Aggiornato al 04/10/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Cristina Stefan (from Candiac, QC – Canada) – Dilemma

 

ELEZIONI 2022: La sindrome della minoranza, rancorosa per non essere maggioranza

di Achille De Tommaso

 

Le parole d’odio sono figlie dell’ignoranza, come negare la realtà è figlio del pregiudizio e della partigianeria.

Ecco, al netto del fatto che siamo in campagna elettorale, Enrico Letta, ma anche Calenda e soci, e anche i loro giornali di riferimento, come La Repubblica e La Stampa, sono entrati in un ossessivo “stato di negazione e di falsità”.

 

***

Enrico Letta è come un No-Vax-TAV radicale e complottista, Calenda come un terrapiattista, Fratoianni come un inseguitore di scie chimiche: così come chi sostiene che i vaccini siano un veleno che ci iniettano per controllarci, essi sostengono che la Meloni sia fascista, Salvini un razzista, Berlusconi uno pericoloso.

Di tutto questo non c’è traccia oggi nel mondo reale, ma loro avanti come un treno, perché è la ripetizione che rende vera una menzogna. E questa si chiama “sindrome della minoranza rancorosa per non essere maggioranza”: l’avversario non è uno da battere con argomentazioni, programmi e, infine, con il voto. No, si deve battere con lo sbeffeggiamento; con offese e insulti. E magari con dossier, mai verificati. Deve essere ridicolizzato e minacciato; e magari si deve delegittimare, ventilando fantomatici coinvolgimenti di potenze straniere in aiuto dei nemici.

Enrico Letta è uno degli squadristi che lui dice di voler combattere, che, invece del manganello, usa la parola. E’ una vecchia specialità, in realtà, della sinistra, è Stalinismo 2.0: chi non sta a sinistra e si sovrappone alla gioiosa macchina da guerra lettiana, è perciò stesso un fascista, un mostro, un tumore della democrazia; un devastatore dell’economia italiana. Non solo: è anche un ignorante, come tutti quelli che votano Salvini, e, a chi lo fa, si dovrebbe togliere il voto. Non scherzo: in più di una discussione sui social, cui io stesso ho partecipato, quelli di sinistra dichiaravano che il voto dovrebbe essere dato solo a persone intelligenti e capaci di intendere. Ovviamente i giudici per l’aggiudicazione del voto in siffatta maniera dovrebbero essere di sinistra. Sono loro, e solo loro, che sanno indicare i Buoni e i Cattivi, e consigliano ai Buoni cliccanti quali nemici lapidare con insulti, minacce, e auspici di soppressione fisica e di reiterazione di “Piazzale Loreto” nei confronti degli esponenti di destra. Ricordate, nel 2021, i libri di Giorgia Meloni messi a testa in giù in una libreria e in un post da Simon Levis Sullam, professore dell'Università di Venezia? Un docente che dovrebbe insegnare ai giovani il rispetto, la tolleranza, la libertà di pensiero e il confronto civile. Avete letto del “Pride Fogau” dove un gruppetto di giovani, a Olbia, soprattutto ragazze, si scaglia dal corteo e strappa e calpesta un cartello di Giorgia Meloni, al grido di “chi non salta fascista…”. Una delle tante puntate dell’odio rosso. Ma non sono loro i paladini dei diritti? Il PD dovrebbe vergognarsi del nome del partito, e cambiarlo.

Parole e volontà d’azione che sembrano piombarci dritti negli anni ’70, con un’escalation, allora, che, dalle parole passò alle gambizzazioni e poi alle uccisioni.

Ma è campagna politica questa?

“Arriva il fascismo”, “è la destra peggiore di sempre”, “c’è un’emergenza democratica”, “con la destra rischiamo il default”.

