Aggiornato al 22/02/2024

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Voltaire

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ENEA, Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile

di Vincenzo Rampolla

 

 

Storia travagliata è quella dell’Agenzia, vittima di commissariamenti, riorganizzazioni e conflitti interni, scollata dalle politiche energetiche del Paese e dalla sua produzione di energia nucleare. Storia indispensabile per capire l’humus su cui ha germinato da 70 anni la politica del nucleare.

 

1952. Nasce come CNRN (Comitato Nazionale per le Ricerche Nucleari), con i laboratori di Frascati e un acceleratore di elettroni e insieme all’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), entrambi semi di una durissima e sterile dialettica tra ricerca di base e applicata.

  

1955. La società privata Edison costruisce la prima centrale nucleare da 257 MW per contrastare le propensioni politiche a nazionalizzare l’energia elettrica. Nel 1956 anche ENI (Ente Nazionale Idrocarburi) vuole costruire una centrale nucleare. Nasce Ispra ($3M) con l’ordine di un reattore da 5MW. Nel 1956 si costituisce l’EURATOM o CEEA (Comunità Europea Energia Atomica).

 

1958. Avviate le costruzioni di altre 2 centrali: ENI a Latina, 200 MW, progetto inglese e IRI al Garigliano, 150 MW, progetto Usa. 3 centrali in totale, sorte con tecnologie totalmente diverse.

 

1960. Il CNRN diviene CNEN (Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare), Ispra viene ceduta all’EURATOM in modo poco trasparente e proficuo, con travaso delle competenze alla Casaccia di Roma, nuovo polo per la ricerca applicata in Italia. Il CNEN avvia 3 progetti con nuove tecnologie Usa per il riprocessamento dei combustibili nucleari esauriti, prodotti dai reattori di ricerca italiani e da quelli in Europa. Vengono attivate le centrali di Latina, Sessa Aurunca e Trino.

 

1962. Nazionalizzazione delle aziende di produzione, vendita, distribuzione e trasporto di energia elettrica. Fondazione di ENEL. E.Mattei Presidente ENI muore in un attentato.

 

1963. Entra pesantemente in gioco la politica e Saragat attacca il CNEN, contestando la validità economica della costruzione delle tre centrali e del relativo piano quinquennale. F.Ippolito, Segretario Generale del CNEN è sotto indagine ministeriale, viene incarcerato e graziato nel 1968 dallo stesso Saragat divenuto Presidente della Repubblica. L’evento, insieme ad altri arresti e processi, passa come una serie di azioni ispirate dagli Usa e appoggiate dal Governo italiano per limitare lo sviluppo e l'autonomia scientifica e tecnologica dell'Italia e per difendere gli interessi USA a vendere all’Italia tecnologie nucleari e a sostenere le compagnie petrolifere americane.

 

1964. Cancellazione e attivazione di nuovi progetti Usa dell’EURATOM, rivelatisi fallimentari,

con un passivo 15 volte superiore al previsto. Impegni su nuovi reattori da attivare nel 1972.

 

1967. Joint venture tra Ansaldo Nucleare e General Electric per la fabbricazione di elementi di combustibile a Bosco Marengo (Alessandria). ENEL sbandiera ordini per almeno una centrale all’anno.

 

1970. ENEL inizia la costruzione della centrale nucleare ad uranio arricchito di Caorso (850 MW), con la tecnologia BWR ad acqua bollente; il suo completamento richiederà più di 8 anni. Scoppia la battaglia tra IRI e ENI, quest’ultimo deciso a spaziare da solo e si accorda con una società tedesca per costruire i reattori. Il conflitto condiziona le iniziative italiane.

1971 l'INFN viene separato dal CNEN divenendo un Ente pubblico e nell'anno successivo i laboratori di Frascati vengono smembrati, creando forti attriti tra i due Enti.

 

1973. Crisi petrolifera e rilancio del programma nucleare per garantire la sicurezza delle forniture di idrocarburi. Il Ministro dell'industria Donat Cattin prevede la realizzazione di due centrali nucleari all’anno da 1000 MW su un totale di 20 impianti. A Frascati, il CNEN avvia il progetto e la realizzazione dell’FT (Frascati Tokamak) reattore per la fusione termonucleare a confinamento magnetico e a geometria toroidale, operativo nel 1977.

