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Aggiornato al 12/12/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Giacomo Balla (Torino, 1871- Roma, 1958) - Celeste metallico aeroplano - 1931

 

Progetto Giovani - Voci dall'Università

Alitalia, la storia si ripete?

di Martina Siviero

 

Parte il 5 maggio del 1947 da Torino a Roma, il primo volo della compagnia con simbolo una "freccia alata" di Alitalia.

Da lì a poco sono molteplici i collegamenti della nuova compagnia italiana che nel 1957 si fonde con la LAI e diventa Alitalia Linee Aeree Italiane con 3000 dipendenti e una flotta di 37 aerei passando dal ventesimo al dodicesimo posto nella classifica internazionale delle compagnie aeree.

Qualche anno dopo Alitalia diventa la compagnia ufficiale delle Olimpiadi di Roma acquisendo parecchia visibilità grazie all'evento mondiale.

Gli anni fiorenti della società continuano: viene rinnovata la flotta, nasce una collaborazione con lo stilista Giorgio Armani il quale disegna le nuove divise e il nuovo interno dei velivoli, inoltre il primo simbolo viene sostituito con una "A" tricolore.

Ma si sa, tutte le cose belle finiscono, prima o poi, e nel corso degli anni '90 i conti della compagnia aerea italiana cominciarono a peggiorare.

Nel 2001, a causa degli attentati a New York, il settore aereo subì una forte crisi e nello specifico Alitalia non riuscì a risollevarsi nel corso degli anni successivi. Nel 2006, l'azienda ormai vicino al fallimento ebbe un ultimatum da parte del governo Prodi, il quale intimò di vendere una parte delle quote che erano in mano al Tesoro: la proposta però ebbe poco riscontro dati i molti ostacoli alla trattativa poiché vi era la volontà da parte del governo di vendere l'azienda come se non fosse sull'orlo del fallimento. Falliti i primi tentativi, solo nel 2008 si riuscì a trovare un accordo fra Alitalia e Air France-KLM che successivamente non ebbe riscontro positivo a causa dell'opposizione di Berlusconi vicino alle prossime elezioni.

Qualche giorno dopo Silvio Berlusconi vinse le elezioni e grazie all'aiuto delle casse pubbliche e ad nuovo accordo il 13 gennaio 2009 decolla il primo volo della nuova Alitalia.

Ma nonostante alcuni segnali di ripresa, nei primi mesi del 2013 il bilancio della società appena rinata registra 294 milioni di perdite: addirittura gli aerei rischiano di non partire a causa della mancanza di carburante.

La storia è destinata a ripetersi?

Nel dicembre 2016, arriva la nuova ricaduta di Alitalia: La crisi “deriva da scelte sbagliate da oltre 20 anni e non sarà facile da invertire”, ha scritto Andrea Giuricin, docente di economia dei trasporti all’Università Milano Bicocca, si evince da "Il Post".

L'errore principale commesso negli ultimi anni è stato quello di puntare su rotte di medio-breve percorrenza poiché oggigiorno queste tratte sono tranquillamente sostituibili da treni ad alta velocità e soprattutto da compagnie low-cost come Ryanair e EasyJet, le quali negli ultimi anni hanno guadagnano una crescente fetta di mercato.

Alitalia, infatti, ha costi troppo elevati per poter competere con queste compagnie.

In un'analisi pubblicata su awionews ovvero, il primo sito al mondo dedicato esclusivamente alla diffusione in tempo reale e in internet di notizie inerenti il settore aeronautico, elicotteristico, aerospaziale, viene affermato "che la manutenzione costa alla compagnia il 40 per cento in più della media del settore, i servizi a terra il 20 per cento in più e la società potrebbe risparmiare altri 100 milioni di euro sui costi del carburante".

Inoltre Marco Sodano su La Stampa, afferma che “Alitalia paga la sua concentrazione sulle rotte a corto raggio, quelle su cui quasi tutti perdono soldi, che pure è stata una scelta strategica precisa fatta dalle ultime due gestioni nell’ipotesi che un partner si occupasse del resto del mondo.

Le altre compagnie recuperano profitti sulle lunghe percorrenze o grazie a strategie di gestione molto aggressive, Alitalia è rimasta al palo, non ha le prime e non pratica le seconde”.

La prima domanda, sorta spontaneamente, da parte dei passeggeri che hanno acquistato biglietti aerei durante questo periodo di crisi è: “cosa rischia chi viaggia e soprattutto chi ha già acquistato un biglietto?” dalla nota di Alitalia dopo il Cda del 2 maggio, si evince che per quanto riguarda i biglietti acquistati entro i prossimi mesi fino alla fine dell'estate “ non subiranno alcuna modifica e continueranno secondo la programmazione prevista”, non è del tutto da escludere però che potranno subire forti ritardi o cancellazioni a causa degli scioperi del personale.

Per coloro che invece hanno acquistato biglietti con data autunnale allora si dovrà cominciare a riflettere: se ha acquistato con tariffa base non è possibile richiedere la restituzione del prezzo pagato e quindi c'è il rischio di ritrovarsi a piedi se dopo l'estate Alitalia non avrà trovato una soluzione.

La seconda domanda è quindi legata alle possibili soluzioni per far fronte a questa crisi. Oggi cercare di cambiare strategia e puntare su rotte a lungo raggio non è semplice poiché bisognerebbe investire su aerei più nuovi, grandi e che siano adatto per viaggi di lunga durata.

Dunque non si è ancora in grado di rispondere a questa domanda ma ci si augura che in qualche modo, stentando a crederci, Alitalia anche questa volta riesca a ridecollare.

 

Sull’autrice:

Martina Siviero

Classe 1995 Laureanda in Management Pubblico all'Università statale di Milano.

Ama andare al cinema dodici mesi all'anno, è una fan accanita di ciclismo fin da quando era nella pancia della mamma e adora viaggiare esplorando ogni volta città nuove. Le piace fare lunghe passeggiate al mare e guardare i tramonti. Da grande non sa ancora cosa farà, ma è fortemente attratta dal mondo della comunicazione.

 

Inserito il:04/06/2017 13:48:44
Ultimo aggiornamento:04/06/2017 13:54:16
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