio. Dal primo settembre i manifesti addobberanno il Paese, su metropolitane, bus, taxi e cartelloni stradali, concentrati nelle periferie, nelle zone extra urbane e nei piccoli centri: toccare l'Italia profonda, fucina per orientare il risultato, quella dove negli ultimi anni il Pd ha perso più terreno. Partenza da Bologna, alla festa dell'Unità, poi tappe ovunque, a bordo di un minibus elettrico.

Nel frattempo, Meloni manda in onda il video di uno stupro. Ci passa sopra, e allora? Arduo andare al voto, pesa quella croce sul simbolo. Non indugerò, pur se immerso in un contesto politico con scarsa energia etica. Voto personale e libero, eticamente sano. Nella corsa, nel gioco, nella carriera, in ogni caso, la vita mi ha insegnato a puntare sul favorito. Vale anche in politica.

(consultazione:       di stefano cappellini, 25 agosto 2022  la repubblica; 24 agosto 2022 laura loguercio; società di marketing e comunicazione proforma; ottobre 2013, movimento 5 stelle; 10 luglio 2015 raffaello binelli il giornale; 21 giugno 2021 martina piumatti - il giornale; elio lannutti - presidente adusbef  - roma,19.6.2007; alessandro cipolla, moneyy.it 30/08/2022 – programma elettorale; 30apr2013 marcel vulpis; agenzia stampa carc -  marzo 15, 2021; luigi trisolino 17 marzo 2021 liberalfree - keyeditore; programma elettorale – pd)

Inserito il:06/09/2022 20:17:12
Ultimo aggiornamento:06/09/2022 20:22:57
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