Aggiornato al 07/10/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Barbara Berney (from Romeoville, IL, United States) - Windmill Power (2008)

 

Tassonomia CE e baruffe in famiglia

di Vincenzo Rampolla

 

A inizio 2022, la CE (Commissione Europea) ha presentato la proposta definitiva di tassonomia, nuovo termine coniato a Bruxelles per il vademecum di norme indispensabili per pilotare gli investimenti finanziari verso obiettivi sostenibili, coerenti con il percorso di transizione ecologica e compatibili con lo sviluppo delle attività economiche e la salvaguardia dell’ambiente: il gas naturale e il nucleare vengono confermati tra le FER (Fonti di Energie Sostenibili) classificate sostenibili e perciò idonee a ricevere investimenti verdi, ma a certe condizioni. Fin dalla prima bozza del 31 dicembre 2021, questa tassonomia ha creato attriti e scontri in casa sul mix elettrico del futuro, sempre meno dipendente dai combustibili fossili e sempre più legato a eolico e solare.

Semplificando, in Europa sono nati 2 blocchi contrapposti, uno no-nucleare, guidato da Germania con Austria, Spagna e Lussemburgo e l’altro favorevole, con Francia alla testa, seguita da Finlandia, Repubblica Ceca e una decina di altri. Superfluo parlare dei sostenitori, vediamo i Paesi avversi.

Molto chiara per l’Austria, la posizione del cancelliere Karl Nehammer. Così ha commentato la proposta di tassonomia: Non riesco a comprendere la decisione dell’CE perché l’energia nucleare non è né verde né sostenibile, è a zero emissioni, ma produce scorie radioattive. Ha anche aggiunto che appoggerà la proposta della sua Ministra dell’Ambiente, Leonore Gewessler, nell’intentare causa a Bruxelles davanti alla Corte di Giustizia Europea. evidenziando che l’energia nucleare è pericolosa e non rappresenta una soluzione nella lotta contro la crisi climatica, è dannosa per il clima e per l’ambiente e distrugge il futuro dei nostri figli. Austria scatenata, perde le staffe.

Claude Turmes, ministro dell’Energia del Lussemburgo, ha dichiarato che il suo Paese ribadisce con forza la propria contrarietà all’inclusione di nucleare e gas fossile nella decisione della CE sulla tassonomia per la finanza sostenibile. Ha poi scritto su Twitter che la proposta di tassonomia è una provocazione che nasconde il rischio di green washing delle tecnologie nucleari. Aggiunge infine che la Presidente ha inviato ai Governi la sua proposta nella serata di venerdì, notturna e nebulosa… il solo momento scelto per la pubblicazione mostra ovviamente che neppure la CE non sia convinta della sua decisione. Lussemburgo allo sbando, attacca la persona della Presidente CE.

Dal canto suo la Germania si sta muovendo per includere il gas tra le fonti verdi e rinunciare completamente al nucleare: Steffi Lemke, Ministra dell’Ambiente e dei Verdi, ha definito sbagliata la tassonomia perché a suo parere l’energia atomica è pericolosa. Nella proposta della CE sono comunque considerate FER sostenibili solo le centrali nucleari dotate di piani per lo stoccaggio sicuro delle scorie, completi di sito e di finanziamenti per la loro gestione; gli impianti dovranno inoltre aver ricevuto i permessi di costruzione prima del 2045. Berlino ha nel frattempo attivato il piano di disattivare ora 3 centrali nucleari e di spegnere le 3 rimanenti entro la fine del 2022; dopo il disastro nucleare di Fukushima (Giappone, 2011) l’opposizione popolare a questi impianti è cresciuta di molto. La composizione del mix elettrico del Paese rimane un nodo da risolvere: il carbone occupa una quota molto alta, e il Governo vorrebbe sostituirlo con nuova fonte di gas per raggiungere gli obiettivi CE sul taglio delle emissioni. Il nucleare vale circa 12 % nel mix energetico tedesco, il carbone intorno al 25%. Germania alle corde, sbaracca il Paese dai reattori.

Al Parlamento Europeo, Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde, ha dichiarato in una nota: La notizia secondo cui la CE intende inserire gas e nucleare nella tassonomia verde, conferendo a queste fonti energetiche l’etichetta di sostenibilità, è un oltraggio al Green Deal europeo e una sconfessione di decisioni e percorsi già intrapresi per avviare la transizione ecologica. Ha anticipato che il gruppo politico al Parlamento europeo è pronto a opporsi con forza a questa pericolosa operazione di greenwashing. La CE fa un gioco pericoloso e mina alle fondamenta un sistema di classificazione degli investimenti destinato a essere genuinamente verde e a prova di futuro… inserire gas e nucleare nella tassonomia porta politica climatica e energetica della CE su una strada completamente sbagliata. Verdi sempre battaglieri, senza mezze misure.