E, a proposito del “default”: si noti bene che la Borsa italiana in poco più di tre mesi ha perso circa il 20% del suo valore. Questo è accaduto dal 9 giugno ad oggi, sotto la direzione di Mario Draghi, l’eccelso; ma nel periodo in cui lo stesso Presidente del Consiglio ha avuto la sua massima visibilità in tutti i vertici europei. Il motivo reale per cui la borsa è crollata – non solo in Italia – è stato l’annuncio della direttrice della BCE, Christine Lagarde, sull’aumento dei tassi e conseguente azzeramento del Quantitative Easing. E, in 15 mesi di governo dell’”eccelso”, il debito pubblico è cresciuto di 116 miliardi di euro. Il Documento di economia e finanza, pubblicato ad aprile scorso dal governo Draghi, ha fissato l’obiettivo di portare il debito pubblico italiano alla fine del 2022 a un valore pari al 147 per cento del Pil e nel 2023 al 145,2 per cento. Peccato però che, secondo Eurostat, nel primo trimestre del 2022 il rapporto sia salito al 152,6 per cento. E il famigerato spread? Il governo Draghi è entrato in carica il 13 febbraio 2021. Il giorno prima lo spread si era attestato intorno ai 91 punti base.  Durante il governo Draghi si sono toccate punte di 250 punti, il 14 giugno e il 27 luglio 2022. E poi la quota del famigerato gas russo da diminuire: con l’ultimo governo Berlusconi, all’inizio del 2011, avevamo ridotto la quota del gas russo al 19,9 per cento. Tre anni dopo, all’inizio del 2014, con il governo Letta la dipendenza dalla Russia era salita al 45,3: più del doppio. Con il governo Conte nel 2019 ha raggiunto il  47,1%, e con Gentiloni, nel 2018, il 48,4%. A quel tempo, nel 2011, l’Algeria era diventata il nostro maggior fornitore; con Berlusconi, uno dei migliori gestori della politica estera a favore dell’Italia, inviso per questo a Francia e Germania.

Nessuno poi dice, perché c’è ancora al governo l’eccelso Draghi, che siamo in un terremoto finanziario; per il quale l’euro sta toccando il suo minimo storico, scendendo per la prima volta sotto il valore del dollaro. Tra l’altro, quindi, il calo del 3% nella giornata delle dimissioni di Draghi ha a che fare solo in parte con la crisi del governo. Qualcuno se ne cura? La stampa ne parla in maniera oggettiva?

È da irresponsabili, perché ogni giorno la sinistra alimenta un dibattito mediatico gonfiato e fasullo, soffiando sulla speculazione finanziaria, per poterla brandire quale arma per la stabilità dell’ennesimo governo d’emergenza nazionale; l’ennesimo governo instabile, e attaccato con la saliva per “arginare la destra”. È irresponsabile soprattutto perché, così facendo da tanti anni, si gettano ombre sulla politica in Italia, coltivando in maniera scellerata un astensionismo dilagante in ogni consultazione elettorale e un nuovo forte ritorno dell’antipolitica. La gente infatti è perfettamente conscia che, qualsiasi cosa si vada a votare, poi, a governare, ci vanno sempre gli stessi; incollati con la saliva e con i risultati che vediamo.

Ma, parliamoci chiaro, irresponsabile è anche gran parte della stampa italiana, che si accoda all’élite e la coccola; si inserisce in dinamiche delicate per cambiare l’indirizzo degli eventi, non facendosi scrupolo di alimentare azioni di speculazione sul Paese, mettendo costantemente benzina sul fuoco di una situazione già delicata e potenzialmente esplosiva. L’ultimo irresponsabile è lo stesso Draghi. Con un’ingenuità e una presunzione pari al Renzi del periodo del referendum, ha commesso la scelleratezza di fare una telefonata a Grillo durante la quale ha chiesto di far fuori Conte (come riferito da “La Repubblica”). Ha dato copertura all’azione di spaccatura portata avanti da Di Maio nei confronti del suo stesso Movimento. Infine, ha affermato più volte che senza il M5S l’esperienza del governo sarebbe finita. E, da ultimo, ha pure fatto un colloquio privato, a mo’ di consultazione, con Letta. Sarà un buon tecnico, ma Draghi di politica pare intendersene poco.

