Aggiornato al 08/08/2022

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Voltaire

Comunità Energetiche Rinnovabili

 

Le Comunità Energetiche: produttori e consumatori di energia rinnovabile

di Vincenzo Rampolla

 

Comunità energetica è un raggruppamento di cittadini uniti nel ruolo di produttori e consumatori di energia (prosumer). Lavoriamo perché domani sia un mondo migliore, è il loro mantra, e nel modello di Comunità Energetica Rinnovabile (CER) c’è la nostra idea di sostenibilità, ambientale, sociale ed economica. Una sostenibilità dove al centro ci sono le persone. A rendere possibile tutto questo è il progresso tecnologico che fa di una comunità energetica l’esempio dell’importanza delle tecnologie per riuscire a condividere l’energia in modo virtuoso e garantire il buon funzionamento della rete. È importante quanto l’educazione delle persone all’uso responsabile dell’energia, dice il fondatore di una comunità.

È un modello basato sulle FER (Fonti Energie Rinnovabili) e un modo per affrontare l’emergenza climatica riducendo le emissioni. Una CER è un insieme di persone che producono, gestiscono e consumano l’energia prodotta da impianti locali di proprietà della comunità stessa. Trattandosi di FER si parla di CER, con l’intera gamma delle fonti e in priorità il fotovoltaico. Le persone-utenti sono singoli cittadini, condominî, imprese, nessuno escluso tra chi può avvalersi di un impianto per la produzione di FER e condividerne la gestione. Con le CER si va oltre l’autoconsumo collettivo, si parla di un modello che sta disegnando il futuro dell’energia. Secondo i dati del PoliMi, entro il 2025 in Italia saranno attive almeno 40.000 CER di diverso tipo e dimensione. Il numero delle famiglie coinvolte in progetti di autoproduzione e autoconsumo dell’energia arriverà a 1,2 M e 10.000 PMI. A quel punto, è calcolabile che la riduzione dei costi di distribuzione e trasmissione a carico dell’utente finale sarà di €720 M e questo innescherà un’ulteriore accelerazione che potrebbe far aumentare oltre quota 100.000 il numero complessivo delle energy communities italiane. Tutti i Paesi europei sono interessati al fenomeno e, secondo il rapporto curato da Federmanager in collaborazione con l’Associazione italiana economisti dell’energia in una visione ottimista del futuro, si potrebbe arrivare entro il 2030 a coprire il 19% della domanda totale di energia elettrica in Europa, addirittura al 45% nel 2050.

Comunità energetiche in Europa. In Europa sono nate comunità energetiche moderne a partire dagli anni 2000. In Germania si contano 1.000 comunità energetiche con il Bioenergy Village Jühnde inaugurato nel 2004; in UK e in Scozia ci sono esperienze iniziate nel 2015 e nel 2016. Anche Spagna, Grecia e Francia contano su esperienze rilevanti. Secondo lo studio The potential for energy citizens in the European Union dell’istituto di ricerca ambientale CE Delft, si potrebbe avere una produzione di energia autonoma di 611 TWh nel 2030 e di oltre 1.500 TWh nel 2050.

Vantaggi economici e ambientali. Sono più di 900.000 gli impianti fotovoltaici in Italia connessi ad unità immobiliari. Per un’impresa, una pubblica amministrazione o un privato che aderiscono a una CER per autoconsumare l’energia elettrica prodotta da una FER, ad esempio un impianto fotovoltaico sul tetto del condominio o dell’azienda, i vantaggi sono di natura economica e ambientale. Il primo dei vantaggi economici è il risparmio in bolletta, perché si riduce il carico delle componenti variabili della spesa energetica, quota energia, oneri di rete, accise e IVA. Da non trascurare, la possibilità di valorizzare l’energia prodotta attraverso i meccanismi incentivanti quali lo scambio sul posto e il ritiro dedicato. Ci sono poi le agevolazioni fiscali introdotte dal Decreto Rilancio, nella misura del 50% delle spese sostenute per la realizzazione di un impianto fotovoltaico o con l’accesso al Superbonus 110% qualora l’intervento riguardi un edificio e sia accompagnato dalla realizzazione di opere per l’efficientamento energetico del fabbricato che comportano il miglioramento di almeno due classi energetiche o, in alternativa, il raggiungimento della classe energetica più elevata possibile per l’edificio in questione.

Alla luce dell’emergenza climatica, aumenta la considerazione dei vantaggi ambientali delle CER. Con l’energia prodotta da FER, si evitano le emissioni di CO₂ o di altri gas clima alteranti. Secondo i calcoli del GSE, un gruppo di autoconsumatori o una comunità energetica rinnovabile che installi un impianto fotovoltaico da 200 kW producendo 244 MWh/anno evita di riversare nell’atmosfera emissioni equivalenti alla combustione di 300 barili di petrolio equivalenti, pari a 121 t di CO₂. Secondo lo studio dell’Orange Book di RSE e Utilitatis, le comunità energetiche attualmente presenti in Italia sono 25, con impianti di fascia bassa da 20-50 KW e fascia alta da 4-500 KW.