 

1975. Il CIPE (Comitato Interministeriale Programmazione Economica) decide di avviare la realizzazione della 5ª centrale italiana (con una potenza di 1.000 MW) situata a Montalto di Castro. Intanto prende rapidamente piede un movimento di opposizione al nucleare, trainato da Partiti, Sindacati, Associazioni e Enti locali.

Le contestazioni impongono una battuta d'arresto alla progettazione della centrale, che ottiene il nullaosta soltanto nel febbraio 1979, seguito dall'avvio effettivo dei lavori nella seconda metà del 1981. Ritardi pesantissimi.

Intanto FIAT, BREDA, ANSALDO e una banda di sub contractor sono coinvolti fino al 1981 nella realizzazione della centrale veloce europea Superphoenix (Lyon) del consorzio NERSA di cui la EDF (Electricité de France) detiene il 51% e ENEL il 33%.

E in Italia il nucleare precipita: indecisioni strategiche sulla tecnologia dei reattori, rivalità interne, acquisto di licenze all'estero o sviluppo nazionale, contrasti sulla spartizione degli appalti, decisione del Presidente G.R. Ford di privatizzare il nucleare Usa con perdita dei finanziamenti internazionali a sostegno del Piano Italiano, opposizione di Enti locali ad accogliere le centrali sul proprio territorio. Situazione allo sbando.

 

1978. Il piano nazionale PUN (Progetto Unificato Nucleare) viene ridotto a 12 centrali da 1.000 MW e dimezzato poi a 6. Il ridimensionamento mette in crisi le attività del CNEN oggetto di riforme istituzionali e in parallelo condizionato dalle iniziative di legge volte a creare nuovi organismi governativi attratti dalle fonti rinnovabili, in particolare dall'energia solare.

 

1979. Seconda crisi petrolifera e primo incidente nucleare di Three Mile Island. Donat Cattin Ministro dell’Industria, assegna al CNEN il compito di sviluppare le energie alternative e il risparmio energetico. Nasce il progetto destinato a sostituire la vecchia centrale di Trino con nuove tecnologie di reattori ad acqua bollente, in 7- 8 impianti.

  

1982. Il CNEN si trasforma in ENEA (Comitato nazionale per la ricerca e lo sviluppo dell'Energia Nucleare e delle Energie Alternative) e si occupa non solo di energia nucleare ma anche di fonti rinnovabili, di uso razionale dell'energia e di impatto ambientale.

Costruzione del centro di Portici per le ricerche sul fotovoltaico. Il centro è pienamente operativo nel 1988.

ENEA riceve cospicui finanziamenti diretti alle aziende private, si defila gradualmente dalla ricerca pubblica e cura superconduttività, spettroscopia molecolare, laser e acceleratori. Dal 1985 vengono studiati laser di potenza per impiego scientifico, nulla a che vedere con lo sviluppo del nucleare.

 

1986. Disastro di Cernobyl. Raccolta di firme per un referendum anti nucleare. Il sì assesta il colpo di grazia ad ogni velleità nucleare. Cancellato il PUN, chiusura degli impianti di ricerca sul combustibile. Neppure la tecnologia dell’arricchimento dell’uranio viene mantenuta. Svanisce il progetto del reattore di Latina, dopo 30 anni di lavoro, 600 Miliardi di lire, a un passo dal completamento.

1989. A Frascati, entra in funzione l’impianto a fusione nucleare, a confinamento magnetico di tipo avanzato FTU (Frascati Tokamak Upgrade).

 

1991. L'abbandono delle attività di ricerca sul nucleare porta a una legge di riforma con tre nuovi dipartimenti: Dipartimento Innovazione, Dipartimento Ambiente e Dipartimento Energia.

 

1998. Con la legge Treu viene promossa la dislocazione dei ricercatori pubblici presso le piccole e medie imprese. Le successive riorganizzazioni di ENEA e il suo quadro istituzionale anomalo determinano un progressivo isolamento del personale dal mondo scientifico e un forte deterioramento della sua immagine esterna e interna.