E da undici anni è sempre la stessa solfa; Il copione è sempre lo stesso: l’Italia è quel Paese composto da valenti uomini di sinistra, posti con cura in tutte le istituzioni, e con ottimi emolumenti, che rispondono in maniera eccellente (per loro) alla costante emergenza politica del Parlamento, con iniziative di solidarietà nazionale, governi tecnici, governi dei migliori, governi super partes, governi del presidente, governi che sono stati sempre fatti “perché c’era un’emergenza”. Governi che hanno solo e semplicemente impoverito l’Italia con la loro instabilità, in quanto formati con forze contrastanti; ma ciò che hanno garantito sono le poltrone. E che il presidente Mattarella se ne faccia una ragione, quando dovrà decidere a chi dare l’incarico di governo; consideri: governi fatti da forze che prima delle elezioni si sono sputati in faccia in tutte le occasioni (es: PD + M5S + Italia Viva + Calenda, + eccetera…) non possono di sicuro formare un governo stabile. Esempio: Renzi e Calenda, i fratelli coltelli; i due leader centristi costretti a celebrare un matrimonio di interesse; che serve a Italia Viva per centrare la soglia del 3% e ad Azione per bypassare la raccolta delle firme. Memorabili gli scontri tra i due via twitter, ve li ricordate? Potrebbero formare un governo stabile? Ovviamente di questi assurdi e di altri non si parla, anzi si ventila, senza vergognarsi, di una alleanza di governo PD+M5S (più altri, perché questi non bastano) dopo il voto. Gli stessi vaticinatori, infatti, trascurano l’incongruenza suddetta, e fanno invece previsioni su quanto poco possa durare un governo della coalizione di destra. Un po’ dovrebbero vergognarsi, secondo me: guardano la pagliuzza senza accorgersi del trave.

In questo disegno, volto a seminare panico dentro e fuori l’Italia un ruolo importante lo riveste lo spauracchio russo, utile anche a delegittimare e contestare la possibile vittoria del centrodestra. “Se accadrà – dicono - non sarà perché lo hanno scelto liberamente gli italiani, ma perché lo ha voluto il Cremlino.” Ovviamente, se fosse, sarebbe da scandalizzarsi; ma gli stessi statunitensi, se dovessero scandalizzarsi, hanno una memoria storica corta. Il loro Paese può vantare una lunga esperienza di interferenze nelle elezioni di nazioni straniere, a dispetto dell’autodeterminazione dei popoli di cui si è sempre proclamato difensore. Secondo un recente studio di Dov H. Levin, tra il 1946 e il 2000 Washington avrebbe provato a influenzare i risultati di ben 81 competizioni elettorali nel mondo.  E sarebbe ora di verificare quanti più danni hanno fatto le sanzioni a noi che alla Russia: proprio ieri, 1mo settembre, il cancelliere Scholtz dichiarava: “e’ da irresponsabili pensare alla rinuncia completa al gas russo”. E l’inflazione è cresciuta meno nei paesi che non hanno operato le sanzioni. Secondo i dati Eurostat più aggiornati, infatti, a luglio 2022 l’inflazione nei 27 Paesi dell’Unione europea era cresciuta in media del 9,8 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In Italia l’aumento è stato dell’8,4 per cento. Tra gli stati membri del G20, l’organizzazione che raggruppa i Paesi più industrializzati al mondo, dei nove che non hanno introdotto sanzioni contro la Russia per l’invasione dell’Ucraina: (Argentina, Brasile, Cina, India, Indonesia, Messico, Arabia Saudita, Sud Africa e Turchia), sei hanno avuto un’inflazione più bassa. Gli altri, Turchia, Argentina e Brasile, da tempo hanno un’economia in sfacelo.