Molti sono gli elementi a supporto dell’importanza delle comunità energetiche, del loro ruolo nel soddisfare i fabbisogni di energia termica ed elettrica di gruppi di cittadini e del loro ruolo determinante nella transizione ecologica. Stime riportate dall’Energy & Strategy Group prevedono, per il periodo 2021-2025, lo sviluppo e la creazione di 5-10.000 nuove configurazioni di autoconsumo collettivo e circa 20.000 CER con l’installazione di 3,5 GW di impianti fotovoltaici e 1,3 GWh di capacità di accumulo, per €4 Mld.

Esempi di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) in Italia. Di seguito, la quasi totalità (15) delle CER di profilo variabile e selezionate tra quelle costituite negli anni 2.000.

1.  La CER di Melpignano (Lecce) nasce nel 2011, dalla collaborazione tra Legacoop e l’Amministrazione comunale, con l’obiettivo di produrre energia da pannelli fotovoltaici posti sui tetti degli edifici pubblici e privati della città (33 impianti per un totale di 179,67 kW). La CER ha la responsabilità di installare gli impianti fotovoltaici e di provvedere alla loro manutenzione e gestione, producendo energia e tenendo conto delle richieste degli utenti che rivendendo il surplus.

2.  La CER Fti di Dobbiaco-San Candido nasce nel 2003 e copre il fabbisogno di 1.300 utenze. Con un impianto a biomasse di 1500 kW di energia elettrica, la centrale di riscaldamento fornisce energia ai 2 comuni di Dobbiaco e di San Candido (Bolzano). Rappresenta un modello di comunità energetica pioniera per quanto riguarda la produzione di energia da FER in Alto Adige. L’impianto utilizza la tecnologia ORC (Ciclo Rankine Organico) per trasformare il calore in elettricità. È uno dei più grandi impianti di questo tipo in Europa ed è stato il primo a essere installato in Alto Adige.

3.  La CER WEFORGREN nata nel 2010, usa 3 impianti fotovoltaici in provincia di Lecce e Verona, condivisi da 462 soci autoproduttori che producono energia utile a 1.471 utenze domestiche tra abitazioni di soci. I 3 impianti, con complessivi 3 MW installati, permettono di produrre oltre 3.460 MWh annui. Grazie ad un impianto mini-idroelettrico da 112 kW, viene anche garantita una produzione di 700 MWh, capace di alimentate altre 260 abitazioni. L’adesione alla comunità ha comportato per i soci, nel periodo 2012-2016, un risparmio medio del 14% sulla componente energia della bolletta rispetto alle tariffe della Maggior Tutela. Inoltre, i soci che hanno acquistato quote di impianti hanno ricevuto un ristorno medio nel quadriennio derivato dall’autoproduzione di €530/abitazione, utile a coprire il costo medio bolletta di 2.700 kWh che oggi ammonta a €500.

4.  La CER ENERGIA POSITIVA nasce nel 2015 a Nichelino (TO). Ogni socio, attraverso una piattaforma informatica può acquistare le quote degli impianti disponibili e costruire un suo impianto virtuale con cui produrre energia pulita. L’attività è iniziata condividendo 3 impianti fotovoltaici in Piemonte, per una potenza complessiva di oltre 250 kW e una produzione annua superiore ai 260 MWh, pari al consumo medio di circa 100 famiglie. Nel primo anno di vita hanno aderito 70 soci, distribuiti in 8 regioni italiane, con un investimento medio di circa €7.000 a testa; ogni utente in media ha avuto un risparmio di €350 /anno.

5.  La CER ÈNOSTRA è nata nel 2014 a Milano per fornire energia rinnovabile a famiglie, imprese e organizzazioni del terzo settore. Oggi è in grado di servire 969 utenze, di cui 922 soci, grazie a 5 impianti fotovoltaici installati nel cuneese (400 kW totali) e un impianto fotovoltaico da 99 kW situato a Sorbolo (Parma), con taglio di 60% sulle fatture elettriche di una famiglia-tipo.

6.  CER di Pinerolo. Promossa nel 2020 dal Consorzio Pinerolo Energia (CPE) insieme ad ACEA Pinerolese Industriale e al Comune di Scalenghe, la CER si basa sull’installazione di 162 impianti capaci di soddisfare i fabbisogni energetici locali. La produzione di energia elettrica da FER sarà di circa 16,9 GWh l’anno. Il contributo arriverà da un impianto di energia idroelettrica per 450 kW, da un impianto a biogas e da impianti fotovoltaici privati (144 in previsione).      

