Aggiornato al 07/10/2022

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo

Voltaire

Marina Donev for the Saving Energy campaign (2013)

 

Pubblichiamo il primo di una serie di articoli propedeutici all’Incontro a tema: Fonti Energetiche Rinnovabili in Italia, in programma mercoledì 13 luglio alle ore 17:00 con inizio sessione Zoom dalle 16:30. Oltre ai Soci di Nel Futuro l’invito all’incontro è esteso a tutti i Lettori i quali possono richiedere le credenziali di accesso alla sessione ZOOM inviando una mail a convegni@nelfuturo.com.

 

REPowerEU: Piano Europeo per l’indipendenza energetica dalla Russia

di Vincenzo Rampolla

 

Il 18 maggio la CE ha presentato il piano energetico REPowerEU, di cui erano già stati anticipati gli obiettivi in una nota dell’8 marzo. Allora, si parlava di rinunciare prima del 2030 ai 155 Mld m³ di gas che ogni anno l’Europa importa dalla Russia, con una riduzione di 2/3 in un solo anno. Ora l’obiettivo viene pesantemente rivisto verso l’alto, perché le recenti interruzioni di forniture di gas a Bulgaria e Polonia dimostrano l’urgenza di affrontare l’assenza di affidabilità delle forniture di energia dalla Russia, si legge nel piano. Anche la Finlandia ha visto interrompersi i flussi russi di gas, che tuttavia costituiscono solo il 5% del mix energetico del Paese.

Con REPowerEU l’Europa punta a fare a meno di 2/3 del gas russo entro fine anno, con rinuncia completa entro il 2027, data entro cui gli altri combustibili fossili russi (petrolio e carbone) saranno già stati ampiamente sostituiti. Al contempo l'Europa lavorerà su tre fronti fondamentali:

 

1. il risparmio energetico, con l’accresciuta efficienza dei dispositivi di utilizzo dell’energia;  

 2.   la diversificazione delle fonti di approvvigionamento;

 3.   l’accelerazione dello sviluppo e delle installazioni di FER (Fonti di Energia Rinnovabile).

Tali azioni energetiche congiunte serviranno a rimpiazzare i combustibili fossili impiegati in ambito domestico, industriale e nella produzione di energia elettrica.

L’indipendenza dai combustibili fossili russi è anche l’occasione per rivedere al rialzo gli obiettivi della transizione energetica: mentre il pacchetto Fit for 55 del Green Deal europeo prevedeva che nel 2030 il 40% del paniere energetico europeo avrebbe dovuto essere retto dalle FER, ora REPowerEU eleva quell’obiettivo al 45%. In breve nel 2030, circa l’80% dell’energia elettrica europea dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili FER. Il principale strumento di realizzazione del nuovo piano energetico sarà costituito dai PNRR (Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza) che dovranno venire aggiornati, con un emendamento e ampliati in base ai nuovi obiettivi posti da REPowerEU, che complessivamente mette a disposizione circa €300 Mld entro il 2027.

Solo il 4% di questi investimenti (poco più di €10 Mld) saranno destinati a nuove infrastrutture per i combustibili fossili, per lo più per la diversificazione di forniture di gas, GNL e petrolio. Il 96% (più di €280 Mld) finanzierà la crescita delle rinnovabili, soprattutto eolico e solare, dell’idrogeno, delle pompe di calore, dell’efficientamento in ambito domestico e industriale, del biometano, e dell’adeguamento della rete elettrica.

Secondo dati Eurostat, nel 2020 oltre il 70% dell’energia disponibile in Europa proveniva dai combustibili fossili: quasi il 35% da petrolio e prodotti petroliferi, circa il 24% dal gas naturale e l’11,5% dal carbone. Le FER pesavano per circa il 17.5% e il nucleare per il 12,5%.

Ora l’Europa punta con decisione sull’aumento della percentuale di FER, con un piano dedicato interamente al solare, che con l’eolico guiderà la maggior parte della transizione energetica. La capacità di fotovoltaico installata dovrà raddoppiare entro il 2025 e raggiungere i 600 GW entro il 2030. Nel 2020 l’Europa ha installato 18 nuovi GW di fotovoltaico, raggiungendo i 132 GW di capacità fotovoltaica installata. Per raddoppiare entro il 2025 e raggiungere i 600 GW al 2030 occorrerà installare circa 45 GW di fotovoltaico ogni anno. Per raggiungere questo obiettivo REPowerEU prevede un’iniziativa dedicata all’installazione obbligatoria di pannelli fotovoltaici su tutti i nuovi edifici pubblici, commerciali e residenziali. Dovrà anche raddoppiare il tasso di installazione di pompe di calore elettriche (per cui sono previste agevolazioni fiscali nella cornice dell’efficienza energetica) che sostituiranno le caldaie a gas per il riscaldamento domestico, ambito in cui verrà sostenuto anche il geotermico e il solare termico.

L’ostacolo principale al decollo delle rinnovabili, specialmente in Italia, ma non solo, è finora stato di natura burocratica e amministrativa. Per questo la CE ha proposto una serie di emendamenti alla direttiva europea sulle energie rinnovabili volti a semplificare le procedure autorizzative in quanto le FER vengono viste come un interesse pubblico prevalente. I Paesi membri dovranno inoltre individuare le aree dedicate all’installazione degli impianti, mettendo a disposizione dei dataset e degli strumenti di mappatura digitale delle aree geografiche adatte. La CE pone anche nuovi obiettivi per la crescita del biometano, la cui produzione europea dovrà salire a 35 Mld m³ l’anno entro il 2030, con il coinvolgimento della PAC (Politica Agricola Comune Europea).

