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Aggiornato al 21/06/2021

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Amedeo Modigliani (Livorno, 1884 - Parigi, 1920) - La femme en blouse marine (1916)

 

Laura e la cisti

di Luca Pedrazzini

 

Questa è una storia come tante, che descrive una patologia tutto sommato banale e facilmente curabile e risolvibile. Dopo tanti anni a contatto con i pazienti portatori di patologia tiroidea ho voluto mettermi dalla loro parte, descrivendo le loro sensazioni quando hanno un problema fisico, che inevitabilmente diventa anche un problema psichico. Sensazioni che ogni tanto traspaiono dal colloquio e dalla visita, ma spesse volte sono tenute riservate, nascoste, e vanno interpretate.
Il ruolo del medico, a mio modesto parere, non deve essere solo tecnico e professionale, ma anche e soprattutto umano. Deve spiegare, rassicurare, tenendo conto di ciò che sa, che ha studiato e della probabilità statistica sul possibile andamento della malattia, che deriva dagli studi scientifici.
Buona lettura.

 

Da qualche giorno Laura mi osservava con uno sguardo insolito, un misto tra l' incuriosito ed il preoccupato. Non era mai successo prima. A questi sguardi non seguiva alcun commento. Cercavo di capire cosa osservava in me, cosa guardasse con tanta attenzione.

Laura, la mia miglior amica, è una ragazza solare, molto chiacchierona, con la battuta pronta. Insomma una ragazza che in compagnia si fa notare e che porta allegria a tutto il gruppo. Questo suo silenzio era insolito. Quale la causa? Mi ripromisi di parlarne con lei il giorno dopo, a quattrocchi.

Andai a letto tardi quella sera. Non dormii bene. Già da qualche giorno la mia voce era un po' più bassa del solito. Pensai ad una debole laringite.

Al mattino presto mi svegliai dì soprassalto con un forte dolore al lato destro del collo. Mi recai in bagno e specchiandomi.....o mio Dio....cosa è quel voluminoso rigonfiamento al collo!

La paura mi assalì ed il dolore aumentò ancora di più.

Corsi a svegliare mamma e papà che cercando di mistificare la preoccupazione, si misero a fare mille congetture su cosa potesse essere quel rigonfiamento, tutte di tipo positivo e di livello tranquillo per quanto poteva riguardare l'eventuale patologia. Malgrado tutti cercassimo di pensare al meglio, dentro i nostri cuori c'era una viva preoccupazione.

L'unica cosa da fare era recarsi quanto prima dal nostro Medico di famiglia.

Alla mattina lo studio è chiuso. Era necessario aspettare fino al tardo pomeriggio.

Appena giunte le h. 10 telefonai a Laura per raccontarle l' accaduto.

" Me lo aspettavo! " fu il suo esordio. Pensai: come? Lei proseguì: " da qualche giorno guardavo il tuo collo, in particolare il lato destro, e mi sembrava un po' più gonfio....non so come dire....quasi deformato....ma poco. Comunque aveva cambiato conformazione. Sai mi sembrava quasi una mia impressione e non era sicura se dirtelo, se parlarne, per non farti preoccupare".

La ringraziai e pensai: che carina Laura...ha tenuto per sè la preoccupazione. Ma d'altro canto pensai anche: forse se me lo avesse detto prima avrei potuto prevenire la cosa.

Ormai era inutile pensarci su. Quello che doveva succedere era successo ed io avevo questo bozzo fastidioso e dolorante al collo.

Le ore passate ad aspettare la visita del dottore sembravano interminabili.

Finalmente arrivarono le 18. Entrai nello studio ed esposi il mio problema. Il mio medico fu molto comprensivo e mi tranquillizzò molto. Disse che avrei dovuto andare da uno specialista per approfondire il problema. È senza dubbio un nodulo tiroideo. Visita con urgenza.

Il giorno dopo mi reco dallo specialista. Affronta il problema in modo molto professionale, ma risponde in modo evasivo alle mie domande ed alle mie preoccupazioni. Mi dice che potrebbe trattarsi di una cisti tiroidea, a causa del rapido sviluppo, ma non entra nello specifico!

Cosa è una cisti tiroidea? Una cosa grave oppure no? Rimarrà così o aumenterà ancora? È grave? Crescono in me le ansie! Ancora più di prima!

Provo a porre alcune domande, ma la serietà del medico e la sua scarsa disponibilità alle spiegazioni mi bloccano la voce in gola. Peraltro già ridotta dallo sviluppo del nodulo!

Esco con richiesta di ecografia tiroidea, agoaspirato sul nodulo ed esame del TSH. La richiesta che più spaventa è l'agoaspirato. Non tanto per la procedura, che il medico specialista ha detto banale, ma per il risultato. Se il nodulo fosse maligno? No, no, no ci voglio pensare! Via da me questo pensiero brutto e violento! Sono giovane, molto giovane. A me no! Non a me! Perché?

Si va alle prenotazioni: 2 mesi per ecografia e 3 mesi per agoaspirato!

Noooooo! Come faccio a tenermi questo nodulo senza sapere nulla! E poi non saranno tempi troppo lunghi? Se il nodulo nel frattempo degenera?

Insieme ai miei genitori decidiamo di sentire un altro specialista, non per sfiducia, ma per ridurre drasticamente i tempi dell' attesa.