E l’Italia? Come la Germania, è particolarmente interessata all’inclusione del gas tra le fonti sostenibili, benché abbia contestato i requisiti della CE sui livelli di emissione degli impianti.

La tassonomia infatti considera verdi anche le centrali a gas che emettono in media 500g CO₂ per ogni MW installato e che si prevede scendano a 100g l’anno nel 2030 e accetta impianti di minore potenza, purché restino accesi non più di 1.000 -1.200 delle 8.760 ore che formano l’anno. Le centrali con queste caratteristiche sono proprio i generatori del mercato usati per tappare i buchi di produzione quando i parchi eolici e solari sono improduttivi in assenza di vento e sole.

Il Governo italiano si era lamentato con la CE per i requisiti sulle emissioni, giudicati troppo stringenti e dunque sfavorevoli e che le centrali a gas dovevano rispettare per essere definite verdi. Mentre nella bozza si affermava che le nuove centrali a gas avrebbero dovuto garantire una riduzione delle emissioni del 55 % per kWh di energia prodotta, nella versione finale tale riduzione è stata calcolata sull’intero ciclo di vita dell’impianto; malgrado le pressioni tedesche e italiane, la CE ha mantenuto la soglia massima di 550 kg di emissioni di CO₂ per kWh su 20 anni.

Per i M5s, il netto parere contrario degli scienziati consultati dalla CE non lascia spazio a dubbi: gas e nucleare non sono fonti green. Per il Dem, pollice verso dalla deputata responsabile della Segreteria per la Transizione ecologica, sostenibilità, infrastrutture. Sul fronte opposto, esulta la Lega: Più gas, per pagare bollette meno care e avvio della ricerca sul nucleare pulito e sicuro. Bene l'Europa, ora il governo Draghi sia conseguente e abbandoni i No ideologici, tuona il leader della Lega. Più cauta Forza Italia che considera inevitabile l'inclusione di gas e nucleare nella tassonomia e ricorda che queste fonti presentano criticità. Per il nucleare le nuove tecnologie e l’impiego eventuale della fusione potrebbero richiedere 30 - 40 anni. Se si resta ancorati all'idea della totale elettrificazione dei consumi, si deve anche accettare che questa non possa avvenire con il solo utilizzo delle fonti rinnovabili. Italia al solito frammentata nella ridda di posizioni.

Dopo la pubblicazione da parte della CE, la proposta di tassonomia sarà sottoposta allo scrutinio dei Governi nazionali e del Parlamento europeo e la fase durerà 4 mesi. Il documento potrebbe venire respinto nel caso in cui si esprimessero in tal senso 20 dei 27 Stati membri oppure la maggioranza assoluta degli europarlamentari (353 voti).

Un gruppo di consulenti della CE ha fatto sapere che le regole proposte da Bruxelles su gas e nucleare non garantiranno il raggiungimento degli obiettivi climatici, incluso l’azzeramento netto delle emissioni al 2050. La Commissaria europea per i Servizi finanziari Mairead McGuinness ha riconosciuto che la tassonomia può essere imperfetta, ma è una soluzione reale. Ci avvicina al nostro obiettivo ultimo di neutralità carbonica al 2050. Nel breve termine, al 2030, l’UE dovrà aver ridotto le proprie emissioni complessive del 55 % rispetto ai valori del 1990. Gli stessi consulenti della CE, hanno però avvertito che l’inserimento del gas tra le fonti sostenibili potrebbe causare un aumento delle emissioni perché incentiverebbe la costruzione di nuove centrali a gas. Consulenti incompetenti, totalmente all’oscuro dell’H₂ verde e del fatto che le centrali potranno dirsi verdi se produrranno quantità di emissioni inferiori ai 270g di CO₂ / Kwh, se sostituiranno impianti alimentati con combustibili fossili più inquinanti (in primis carbone), se riceveranno i permessi di costruzione prima del 31 dicembre 2030 e se saranno dotate di un piano di transizione ai gas low-carbon entro la fine del 2035.

Si è detto che la tassonomia non solo scatena contrasti tra i Paesi UE, ma crea divisioni in casa CE. Secondo fonti riportate da POLITICO, i Commissari Johannes Han (Bilancio), Elisa Ferreira (Coesione e riforme) e Josep Borrell (Affari esteri) hanno votato contro la proposta. Nonostante le numerose critiche, gli osservatori e i lobbisti del Palazzo, ritengono improbabile che la tassonomia della Commissaria Ursula von der Leyen sia respinta. Sarà la sorpresa dell’uovo pasquale. 

(consultazione:  j.giliberto – sole24ore; marco dell'aguzzo - start magazine; euractiv; reuter; politico)

 

Inserito il:24/02/2022 12:21:54
Ultimo aggiornamento:24/02/2022 12:25:55
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