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Aggiornato al 24/08/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

George Tooker (1920-2011) – Government Bureau – 1956

 

Fpa annual report 2018: dati su innovazione e ricerca per le PA

di Michela Salvaderi

 

(Fonte: Report Fpa 2018)

 

L’annual report 2018 di ForumPA (FPA, pubblicazione telematica specializzata nelle tematiche riguardanti la Pubblica Amministrazione - http://www.forumpa.it) è un documento di analisi che, dal 2015, annualmente analizza dati, riflessioni, confronti e spunti di miglioramento in ambito di innovazione e sostenibilità all’interno delle Pubbliche Amministrazioni italiane. Si tratta di una vera e propria indagine (avviata dal Dipartimento della Funzione Pubblica a partire dall’anno 2013 nell’ambito del progetto "Performance PA Ambito A/Linea 2 – Apprendere e diffondere le leading practices" di Formez PA e volta a valorizzare le migliori esperienze, analizzare le criticità/opportunità emerse in fase di attuazione dei cicli della performance, condividere, con le amministrazioni e gli interlocutori istituzionali coinvolti nel monitoraggio della riforma, possibili linee di sviluppo e miglioramento dei sistemi di valutazione delle performance, anche in raccordo con gli strumenti e gli esiti delle spending review, realizzati a livello locale) che restituisce una fotografia completa del nostro Paese da cui prendere spunto per migliorarsi e crescere. Si tratta di una guida, di circa trecento pagine (che si può scaricare gratuitamente da questo link) che raccoglie idee, progetti, esperienze e visioni.

L’annual report 2018 di FPA è stato presentato lo scorso 29 gennaio a Roma, presso il Centro Congressi di Roma Eventi - Fontana di Trevi alla presenza della Sindaca capitolina Virginia Raggi, al sottosegretario alla Funzione Pubblica Mattia Fantinati, al Sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia e a decine di dirigenti e funzionari della PA italiana. Un momento di riflessione nato come coronamento delle azioni promosse dall’Agenda per l’innovazione della PA italiana (si tratta del Libro bianco sull’innovazione della PA, con il termine libro bianco -dall'inglese "White Paper"- si indica un rapporto ufficiale pubblicato da un governo nazionale o da un'organizzazione internazionale su un determinato argomento: in questo specifico caso la digitalizzazione e l’innovazione della PA italiana) a favore di un futuro sempre più digitale e sostenibile.

Quello che emerge dal report è che la PA italiana è una componente chiave del nostro Paese, in grado di creare valore per i cittadini e per le imprese e promuovere uno sviluppo sostenibile sia dal punto di vista sociale che ambientale ed economico.

L’indagine approfondisce diverse tematiche: dalla cittadinanza digitale, all’open government, al lavoro pubblico, alle politiche migliorative per città e territori, alla sicurezza informatica e perfino alla gestione documentale. Si riportano di seguito le macro aree in cui l’intero report è suddiviso.

  • Lavoro pubblico

Il 2018 è stato considerato come un anno di transizione dinamico e innovativo in materia di lavoro pubblico: basti pensare le nuove disposizioni in materia di assenteismo o di turnover (disegno di legge recante interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo). Inoltre, a seguito dell’emanazione dell’art. 14 della legge 7 agosto 2015, n. 124, sempre più Pubbliche Amministrazioni hanno cominciato ad intervenire a favore dei propri dipendenti in materia di promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro al loro interno. Non è una rarità parlare di smart working o trovare sperimentazioni innovative come asili nido aziendali, voucher per benefit personali o ammissioni di pets in ufficio. Il report evidenzia la crescente sensibilizzazione del settore pubblico su queste tematiche e la sempre più apprezzata condivisione di best practice, costituendo un laboratorio di innovazione organizzativa e culturale.

  • Competenze

Dall’analisi emerge che l’età media dei dipendenti dell’Amministrazione Pubblica si aggira intorno ai 50 anni e circa il 62% dei casi dispongono solo di un diploma di licenza media superiore. Un dato che fa riflettere e che deve essere “invertito” attraverso i futuri concorsi che punteranno ad un target sempre più giovane e specializzato (tra i requisiti verrà sempre più richiesta, infatti, una formazione universitaria triennale o addirittura specialistica). Emerge anche la necessità da parte dei dipendenti delle PA di aggiornarsi e di frequentare corsi di avanzamento professionale per accrescere o migliorare le proprie competenze, o in certi casi, adeguarle alle nuove esigenze innovative/digitali. Da un questionario presente all’interno del report FPA si evidenzia che ben il 91,5% si aggiorna in maniera autonoma attraverso a letture o frequentazione di convegni o webinar.

