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Aggiornato al 17/08/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Leon Zernitsky (Moscow, 1949 - Thornhill, Ontario, Canada) - Stress and Psychological Health

 

La psiche a tavola: lo stress

di Riccardo Ferrero

 

La nostra testa decide come reagire agli eventi della vita attraverso una serie di processi che si sviluppano principalmente nei nodi nervosi chiamati amigdala, ipotalamo e ipofisi.

Gli eventi della vita sono chiamati STRESSOR e sono i problemi che tutti i giorni l'uomo si ritrova ad affrontare. Il sistema nervoso reagisce a questi stressor con più o meno “forza” e questo viene chiamato STRESS. L'intensità di questa reazione (lo stress) varia in base a quanto la persona:

  1. valuta il problema rilevante su una scala che va dal: “sono sciocchezze” al “qui ne va della mia vita/identità!
  2. valuta le risorse a disposizione (proprie e/o del contesto in cui si vive) sufficienti per affrontare il problema da una scala che va dal: “che bello ho tante risorse!” al “il problema è troppo grande per le mie capacità....sono spacciato di sicuro!”

La reazione da stress è un evento squisitamente intriso di valutazioni soggettive che si mescolano ai dati oggettivi portando a risultati anche opposti. Facciamo un esempio usando come STRESSOR la nascita di un bambino ad una coppia di giovani ragazzi senza lavoro. Si potranno avere 2 casi estremi di risposta allo stesso problema:

  1. ASSENZA DI RISPOSTA DA STRESS come se il problema non esistesse. Coppia che si comporta come se il bambino non ci fosse: la notte non risponde ai pianti del neonato, non lo cambia con regolarità, non osserva i segnali del suo stato di salute, lo lascia da solo e incustodito con naturalezza. Se qualcuno non prende in mano la situazione al più presto il bambino farà una brutta fine!
  2. RISPOSTA DA STRESS ESTREMA con panico come se il problema fosse inaffrontabile (problema troppo grande per le scarse risorse a disposizione). Coppia che si comporta come se né loro, né i propri familiari, né i servizi sociali e sanitari abbiano la minima risorsa e disponibilità per fronteggiare le necessità del nascituro che sentono come tante e tutte da soddisfare pienamente (dal nutrirlo oggi per non farlo morire, al vestirlo firmato domani per non fargli vivere complessi di inferiorità, al mandarlo al college in America dopodomani per garantirgli un futuro). La coppia potrebbe fare un gesto disperato sia nei confronti del bambino, sia nei propri confronti in prenda al rimorso, alla vergogna e alla paura.

Ovviamente in mezzo a queste 2 risposte estreme ci saranno tutte le coppie che riusciranno ad essere più equilibrate nel dare le giuste dimensioni alle risorse disponibili e al problema da affrontare (= STRESSOR) reagendo con forza e attivamente ( = STRESS “BUONO” detto eustress) senza però farsi trascinare sempre e solo dalla disperazione e dal terrore (= STRESS “CATTIVO” detto distress).

 

A questo punto avrete sicuramente:

  • CAPITO UNA COSA: lo stress è una normale e sana reazione che ci permette di reagire agli eventi della vita. Il suo eccesso o assenza sono patologici e sono dovuti in misura massiccia alle nostre valutazioni soggettive da cui queste tre famose “massime”:

 

  • “..non sono i fatti in sé che turbano gli uomini, ma i giudizi che gli uomini formulano sui fatti” (Epitteto un filosofo del 50 D.C che iniziò la sua vita come schiavo e quindi conosceva bene lo stress!)

 

  • “La vita è per il 10% cosa accade e per il 90 % come reagisci”

 

  • “Sono un uomo molto vecchio e ho avuto un gran mucchio di guai, la maggior parte dei quali non mi sono mai capitati”. (Mark Twain)

 

  • NON CAPITO UNA COSA: cosa centri tutto questo discorso con la tavola!! La spiegazione è che i centri nervosi dello stress quali l'ipofisi e l'ipotalamo (attivati dai segnali dell'amigdala) influenzano direttamente la tiroide fondamentale regolatore metabolico del nostro organismo. Inoltre l'ipotalamo è un nodo centrale della risposta da stress ma è anche la sede dei centri dell'appetito e della sazietà. E non dimentichiamo le catecolamine (adrenalina e noradrenalina) e gli ormoni (cortisolo in primis) che partecipano alle diverse fasi della reazione da stress sono fondamentali per decidere il destino delle calorie che mangiamo (finiranno in grasso oppure in muscoli?). Per questo la psiche è sempre presente a tavola e la gestione e regolazione dello stress decidono le sorti della nostra alimentazione e della nostra attività fisica.

 

Vedremo già dalla prossima volta quali strategie pratiche psicologiche usare a tavola e quando si va a fare la spesa proprio per mettere la “testa” dalla nostra parte alla ricerca della salute e della migliore forma fisica..........

(Continua)

 

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Inserito il:18/07/2019 11:07:31
Ultimo aggiornamento:18/07/2019 11:18:44
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