Mi riceve il giorno successivo.

È un medico molto tranquillo e fa di tutto per mettermi a mio agio e sedare le mie ansie.

Innanzitutto mi dice subito che molto probabilmente si tratta di una cisti tiroidea. Questo tipo di formazioni nodulari sono quasi sempre benigne. Solo in una piccolissima percentuale, inferiore al 2%, possono essere maligne. L'agoaspirato eseguito sotto guida ecografica sulla porzione solida della cisti darà risposta a questo quesito. Ma in queste forme, l'agoaspirato è utile per ridurre la porzione liquida e detendere la pressione al collo. La voce è normale che sia scesa, così come anche il dolore è normale. Mi spiega che un nodulo che cresce piano piano e raggiunge alcune volte anche misure ragguardevoli, spesso non viene avvertito, perché i tessuti del collo circostanti alla tiroide hanno il tempo di abituarsi, di adattarsi.

Bene. Questa la teoria. Ma l' ecografia cosa dirà?

Si evidenzia una cisti di 2 x 3 cm con una porzione solida di 1 cm. Non ho altri noduli per fortuna! Ahhhhh, che sospiro di sollievo! Tutto è confermato dall' esame. Ma il prelievo di cellule? È quello che mi preoccupa di più.

Attendo circa un’ora per aspettare l'arrivo di un collega del dottore, che insieme a lui farà l'agoaspirato e successivamente farà la diagnosi sulle cellule prelevate.

Eccoci pronti! Malgrado le rassicurazioni sulla banalità del prelievo, il cuore mi batte all'impazzata. Devo stare ferma, con il collo in estensione, e soprattutto, cosa difficilissima, non devo deglutire quando l'ago penetrerà la pelle ed il nodulo.

Prima puntura: breve, precisa, quasi indolore. Seconda puntura: più lunga, un po più dolorosa. Questa seconda puntura è servita per svuotare completamente la cisti. Ora infatti sento un sollievo. Il collo è più libero ed ho la sensazione di respirare meglio.

Risultato dell'agoaspirato previsto tra 5 giorni. Ottimo! Tutto fatto. Sono molto sollevata, anche se il pensiero ansioso del risultato dell’agoaspirato so che mi accompagnerà fino a quando non arriverà.

Laura mi chiama preoccupata: " Allora? Tutto bene? Dimmi....raccontami!" È un fiume in piena. Più agitata di me.

"Tutto ok. È andato tutto bene. Avrò il risultato definitivo tra 5 giorni. Ma il dottore mi ha già molto rassicurato. È solo una cisti benigna, insorta forse per una piccola emorragia in un piccolo nodulo preesistente. Hanno cercato di aspirare tutto il liquido. Se si riformerà ed il nodulo,tornerà grande dovrò fare un alcolizzazione.....una cosa particolare.....tipo un altro agoaspirato....ma devo dirti la verità non ci ho capito molto. Poi sai la tensione porta brutti scherzi, ti rende sorda, non ti fa capire bene le cose. Comunque ora sto bene. Ho il collo più libero e respiro bene. La voce è tornata quasi normale. Lo senti?"

Laura è contenta ed è sollevata anche lei: "Sì, certo, sento.....e sento anche che sei più tranquilla. Questa sera esci con noi, con gli amici?"

"No guarda, non te la prendere, è stata una giornata dura. Preferisco stare a casa a risposare. Sarà per un' altra volta"

Laura sempre comprensiva: " Ma certo, ci vediamo poi. Riposati e pensa positivo. Ti mando un grande bacio".

Lei sì che è una vera amica!

I giorni successivi passarono lenti lenti. Mai così lenti. I pensieri nella mia mente si affollarono continuamente verso la malattia, verso il referto che stavo aspettando.

La notte il sonno era disturbato. Incubi mai. Ma disturbato sì. Risvegli frequenti con un solo pensiero: guarire!

Dopo 5 giorni esatti mi chiama il dottore per comunicarmi il referto dell' agoaspirato. Non riuscivo a parlare, il cuore aveva iniziato a battere così veloce che mi sembrava di averlo nel petto per la prima volta nella mia vita. Il dottore parlava, parlava, ma io non sentivo! Alla fine lui fece una pausa e disse: "Signorina mi sta ascoltando? Ho detto che il nodulo è benigno! Mi ha sentito? Tutto bene! Tutto ok! Mi ha sentito?"

Allora, in quel preciso momento, ebbi la sensazione come se un tappo fosse tolto improvvisamente dal mio orecchio. Ero sana! Sì avevo un nodulo alla tiroide, come il 50% delle donne italiane, ma era un nodulo tranquillo, che avrei potuto tenere nel mio collo senza dovermi operare.

"Allora dottore, cosa devo fare ora?"

"Ci vediamo tra 6 mesi per controllare il nodulo con l' ecografia. Se sarà di nuovo aumentato faremo l' alcolizzazione per ridurre in modo definitivo la componente liquida, altrimenti non faremo nulla e ricontrolleremo di nuovo".

Ci sono momenti in cui ti sembra di nascere un' altra volta!

 

Inserito il:25/02/2018 11:00:56
Ultimo aggiornamento:25/02/2018 11:08:30
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