7.  Di particolare interesse il progetto Tetto fotovoltaico collettivo per le scuole elementari Fantini a San Lazzaro di Savena (BO) nel 2011 dall’ Associazione Comunità Energetica in collaborazione con l’Amministrazione comunale. La prima fase del progetto, rivolto ai cittadini residenti e non, è basata sulla realizzazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica sul tetto della Scuola Fantini. I cittadini interessati hanno acquistato una o più quote dell’impianto ( €250 euro per ogni quota) con cui è stato realizzato l’impianto fotovoltaico, successivamente ceduto dall’Associazione al Comune di San Lazzaro. I proventi del contributo statale incassati dall’Amministrazione comunale, sono stati girati all’Associazione Comunità Energetica, che ha provveduto, a sua volta, a ripartirlo proporzionalmente tra i cittadini aderenti all’iniziativa, destinando eventuali eccedenze o surplus al Comune. Il progetto, prevede la raccolta di nuove quote e associati per realizzare un futuro impianto, fondato sul principio dell’azionariato condiviso.

8.  Energy community di Biccari (Foggia), nel 2020 conta oltre 200 kW di pannelli fotovoltaici installati su edifici pubblici. L’Amministrazione ha creato una CER grazie alla collaborazione con la Cooperativa energetica ÈNOSTRA. Il progetto prevede in particolare l’installazione di altri pannelli fotovoltaici su nuovi edifici e la costituzione legale della comunità tra i cittadini interessati, per arrivare a circa 70 famiglie. Il progetto viene realizzato in partnership con ENEA.

9.  Solisca, comunità lodigiana. La CER avviata a Turano Lodigiano e Bertonico (Lodi) vede l’installazione nel 2020 di 5 impianti fotovoltaici in alcuni edifici pubblici. Il progetto consente di produrre circa 50Kwh di energia rinnovabile, necessaria per soddisfare il fabbisogno delle 2 Amministrazioni comunali e di alcune famiglie con l’energia prodotta in eccesso.

10.  Comunità energetica di Area Vasta (Cuneo). Le unioni montane Valle Maira e Valle Grana hanno fondato nel 2021 la prima CER interamente pubblica che promuove la transizione energetica nell’Area Vasta, attraverso l’utilizzo di FER e della quota di autoconsumo dell’energia. 22 Comuni aderiscono alla CER, con complessivamente un consumo energetico di oltre €3,5 M.  

11.  CER Lombardia. Nata nel 2022, la CER punta, nei prossimi 5 anni, a creare 3.000 - 6.000 CER, con un incremento di potenza fotovoltaica installata tra 600 - 1.300 MW. Obiettivo ambizioso è dare vita a una rete di impianti di produzione di FER e accumulo dell’energia a supporto delle esigenze del territorio. Il progetto di legge presentato dalla Regione prevede la promozione e lo sviluppo di una CER Lombarda (CERL) a fronte dello stanziamento di €22 M in 3 anni.           

12.  Comunità Energetica e Solidale di Napoli Est. Nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, a Napoli, è stata avviata ad aprile 2022 la prima comunità energetica rinnovabile e solidale del Paese. Investimenti di €100K, finanziato da Enti, tra cui Legambiente e Comunità locale a favore di 40 famiglie con disagi sociali. L’iniziativa coinvolge un impianto fotovoltaico da 53 kW capace di produrre circa 65 MWh/anno di energia elettrica con un risparmio di circa €300.000 in 25 anni.

13.  Green energy community (GECO). Progetto nato nel 2019, entro il 2023 intende portare alla creazione di una CER distrettuale in Emilia Romagna, nella zona di Pilastro-Roveri (BO). L’area del progetto comprende una zona residenziale di 7.500 abitanti e un’area industriale di 1 M mA. Il progetto prevede la realizzazione di 8 impianti da FER associati a sistemi di accumulo per una potenza complessiva di 15MW. Il progetto è promosso dall’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile, ENEA e l’Università di Bologna, con la partecipazione di cittadini, associazioni locali e imprese e co-finanziato del fondo europeo EIT Climate-KIC.

14.  CER Common Light (Siracusa). L’Amministrazione del Comune di Ferla ha avviato nel 2021 la CER Common Light, coinvolgendo cittadini e imprese del territorio, alimentata da un impianto fotovoltaico da 20 kW. Il modello economico scelto dall’Ente locale prevede il reinvestimento delle quote ricevuto dalla Comunità per realizzare nuovi impianti fotovoltaici o sistemi di accumulo.

15.  Energy City Hall di Magliano Alpi (Cuneo), circa 2.230 abitanti; nel 2020 è stata istituita una delle prime CER italiane, Energy City Hall. Il progetto è stato avviato dal Comune che ha messo a disposizione 2 impianti fotovoltaici per un totale di 40 kW. La rete coinvolge edifici pubblici e soggetti privati. Il progetto è nato in collaborazione con l’Energy Center del PoliTo.

 

(consultazione:    guida comunità energetica – enea; laura baronchelli   23 maggio 2022; michele ciceri – giornalista)

 

Inserito il:17/07/2022 19:49:51
Ultimo aggiornamento:17/07/2022 20:02:55
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