 

1999. Con la ferma convinzione di risolvere i problemi di ENEA, D’Alema, Presidente del Consiglio, nomina presidente dell'ENEA Carlo Rubbia, Nobel per la Fisica. Revisione dei 751 progetti in corso, assegnati a 800 ricercatori, snellimento della burocrazia, decentramento responsabilità, incentivo alla circolazione delle informazioni e riunioni operative sono i primi interventi adottati e rivoluzionari.

Nasce SOGIN (Società Gestione Impianti Nucleari SpA) con il fine di sovrintendere alla gestione dei rifiuti nucleari e allo smantellamento degli impianti nucleari obsoleti, insieme alla gestione delle quattro centrali nucleari di Trino, Caorso, Latina e Garigliano.

 

2000. Finanziamento di 200 Mld lire a un numero limitato di quattro rilevanti progetti di ricerca, di sviluppo tecnologico e di trasferimento dell'innovazione:

 

Archimede dedicato alla generazione di energia elettrica da luce solare; 

TRADE (Triga Accelerator Driven Experiment) per risolvere il problema delle scorie nucleari bruciandole in un reattore sottocritico con un flusso di neutroni prodotto da un acceleratore esterno;

Idrogeno, sulla generazione di idrogeno da energia solare e sulle possibili tecnologie di stoccaggio;

Phocus per un prototipo di impianto fotovoltaico a concentrazione, completato nel 2006. Attonito e ostile il CdA pullula di laureati in legge.

 

2001. Per contrasti, diversità, divergenze, disaccordi e discussioni con il CdA, Rubbia si dimette, subito rinominato Commissario da Berlusconi. Le contestazioni tra Rubbia e il CdA sono tali e tante da indurlo a restare fino al termine del Commissariamento, dimettendosi con una lettera passata alla storia e di dominio pubblico. Era in risposta a una lettera indirizzata al Ministro dell’Ambiente, ideata da alcuni dirigenti ENEA e firmata da un terzo dei dipendenti per chiedere la rimozione di Rubbia per i problemi organizzativi e d'immagine che il Premio Nobel aveva causato durante la sua permanenza all'ENEA. Sic.

 

2005. Commissariamento  dell’Ente deciso da Berlusconi.

 

2005-2024 Alla direzione di ENEA si alternano in un ventennio i seguenti Direttori:

  • il Prof. L.Paganetto, Ordinario di Economia Politica a Roma, Nel 2006 per focalizzare le attività, istituisce 18 Grandi Progetti ENEA che non dispongono né di finanziamenti né di personale proprio. Anche i capi progetto indicati sono temporanei e responsabili solo dello start-up. Privi di consistenza, i progetti cadono nel buio.
  • l’ing.G.Lelli, insediato con la nuova formulazione di ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) voluta dalla riforma Berlusconi. Finisce nel nulla uno storico accordo con il Presidente francese Sarkozy, manovra mediatica.
  • il Ministro Scajola, già indagato, processato e condannato, propone di costruire 8-10 nuovi reattori per una produzione di energia elettrica da nucleare pari al 25% del totale nazionale. Il disastro di Fukushima  del 2011 porta a un altro referendum e al nuovo freno del nucleare.
  • Il dott. F.Testa, dott. Commercialista e Revisore contabile, docente economia a Verona, Deputato PD, contribuisce a una ridefinizione del ruolo dell'ENEA in 4 Dipartimenti: Fusione e Tecnologie per la Sicurezza Nucleare (FSN), Tecnologie Energetiche (TE), Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali (SSPT) e Unità Efficienza Energetica (UEE).
  • G.Dialuce, ingegnere minerario, consulente del Ministro Transizione Ecologica, è in carica dal 4.8.2021. Da leggere il suo Report Annuale Efficienza Energetica, ottobre 2023, 246 pagine.

 

 

Inserito il:09/02/2024 16:41:53
Ultimo aggiornamento:09/02/2024 17:05:05
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