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Aggiornato al 20/08/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

George Tooker (1920-2011) - Government Bureau - 1956

 

Alternanza Scuola-Lavoro: una personale riflessione

di Giuseppe Aquino

 

La Legge 107 del 2015 (La Buona Scuola) ha previsto diversi cambiamenti per quanto riguarda l’assetto scolastico e l’istruzione. Tra le significative novità introdotte spicca anche l’obbligatorietà dell’alternanza scuola-lavoro per tutti gli studenti dell’ultimo triennio della scuola superiore, licei inclusi.

Questa particolare policy prevede diversi obiettivi ed effetti, gli impatti dovrebbero essere estremamente rilevanti considerata l’estensione e gli stakeholders coinvolti (studenti e istituti scolastici ma anche imprese ed enti ospitanti).

L’obbligatorietà dell’alternanza scuola-lavoro punta a trasformare la scuola pubblica rendendola più efficace (ed anche attrattiva) in termini di competenze acquisite e di lotta alla disoccupazione grazie alle esperienze pratiche “sul campo” fatte dagli studenti.

Si prevede infatti un monte ore obbligatorio di 400 ore negli istituti tecnici e 200 per i licei. Tale trasformazione viene descritta come “un innovativo forma didattico rispetto alle tradizionali attività scolastiche…”

Le stime indicano che “prima dell’introduzione dell’obbligatorietà, gli studenti che nell’anno scolastico 2014/2015 hanno svolto esperienze di alternanza, sono stati 270 mila: cifre che corrispondono al 18% del totale degli studenti della scuola secondaria superiore e al 42,3% delle scuole.”

Molte sono state le polemiche e le proteste, anche recenti, a seguito degli obblighi imposti per l’alternanza scuola-lavoro: gli studenti infatti segnalano la possibile deriva in termini di “sfruttamento” di manodopera e lavoro gratuito da parte delle aziende ospitanti. Inoltre viene evidenziato un presunto scarso valore formativo derivante dell’alternanza scuola-lavoro oltre alla diminuzione delle ore dedicate allo studio.

Ovviamente, come per tutte le politiche pubbliche, una certa resistenza ed inerzia al cambiamento è fisiologica. Tuttavia è innegabile che il pieno raggiungimento degli obiettivi dipende da una corretta pianificazione ed implementazione: dalla “carta” alla realtà c’è molta differenza e può letteralmente succedere di tutto.

Diversi sono i presupposti che dovrebbero portare al successo e ad una corretta implementazione ed in particolare possiamo isolare due fattori:

  1. Buona risposta da parte degli stakeholders coinvolti (studenti, enti ospitanti ed istituti scolastici)
  2. Buon livello qualitativo dell’apprendimento sul campo.

Sono presenti molti se: l’alternanza scuola-lavoro può diventare una public policy efficace se gli studenti accettano questa nuova forma di didattica, scelgono di mettersi in gioco e vengono messi in condizione, da parte degli enti ospitanti, di fare un’esperienza valida. Da una parte gli studenti devono aver voglia di fare, di capire e di recepire gli insegnamenti sul posto di lavoro; dall’altra anche le imprese, che tendenzialmente sostengono il costo maggiore dell’intervento, devono offrire dei programmi minimamente formativi.

Attualmente, affinchè l’alternanza scuola-lavoro sia pienamente efficace sembra necessario agire sul lato studenti soprattutto per quanto riguarda l’incisività della comunicazione in termini di garanzie e formazione legate a questa esperienza. Si dovrebbe soprattutto spiegare agli studenti che ogni lavoro ha la propria dignità e che ogni situazione, soprattutto la più avversa, può insegnare molto.

Vorrei inoltre esprimere una personale riflessione: a mio avviso, la formazione e la supervisione sono dei costi (di transazione) per l’impresa che di certo non dovrebbe incentrare il suo business plan sull’utilizzo di risorse inesperte e in formazione.

Entrambe le parti devono essere motivate e, a mio avviso, gli studenti devono, in quanto parte svantaggiata e nonostante tutto, cercare di imparare il più possibile: per se stessi e per il loro futuro (e non certo per rendere pienamente efficace nel verso senso del termine un intervento pubblico). “Embrace the suck”, “fatevene un ragione, cercando di trarre il meglio anche dalla peggiore situazione” come si dice nei Navy SEALs...

Credo davvero, oltre gli stereotipi, che gli studenti possano imparare e maturare molto da questa esperienza. Se avessi 16, 17 o 18 anni sarei contento di partecipare all’alternanza scuola lavoro? Cerco che no. E a 31 anni la penso allo stesso modo. Condivido pienamente l’obiettivo e credo davvero che queste esperienze possano iniziare a fare l’esperienza.

Non credo, e non crederò mai, che l’alternanza scuola-lavoro, così come qualsiasi intervento non derivante da specifiche contingenze legate alla sicurezza e alla salute pubblica, debba essere obbligatoria. Gli studenti dovrebbero avere la possibilità di scegliere, la possibilità di essere immaturi e fare scelte sbagliate (che io stesso sicuramente farei e/o ho già fatto) per poi capire, imparare dai propri errori e maturare.

Sono consapevole delle conseguenze: arrivare a 30 anni con un debole curriculum è un immenso svantaggio in tutti i settori. Tuttavia in 15 anni ne passa di acqua sotto i ponti: tra stage universitari ed extra curriculari uno studente o una persona ha diverse possibilità per “redimersi” e fare altre esperienze magari con maggiore motivazione, consapevolezza e maturità per imparare appieno lezioni di vita e non…

Un piccolo aneddoto finale: circa 5 anni fa ho fatto, da studente, un discorso simile durante una simulazione di un focus group: lo stage curriculare offre indubbiamente molti vantaggi ad uno studente tuttavia non dovrebbe mai essere obbligatorio ma al limite “caldamente raccomandato”. Ora, come allora, la mia posizione non deriva da scelte di merito (come mi sono sforzato di evidenziare) quanto da un principio di liberalità: ognuno dovrebbe essere libero di fare i propri errori, pagarne le conseguenze, maturare e se possibile rimediare.

“Embrace the suck”-“Fattene una ragione…” (traduzione libera)

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Inserito il:23/10/2017 17:00:27
Ultimo aggiornamento:23/10/2017 17:45:58
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