E poi, tornando in Italia, la guerra sul concetto e interpretazione di “devianza”, con la malafede di Letta nel lanciare l’hashtag #VivaLeDevianze: snocciolare una carrellata di parole, facendole passare tutte per indicatori lessicali di comportamenti devianti, non è ignoranza, o malafede? E vogliamo parlare dei nonsensi della campagna di Letta, basata sul contrasto; ma sul contrasto da baraccone, come “Pancetta vs. Guanciale”; indegno anche per una intelligenza da baraccone.

Oppure basata su contrasti menzogneri, come “Scegliete me o il condono, e le tasse”.

Ma nel 2013 lo stesso Letta ha approvato un condono fiscale quando era presidente del Consiglio, a favore delle concessionarie di slot machine non in regola con il fisco. Come la mettiamo? E come la mettiamo con la proposta di dare un bonus ai giovani prendendo i soldi da tasse di successione? Le bugie della Sinistra sono Verità?

 “Una campagna fatta per perdere” sostengono i sondaggisti. Ma un merito al PD bisogna riconoscerlo: non vedono Letta come premier futuro (ha già fatto le sue figuracce in merito: un po’ come premier, ma soprattutto durante questa campagna), e hanno tolto il suo nome dal simbolo. E poi la bomba spiegata da Enrico Mentana a TGLa7: secondo un sondaggio, per il 54% dei progressisti il premier dovrebbe essere Mario Draghi, e Letta viene al secondo posto, ma solo con 18% delle preferenze.

E’ scontro tra Sinistra e Destra? No, è lo scontro tra Forza Centrifuga e Forza Centripeta. La Centrifuga è disgregatrice: insulta l’avversario, dilata, esplode, diluisce, disidentifica, millanta, annulla il soggetto da cui si diparte. La Centripeta, invece, ricompatta, costruisce, riorganizza, solidifica.

Abbiamo così partiti che ciecamente mirano all’europeismo così com’è, senza porsi in maniera critica e costruttiva di fronte a funzionari UE inefficienti e ignoranti; mirano al globalismo servile (es. “Via della Seta), ignorando come questo concetto abbia irreversibilmente condannato le nostre industrie, e le danneggino tuttora. La UE è una Europa Unita? Ma non fatemi ridere: ognuno pensa solo ai propri interessi, come oggi, col caro-gas, ben dimostrano Olanda e Germania.  Centrifuga come l’austerity voluta dalla Germania; come il tartassamento del ceto medio e l’evasione dai nostri interessi nazionali. Ma la doccia fredda arriverà dal conflitto Russia-Ucraina; che forse ci farà riflettere sull’opportunità di aver messo il naso in un conflitto intraslavo, che poco ci riguarda. Altri paesi, a cominciare dall’Inghilterra, e dagli stessi USA, stanno cominciando a valutare i danni causati a noi da questa ingerenza; ma quando noi, appecoronati, ce ne accorgeremo sarà troppo tardi: molte nostre aziende stanno per chiudere o hanno già chiuso.

D’altra parte, la tensione opposta, quella centripeta, cerca di puntare di nuovo al centro; mantenendo i valori del lavoro, della famiglia (anche se Saviano dichiara che “Dio, Patria e Famiglia, non sono valori, ma sono un crimine”), la tutela dei centri produttivi, la formazione dei giovani.  

Come riconoscere queste due forze? I centrifughi viaggiano secondo l’”etica dei principi”, con sentimentalismo, buonismo, ideologie, zucchero emozionale; i centripeti secondo l’ “etica di responsabilità”, cercando di usare la razionalità che li induce a valutare le conseguenze sui cittadini. E’ in fondo il Pathos contro il Logos, Menzogna contro Verità.

 

RIFERIMENTI

Il Manifesto, Libero, Huffington Post, Pagella Politica, La Repubblica, IlSole24Ore, Affari Italiani, ANSA.

 

Inserito il:02/09/2022 18:33:19
Ultimo aggiornamento:02/09/2022 18:38:44
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