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Aggiornato al 22/10/2017

Willem Haenraets ( Heerlen - Olanda - 1940) Lovers

 

 

L’Amore: un equilibrio tra rispetto e possesso

di Anna Maria Pacilli

 

La parola “amore” si fa risalire al termine sanscrito kama che significa desiderio, passione, attrazione.
Il verbo “amare” deriva dalla radice indoeuropea ka, quindi (c)amare, cioè desiderare in maniera viscerale, in modo integrale, totale.

Un’altra interpretazione etimologica della parola amore, fa risalire il termine al verbo greco mao: desiderio, da cui il latino amor da amare che indica un’attrazione esteriore, quasi animalesca.

Un’altra singolare interpretazione etimologica della parola amore individua nel latino a-mors, senza morte, l’origine del termine, sottolineando l’intensità senza fine di questo potentissimo sentimento.

Pare, quindi, al di là delle sottigliezze etimologiche, che sia insito nella parola amore il concetto di unione e fusione che accompagna e correda questo temine, ma Amare qualcuno vuol dire anche e soprattutto riconoscerlo nella propria individualità, riconoscere la sua libertà ed essere liberi.

Liberi di amare.

L’amore non può essere un vincolo sancito da firme apposte su un registro, da fedi nuziali che abbracciano un anulare, ma che sempre più spesso nessuno indossa. L’amore è una scelta, subito dopo che una emozione. Ci si incontra per caso, si decide di continuare assieme il cammino. O ci si separa, se il sentimento finisce, nel rispetto della libertà altrui.

Dunque, Amore come condivisione, non come fusione,

Ma l’Amore sa anche renderci più fragili, porta allo scoperto i nostri punti di vulnerabilità. Quando diciamo “Ho paura di perderti”, ” Non mi lasciare”, “Senza di te non sono nulla”mettiamo fuori dei timori infantili di abbandono.

Riemerge in quei momenti il bambino che ha paura di perdere la mamma, il suo “oggetto d’amore primario”. E’ importante, e lo vedo nel mio lavoro di terapeuta di coppia, però, lasciarsi andare, non temere di mostrare queste fragilità, perchè se l’altro membro della coppia è capace di contenerle abbracciandoci a sé, di rassicurarci, allora emerge la stabilità della coppia stessa.

Altrimenti, la coppia sarà destinata a naufragare, ma sarebbe naufragata comunque, anche nascondendo le singole fragilità, perchè una dualità fragile in sé.

Ma l’Amore è anche desiderio di possedere carnalmente e visceralmente l’altro. In una relazione di coppia intensa e passionale la pelle dell’altro diventa la propria pelle, i respiri si fondono, gli umori si miscelano, le labbra si protendono a dare e ricevere piacere. Ci si divora già con lo sguardo. Ci si divora con le labbra, una esplorazione verso mondi ignoti che ricorda quella del bambino che prima ancora di aver imparato ad usare la sensibilità tattile, parte per l’esplorazione degli oggetti con la bocca e così li rende suoi.
In una coppia intensamente passionale nulla che piaccia e sia condivisibile da entrambi, diventa impossibile. Lì c’è possesso, fusione, incastri di corpi e di anime. Sì, perché in una relazione in cui la componente fisica sia molto forte, anche le anime si toccano.

Sto parlando, ovviamente, di Amore Passionale, e non di relazioni puramente sessuali. Non può esserci più intenso possesso dei corpi, senza completa condivisione delle anime.

Dunque, a questo punto, sapremmo tutto dell’Amore?

No, lo leggiamo nei poeti, lo ascoltiamo in musica, ne facciamo, a nostra volta parole, lo sperimentiamo sopra e sotto la pelle, ma non potremmo mai dire di conoscerlo completamente.

E il suo fascino e la continua ricerca delle sensazioni che sa regalarci, risiedono, in gran parte, nel suo mistero.

Insomma, in una relazione di coppia sana, durevole e gratificante, si dovrebbe saper modulare la distanza tra le componenti del rispetto e del riconoscimento dell’altro, senza smarrire i confini del proprio Sé.

Ognuno ha diritto di respirare la propria aria, mettendo in comune lo spazio di respirare all’unisono.

 

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Inserito il:02/05/2017 23:23:56
Ultimo aggiornamento:02/05/2017 23:35:56
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