Nessun accenno al nucleare. Altre misure di REPowerEU prevedono obiettivi più ambiziosi per il risparmio energetico: obiettivo alzato dal 9% al 13%, anche nel breve termine, dove più attenti comportamenti individuali ridurrebbero la domanda di gas e petrolio del 5%.

Le azioni di diversificazione delle forniture serviranno a garantire i rifornimenti che cesseranno di arrivare dalla Russia e che deriveranno invece da mare del Nord, Mediterraneo e Atlantico.

Per quanto riguarda il gas via gasdotto l’Italia ha già stretto accordi con Algeria e Azerbaijan; accordi con Qatar, Congo, Angola e Usa per il GNL trasportato via nave. Gli accordi già definiti per gas e GNL andranno completati anche per l’idrogeno, pur mancando ancora il consenso sulle modalità di trasporto. Come definito per l’acquisto dei vaccini, la CE propone un acquisto comune dell’energia per tutti i Paesi membri.

Un ulteriore strumento utilizzabile dall’Europa per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili russi è l’ETS (Emission Trading System), il sistema di scambio di cosiddetti crediti di carbonio secondo cui chi emette di più paga di più, integrato da un sistema di ricompense, dedicato specialmente alle industrie, secondo cui chi si impegna a ridurre le proprie emissioni ottiene una forma di beneficio economico. La CE darà anche indicazioni sull’utilizzo dei PPA (Power Purchase Agreements) che offrono una forma contrattuale (tra privati o tra pubblico e privati) che gioca un ruolo importante nella diffusione di impianti rinnovabili.

Fondamentale sarà anche l’impegno nella riduzione delle emissioni dei trasporti. La comunicazione della CE sul risparmio energetico considera un’iniziativa legislativa per avere ad esempio veicoli a zero emissioni in certe flotte pubbliche e private, che superino dimensioni prefissate.

La guerra in Ucraina ha fatto emergere in tutta la sua fragilità la dipendenza dell’Europa da un sistema basato sui combustibili fossili. Se da una parte, nel breve termine, l’interruzione della diplomazia e della cooperazione internazionale aumentano la domanda di combustibili fossili estratti da Paesi diversi dalla Russia, dall’altra rischiano di allontanare il raggiungimento degli impegni climatici; in questo senso il rialzo degli obiettivi energetici del piano REPowerEU è un segnale forte da parte CE. Le minacce di natura geopolitica e energetica provenienti dalla Russia e quelle al sistema socio-economico e sanitario provenienti dal riscaldamento del pianeta, oggi trovano una possibile soluzione comune nella transizione ecologica e energetica: la trasformazione verde rafforzerà la crescita economica, la sicurezza e l’azione climatica dell’Europa e dei suoi partner, si legge nel piano REPowerEU.

La volontà della CE è di imboccare in modo deciso la strada della decarbonizzazione. Nella presentazione del piano viene usato un termine forte nel gergo diplomatico delle azioni sul clima: si parla di eliminazione (phase out) della dipendenza da combustibili fossili russi. Lo stesso termine, accostato alla dipendenza mondiale dal carbone, era stato ritenuto troppo duro da alcuni Paesi alla COP26 (Patto per il clima) di Glasgow, che avevano spinto per sostituirlo con uno più morbido, riduzione graduale (phase down). Eliminazione segna in realtà un punto di non ritorno, opportunità per riconquistare la leadership nella sfida epocale della transizione ecologica e della lotta al cambiamento climatico e denominatore comune per il futuro.

Le FER sono sostenute da precise politiche strategiche e sono strutturate in modo integrato e coordinato; per semplicità, corrispondono a una matrice a 3 dimensioni, Italiana, Europea e Settoriale, con elementi che devono incrociarsi con dati e obiettivi di ogni settore e sub-settore. Per ogni settore e sub-settore contenuto, sono stati stabiliti target e modalità di intervento. Priorità nei Settori: trasporto termico negli edifici, efficienza energetica e emissioni di gas serra. 3 obiettivi primari (Pacchetto climatico Fit for 55), indirizzi strategici di Settore dati da CE a ogni singolo Piano e sub-Piano, ad esempio nel Settore auto:

  • Riduzione del 55% delle emissioni CO₂ delle automobili entro il 2030,
  • Riduzione del 50% delle emissioni CO₂ dei furgoni entro il 2030,
  • Zero emissioni prodotte dalle automobili nuove entro il 2035.

 

 

Ad aprile 2022 la quota di energie rinnovabili sul totale delle FER è indicata nel grafico, Si nota che il maggiore contributo alla produzione di FER è dato dall’eolico Nel 2022 la richiesta di energia elettrica risulta 103,4 TWh, in aumento rispetto allo stesso periodo del 2021 e del 2020. Tale energia è stata soddisfatta per il 57% da fonti non FER, per il 31% da FER e la quota restante dal saldo estero. In particolare la produzione di fonti non FER è aumentata di circa il 15% rispetto al 2021, mentre quella da FER è stata pari a 32,2 TWh, in riduzione del 10% rispetto al 2021. La produzione da FER ha contribuito per il 34,9% alla produzione totale netta, in forte riduzione rispetto al 40,6% del 2021.

I dati definitivi del 2021 danno una produzione totale netta di 278,1 TWh e una richiesta di energia elettrica di 318 TWh. Il saldo estero è stato di 34,8 TWh. Tendenzialmente eolica, fotovoltaica e idroelettrica sono in aumento, geotermica e bioenergia in riduzione.

(consultazione:     piano europeo repowerue - live - francesco suman, università. padova; economiacircolare.com; redazione insic – informazione per la sicurezza; piano repowereu – commissione europea, documento 52022DC0230)

 

Inserito il:18/06/2022 19:20:25
Ultimo aggiornamento:20/06/2022 18:17:02
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