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Aggiornato al 20/08/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Tatiana Bugaenko (Russian Artist, 1990) -  Milan

 

Progetto Giovani - Voci dall'Università

Un milione di metri quadrati per un milione di idee realizzabili

di Manuel Barolo

 

 “MILANO CITTA’ OSPITANTE. GRAZIE A TUTTI!”

Questo lo striscione esposto con il logo di EXPO2015 sulla facciata di Palazzo Marino subito dopo l’assegnazione dell’Esposizione.

Era il 31 marzo 2008 quando il Bureau des Expositions, riunito al Palais de Congrès di Parigi, ha selezionato Milano come sede per l’esposizione universale del 2015.

Sono stati previsti tra i 24 e i 29 milioni di visitatori, 4 miliardi di valore aggiunto, contributo al Pil complessivo per l’Italia da 10 a 30 miliardi, 520 milioni di euro di ricavi, previsione effettuata da Sda Bocconi e Certet, utilizzate come due dei più importanti criteri di valutazione da commissioni e cittadini.

Il primo step per arrivare alla creazione di EXPO è stata la Valutazione Ambientale Strategica (VAS), una essenziale valutazione sull’impatto ambientale da svolgere durante la fase di elaborazione del programma.

Il VAS ha consentito così di stilare l’Accordo di Programma (AdP) promosso dal Sindaco di Milano e sottoscritto da Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Rho, Società Poste Italiane; l’AdP serve ad assicurare il coordinamento delle azionI e a determinare i tempi e le modalità di adempimento.

Attenzione alla fase post-EXPO con presentazione di possibili scenari per la riqualifica dell’area successivamente allo svolgimento dell’evento, quindi un Masterplan interpretato come una prima “griglia strutturale” per il futuro sviluppo urbanistico dell’area con costruzioni permanenti e un nuovo sistema di accessibilità.

Apertura cancelli “EXPO 2015” venerdì 1 maggio 2015 ore 06:30

 

 

Credo stupisca anche voi sapere che EXPO 2015 S.p.A. ha chiuso il 2015 con un rosso di 23,8 milioni di euro, e il 18 febbraio la società è stata messa in liquidazione con perdite totali di 32 milioni di euro e relative dimissioni di Giuseppe Sala, fino ad allora a.d. di EXPO 2015 S.p.A. .

http://www.expo2015.org/2016/04/29/comunicato-della-societa-expo-2015-in-liquidazione/

Previsioni sbagliate? Poco monitoraggio? Errori durante la realizzazione dell’AdP? È stato un risultato incontrollabile? Ve lo aspettavate?

Sono infiniti i quesiti posti da politici, economisti e semplici cittadini, e nessuno riesce comunque a rispondere.

Nessuno si assume la responsabilità delle scelte fatte, ad aumentare la bufera si aggiungono anche inchieste, tangenti e corruzione.

È giusto fare luce sulle incertezze e chiarire le incomprensioni ma nello stesso momento come piace dire a mia nonna è inutile piangere sul latte versato, bisogna andare avanti.

Andare avanti ma razionalmente, non come quando Milano ha presentato la candidatura ad EXPO 2015 spinta dall’ideale di un futuro migliore, le conseguenze le paghiamo ancora oggi.

Come detto in precedenza l’AdP prevedeva anche la presentazione di scenari da realizzare alla fine dell’evento.

Nel 2011 nasce AREXPO S.p.A. , società prevalentemente a capitale pubblico partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, da Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Fondazione Fiera Milano, dalla Città Metropolitana di Milano e dal Comune di Rho.

La mission della società è stata quella di acquisire le aree per l’esposizione, e ora che l’evento è terminato è incaricata a trasformare e attuare lo sviluppo dell’area.

1 milione di metri quadrati per 1 milione di idee realizzabili, e ovviamente AREXPO si è subito mobilitata ad aprire bandi per poter attuare progetti ed interessi pervenuti sia durante la stesura dell’AdP, sia quelli pervenuti dopo il 31 ottobre 2015.

