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Aggiornato al 21/06/2021

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Manuel Cusì i Ferret (Vilanova i la Geltrú, Spagna, 1857 - 1919) - Al costat de l'estufa

 

Un nemico invisibile

di Giovanni Armando Costa

 

In un comune lungo la Casilina, distante mezz’ora di macchina da Roma, una stufa killer stermina una famiglia poco prima di Natale.

Madre, padre e figlioletta vengono ritrovati abbracciati nel letto, uccisi dal monossido di carbonio.

Nel nuovo anno a Lanuvio, in una casa di riposo per anziani, a causa del monossido di carbonio si sono registrati 5 decessi e 7 ricoverati gravi.

Nei dintorni di Bergamo, la notte del primo dell’anno, sono state accompagnate in ospedale per intossicazione da CO quattro persone tra cui due bambini di 4 e 7 anni.

Sono solo alcuni degli ultimi gravi incidenti domestici riportati dai mass-media nazionali e che ci invitano a riflettere sulla pericolosità di questo nemico invisibile.

Il monossido di carbonio (CO), è un gas non irritante, tossico, incolore, inodore e insapore.

In assenza di adeguati sistemi di aerazione e ventilazione dei locali può raggiungere concentrazioni elevate.

Il CO si produce per combustione incompleta di combustibile fossile e per le sue caratteristiche può essere inalato in maniera impercettibile raggiungendo nell’organismo concentrazioni pericolose, a volte letali.

Le fonti di CO presenti in casa possono essere varie, spesso dovute a soluzioni di fortuna come nel caso della famiglia sterminata, di origine nigeriana, dove il capofamiglia per scaldare l’ambiente aveva posizionato un grosso braciere nel centro della stanza che aveva preso in affitto. Responsabili di intossicazioni possono essere anche scaldabagni e caldaie installati in locali non idonei o malfunzionamenti di vecchie stufe a gas come nel recente caso della famiglia lombarda.

I primi sintomi da intossicazione da CO che si possono avvertire sono mal di testa, affanno, sensazioni di vertigini, confusione mentale e disturbi alla vista oltre che nausea e vomito.  In questi casi è opportuno spalancare le finestre per aerare i locali ed allertare i soccorsi telefonando al numero unico per le emergenze.

L’intossicazione si può prevenire rispettando alcune semplici regole:

  • Nel locale dove sono installati apparecchi a gas deve esserci una apertura verso l’esterno, di adeguate dimensioni che serve a garantire l’aria necessaria alla combustione;
  • Stufe, caldaie e scaldabagni devono essere collegati ad una canna fumaria che espelle i fumi della combustione all’esterno del locale;
  • Gli impianti a gas di tipo domestico devono essere periodicamente revisionati per verificarne il buon funzionamento;
  • Alcuni tipi di impianti a gas per il riscaldamento o per la produzione dell’acqua calda sanitaria non possono essere installati nelle camere da letto o in bagno.
  • Per l’installazione e le verifiche periodiche degli impianti bisogna rivolgersi esclusivamente a personale specializzato ed abilitato che a fine intervento rilascia le relative certificazioni di conformità, i rapporti di controllo tecnico e compila il libretto dell’impianto, come previsto dalla normativa di settore.

La manutenzione periodica rende gli impianti più sicuri ed efficienti, fa risparmiare sulle spese di riscaldamento e aiuta a ridurre le emissioni inquinanti.

Per ulteriori informazioni sull’argomento ci si può rivolgere al proprio comune o alla ATS/ASL di competenza oppure ad un tecnico di fiducia abilitato a svolgere la professione di impiantista.

Tecnico della Prevenzione

ATS di Milano

Giovanni Armando Costa

 

Inserito il:14/03/2021 17:21:06
Ultimo aggiornamento:14/03/2021 17:44:59
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