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È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

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Francesco De Grandi (Palermo, 1968) - Naufragio - 2014

 

Progetto Giovani - Voci dall'Università

Zuccaro: dichiarazioni improprie o richiesta di aiuto? Il caso delle Ong: assistenza ai migranti con presunto scopo di lucro

di Sofia Maria Cadirola

 

È il 17 febbraio 2017 quando vediamo apparire il titolo "Contatti con scafisti, indagini sulle Ong" tra le pagine del quotidiano la Repubblica.

Ecco che nasce il caso sulle Ong scaturito dalle affermazioni divulgate in Tv dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro. Ma prima di affrontare quest'onda mediatica che ci sta travolgendo nelle ultime settimane, facciamo un passo indietro e conosciamone meglio i protagonisti.

Da una parte abbiamo le organizzazioni non governative (Ong), ossia "una qualsiasi organizzazione o gruppo locale, nazionale o internazionale di cittadini, che non faccia parte di strutture governative e che sia impegnato, senza alcuno scopo di lucro, nel settore della solidarietà sociale e della cooperazione allo sviluppo" (Ministero Affari Esteri italiano).

Interagiscono attivamente nei processi sociali e politici della comunità in cui operano per il raggiungimento degli obiettivi, indipendenti dal potere governativo, dal quale sono riconosciute e possono ricevere finanziamenti che arrivano anche sotto forma di donazioni.

In Italia sono nove le Ong che nel 2016 hanno contribuito al salvataggio dei migranti nel mediterraneo, più precisamente il 40%. Dall'altra parte Carmelo Zuccaro, procuratore di Catania (nominato un anno fa dal plenum del Consiglio superiore della magistratura ottenendo 16 voti) il quale ha sostenuto l'esistenza di prove giudiziarie che implicherebbero presunte irregolarità sul l'operato delle Ong, le quali avrebbero contatti con gli scafisti di quei gommoni straripanti di vite umane.

Ruolo fondamentale è quello del Consiglio superiore della magistratura, che il giorno 3 maggio 2017 si è riunito per valutare la proposta di una pratica a tutela del pm presentata dal consigliere laico Pierantonio Zanettin e le dichiarazioni di Zuccaro. "Non proprio collimabili con quelle dei filantropi", così sono state definite da Zuccaro davanti al Csm, le figure del personale delle Ong sostenendo che sarebbe "Molto utile individuare le fonti di finanziamento delle organizzazioni di più recente nascita[...] Siamo in una fase in cui non riusciamo più a svolgere l'attività investigativa. C'è uno scacco: non riusciamo a intercettare i facilitatori, ad intercettare i satellitari e ad avere gli elementi probatori necessari". In risposta alle dichiarazioni del pm è intervenuto il ministro della Giustizia Andrea Orlando sostenendo che non si debbano generalizzare le accuse a tutte le Ong e che si debba andare avanti con le indagini: "Bisogna fare le indagini, se qualcuno va punito va punito" (Avvenire, 29 aprile 2017). Con notevole durezza, l'ex procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati, dichiara che "Un magistrato non può dire che lui sa, ma non ha le prove[...]. Non è giusto far intendere di aver raggiungo certezze sulla base di fonti non utilizzabili." (la Repubblica, 29 aprile 2017)

D'altro canto, in difesa del pm vediamo il vicepresidente del Senato Luigi Di Maio:"Mi pare che le dichiarazioni del procuratore di Catania lancino un allarme gravissimo, dice di aver prove di rapporti tra scafisti e alcune Ong ma di non poterle utilizzare come prove. Proponiamo di modificare la legge per consentire alla Procura di Catania di utilizzare quelle intercettazioni come prove per un processo". (Corriere della Sera, 29 aprile 2017)

Sempre di parte, anche se con linguaggio più ferreo, Alessandro Di Battista "Vedevo professionisti della cooperazione fare la bella vita. Nessuno di noi intende generalizzare. Vogliamo solo chiarezza e per questo dovremmo essere considerati razzisti?" (Corriere della Sera , 29 aprile 2017).

Diverse perplessità sono state sollevate anche dalle Toghe sulle dichiarazioni di Zuccaro, che secondo loro avrebbero evidenziato ed aggravato aspetti oggettivi sulla tematica dei migranti e del traffico di esseri umani. Ma è davvero necessario accanirsi nei confronti di Zuccaro? "Il procuratore di Catania è magistrato serio e riservato e non merita certamente di essere lasciato solo in queste ore di fronte agli attacchi della politica, che pare non condividere le sue ipotesi investigative, eretiche rispetto alla narrativa ufficiale del fenomeno dell'immigrazione" (Consigliere laico del Csm Pierantonio Zanettin, Avvenire, 29 aprile 2017), questa affermazione è convalidata dalla carriera del pm, sempre corretta e mai messa in mostra da esibizionismo.

Bisognerebbe riflettere sul perché una figura di tutto rispetto come Zuccaro, sia arrivato ad esporsi in questo modo, violando in un certo senso il Codice etico approvato dall'Anm (sindacato dei giudici) dove c'è scritto che il magistrato "si ispira a criteri di equilibrio, dignità, misura nel rilasciare dichiarazioni". Sono convinta che le sue affermazioni siano state fatte con l'intento di chiedere aiuto a chi di dovere perché la situazioni del Mediterraneo venga gestita nel modo più regolare, indagando a fondo sulla provenienza dei finanziamenti rivolti alle Ong, per la dignità delle vite che ne sono coinvolte e senza avere il timore di toccare corde dal suono sgradevole per coloro che traggono un beneficio economico su questo traffico di anime.

 

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Inserito il:02/06/2017 18:34:04
Ultimo aggiornamento:02/06/2017 18:38:49
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