 

(

Fonte: Slide proiettate durante la presentazione del Report Fpa 2018 a Roma)

 

  • Open government

L’Italia risulta essere un Paese attento alla trasparenza e alla fruibilità delle proprie risorse/portali all’interno delle Pubbliche Amministrazioni: l’Open Data Maturity Report colloca quest’anno l’Italia al 4° posto (4 posizioni in più dell’anno precedente) in materia di Open Data e l’indice DESI (the Digital Economy and Society Index) in materia di Open Data registra un avanzamento dal 19° all’8° posto in Europa con il ruolo chiave delle comunità territoriali. Tuttavia, è un settore che ha bisogno sempre più di implementazione e crescita, nelle politiche sia nazionali che locali.

 

  • Città e territori

Sono le città e i territori locali i contesti dove l’innovazione trova le condizioni più favorevoli per nuovi modelli di governance e capacità di innovazione tecnologica. Nascono in questo modo le cosiddette “Smart Sustainable, Responsive City” (città che usano tecnologie ICT in materia di sostenibilità economica, sociale e ambientale). A tale proposito, Milano rimane la città italiana più smart d’Italia secondo la classifica di ICityRate 2018 (la classifica delle città intelligenti italiane). Quest’ultimo report mostra un Paese tagliato in due, con il Sud ancora lontano dalle dinamiche del resto d’Italia, ma pronto a lavorare per riscattarsi.

 

(Fonte: sito ufficiale ICityRate2018)

  • Procurement pubblico

I dati Consip (Consip è la centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana) forniti a dicembre 2018 registrano incrementi importanti in materia di utilizzo di appalti pubblici tramite il data base promosso dal Ministero dell’Economia e riservato alle Pubbliche Amministrazioni italiane. Dati tuttavia deboli se confrontati, con medesimi data base, con altri paesi europei.

  • Programmazione europea e politiche di coesione

Nel 2018 è avvenuta il monitoraggio intermedio del raggiungimento dei target di spesa UE in base a cui i fondi non spesi dopo il terzo anno dal loro impegno vengono considerati persi. Nella seconda parte dell’anno 2018, per l’Italia, è scattata una corsa contro il tempo per sfruttare, entro la scadenza dei termini, le soglie di spesa proposte dall’Europa con l’avvio di 51 Programmi Operativi. Complessivamente la spesa sostenuta e certificata alla Commissione europea è pari a 9,7 miliardi di euro.

  • Cittadinanza digitale

Il report mostra che l’Italia è sotto la media UE per disponibilità di servizi pubblici digitali (58% contro il 63% medio europeo), ma si colloca all’ultimo posto per l’utilizzo da parte dei cittadini di tali servizi: solo il 22% degli italiani interagisce online con la PA, contro una media europea del 53%. Il sistema di pubblica identità digitale (SPID), servizio che permette di accedere, online, a tutte le pubbliche amministrazioni italiane tramite un unico nome utente ed unica password sta via via ottenendo sempre maggiori risultati: il 2018 si conclude con oltre 3 milioni di identità digitali rilasciate complessivamente dai vari provider, risultato ancora lontano dalla massa critica per il pieno dispiegamento. Anche PagoPA ha dati positivi ma migliorabili: sono 17.000 gli enti aderenti al servizio (73,8% del totale), ma meno di 14.000 quelli che hanno effettivamente concluso la procedura di attivazione. L’utilizzo di ANPR (anagrafe nazionale popolazione residente) ha superato i 1.000 Comuni, con 16 milioni di cittadini presenti in anagrafe unica. Un primo passo verso la completa digitalizzazione in unica grande anagrafe nazionale, ma ben lontano dai risultati attesi.

(Fonte: Agenzia per l’Italia Digitale)

  • Sanità

Dagli ultimi studi pervenuti dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, emerge che il settore in questione soffre il taglio di spesa del settore pubblico in modo particolare. Ciò va ad aggravare ed incidere sull’accesso alle prestazioni e l’integrazione dei servizi tra ospedale e territorio, con il rischio di acuire le diseguaglianze sociale e territoriali. Anche il fattore digitale è scarso in ambito sanitario e solo una minima percentuale di utenti usufruisce di servizi tecnologici o digitali avanzati.

Il quadro che emerge è dunque quello di un Paese che sta lavorando per una risalita costante ed efficiente del settore pubblico, in certe aree addirittura eccellenza europea ma più lento in altre.

Il più grande spreco nel mondo è la differenza tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare”.
(Ben Herbster)

 

Per saperne di più è possibile consultare il video di presentazione dei dati del report fpa o scarica gli atti dell’intervento.

 

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Inserito il:16/02/2019 18:58:46
Ultimo aggiornamento:16/02/2019 19:21:38
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