Aggiornato al 04/10/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Cristina Stefan (from Candiac, QC – Canada) – Dilemma

 

ELEZIONI 2022: Memorie sempre più corte

di Tito Giraudo

 

Dopo aver seguito i primi dibattiti sul nostro Magazine nel merito dell’appuntamento elettorale, avevo deciso di non parteciparvi dal momento che ho registrato, non un dibattito vero ma semplicemente la conferma delle posizioni di ognuno. Sollecitato dalla Direzione che ha vellicato il mio sopravvissuto ego, butto giù questa nota per esprimere la mia dichiarazione di voto che, differentemente dal frizzante qualunquismo di Davide Torrielli, non spazia tra il non voto e il “turarsi il naso”.

Io, convintamente, voterò par il “terzo polo”, ringraziando il cielo che Calenda abbia fatto quell’inversione di marcia che ha consentito l’avvicinamento ai Renziani.

Detto questo, vorrei esprimere qualche considerazione sul clima generale che è andato sviluppandosi nell’ultimo mese.

L’ipotesi che Giorgia Meloni possa sostituire nella volatilità italica, prima Grillo e poi Salvini, sta facendo perdere la trebisonda al Centro sinistra, agli stessi alleati per non parlare dei commentatori, soprattutto quelli che si definiscono democratici e progressisti, i quali in questi giorni stanno rispolverando tutto l’armamentario antifascista sperando così di dare una mano a quel PD e a Letta che fino a ieri criticavano e sbeffeggiavano.

Giorgia Meloni, ha un passato di militanza missina? Penso di sì, e con questo? Se riteniamo che Fascismo e Comunismo siano state due ideologie antidemocratiche e totalitarie, ai giorni nostri sono molti di più i reduci fieri di esserlo dei secondi, rispetto ai primi, non solo, mentre la destra più o meno maldestramente nasconde l’attaccamento alle origini, la sinistra non si scandalizza di fronte ai numerosi pugni chiusi, le falci e i martelli, arrivando al punto di vantare il “glorioso” passato comunista. Se poi si professa genericamente lo spirito democratico, quanti reduci sessantottini, di cui le redazioni dei giornali sono piene, sono stati i più fulgenti denigratori di quel liberalismo democratico che ora rivendicano contro la destra. Persino Mieli che tra i sessantottini si è maggiormente redento, sciorina in questi giorni banalità sul fascismo e sui cosiddetti postfascisti. Tutti costoro, non hanno ancora capito che le falsificazioni storiche non servono a nulla, se non a radicalizzare il dibattito su chi sia stato a suo tempo più antidemocratico.

Altro tema per fermare l’irresistibile ascesa della pulzella è quello europeo; come se nell’ambito dell’Unione debba esistere il “pensiero unico”, che di democratico tra l’altro non ha proprio nulla. Personalmente non voto a destra perché la mia visione dell’Europa è quella di una maggiore integrazione che fa a pugni con il nazionalismo, tuttavia, non vedo perché chi non la pensa come me venga indicato come non idoneo a governare (se votato), soprattutto dato che anche a sinistra non mancano gli antieuropeisti sempre pronti a denigrare i valori occidentali.

Altro tema che viene sciorinato, è quello dei cosiddetti diritti civili, e cioè del sacrosanto superamento dei valori morali tradizionali, esaltando contemporaneamente quei mitici “Padri della Patria”, di destra e di sinistra che non furono certamente paladini (a parte i socialisti e i Partiti laici che tutti insieme non raggiungevano il 20%) del progressismo in materia, dal momento che i Padri  DC coprivano il pene alla statue e i Padri PC in tema di aborto e divorzio, si convertirono solo a furor di popolo.

Tutto ciò fortifica la mia convinzione della generale carenza di cognizioni storico-politiche, ne è la prova lo svarione dell’amico Cerizza che nel suo ultimo articolo parlando dello scissionismo di sinistra, fa partire il fenomeno dal Partito Socialista che si sarebbe scisso dal PCI e non viceversa. Caro Ruggero, essere simpatizzante di destra non esclude la conoscenza della storia dell’altro secolo.

Di proposito non entro nel merito sui temi veri che dovrebbero caratterizzare l’agone elettorale, dal momento che ne parlano solo Calenda e Renzi e, detto tra noi pure loro in modo un tantino propagandistico (ma può anche starci). Mi riservo di esprimere la mia visione sul futuro politico prossimo venturo dopo le elezioni, commentando i risultati e poi naturalmente all’incontro del 5 di Ottobre.

 

Inserito il:23/09/2022 10:15:09
Ultimo aggiornamento:23/09/2022 12:02:26
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