La riqualificazione dell’Area Expo è stato un tema molto dibattuto negli scorsi anni, si riportano alcune “fonti” a titolo esemplificativo:

Ottobre 2013 – POST-EXPO: 15 LE MANIFESTAZIONI DI INTERESSE PERVENUTE IN RISPOSTA AL BANDO CONSULTIVO.

http://www.postexpo.it/dr/sites/default/files/file/Comunicato1.pdf

Febbraio 2014 – GIUNTA LA MANIFESTAZIONE DI INTERESSE DA PARTE DI A.C.MILAN PER LA REALIZZAZIONE DI UN COMPLESSO SPORTIVO.

http://www.pianetamilan.it/ultimissime/maroni-milan-interessato-allarea-expo-linter-no/

Novembre 2014 – BANDO DI GARA DA 315.4 MILIONI DI EURO PER L’EREDITA’ DI EXPO.

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2014-11-15/deserta-gara-l-eredita-expo-2015-area-non-trova-acquirenti-142215.shtml?uuid=ABxr7LEC&refresh_ce=1

Maggio 2015 – BANDO PER INDIVIDUARE UN ADVISOR CAPACE DI VALUTARE LE PROPOSTE PERVENUTE E DEFINIRE UN PROGETTO COMPETITIVO.

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_maggio_09/dopo-expo-bando-af730854-f626-11e4-a548-cd8c68774c64.shtml

Luglio 2016 – L’UNIVERSITA’ STATALE SCEGLIE L’AREA EXPO PER IL NUOVO CAMPUS.

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2016-07-19/l-universita-statale-sceglie-l-area-expo-il-nuovo-campus-202308.shtml?uuid=ADGUbDv

Settembre 2016 – RENZI A GENNAIO LANCERA’ IL HUMAN TECHNOPOLE, SENZA DIMENTICARSI LO SPAZIO VERDE RICHIESTO DAL COMUNE DI MILANO.

http://milano.corriere.it/notizie/politica/16_settembre_28/human-technopol-si-parte-gennaio-968a9380-84ea-11e6-b7a9-74dcfa8f2989.shtml

Questa immagine rappresenta il sito EXPO 2015 grazie a tutti i progetti adottati e realizzati dal 2013 ad oggi.

 

Ad oggi sono stati smontati tutti i padiglioni e l’albero della vita, ma nient’altro.

Resta una dimostrazione di quanto spesso le parole non vengono seguite dai fatti.

AREXPO non solo non è riuscita a costruire ancora nulla, ma addirittura apre ancora bandi per lo sviluppo dell’area.

Sarebbe una grande occasione per l’Università degli Studi di Milano, la possibilità di progettare da zero una città studi innovativa e sviluppata per stare al passo con le altre realtà europee ed aumentare il proprio prestigio.

Anche il progetto “Human Techopole” con la creazione di centro di ricerca sui temi della salute e dell’invecchiamento, un’opportunità di progresso medico, scientifico e civile per l’Italia.

Resta comunque la paura della durata del progetto, stimata a 10 anni.

Le idee ci sono e sono anche ottime, il problema che persiste è quello che riguarda controllo e monitoraggio, in assenza dei quali addirittura non è possibile nemmeno arrivare ad una completa valutazione finale.

Nulla è perduto, personalmente credo che possiamo ancora riqualificare l’area e dare un vero contributo economico e sociale, basta “semplicemente” sostituire i fatti alle parole.

 

Sull’autore:

Manuel Barolo

Nato a Magenta nel 1993, residente a Boffalora.

Dopo il diploma mi sono iscritto al corso di Management Pubblico all’Università degli Studi di Milano, in quanto l’ho ritenuto il più interessante.

In attesa di laurearmi alla triennale sto già valutando quale corso di laurea magistrale potrà maggiormente soddisfare le mie aspettative per il futuro. Non vedo l’ora di buttarmi nel mondo delle politiche pubbliche e cercare di contribuire anche io a risolvere i nostri problemi. Grande appassionato di sport, viaggi e politica.

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Inserito il:04/06/2017 14:29:50
Ultimo aggiornamento:04/06/2017 14:38:43
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