Aggiornato al 27/04/2026

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La geotermia in Italia. Grosseto e Ferrara all’avanguardia in UE

di Vincenzo Rampolla

 

In una grave situazione globale, l’Italia spicca maglia nera in UE per i prezzi dell'elettricità più alti in assoluto (v. recenti articoli). Le Comunità Energetiche sono una delle soluzioni strutturali migliori per abbassare i costi energetici, con possibilità di coprire i costi di installazione. Qualcuno ricorda che abbiamo un’immensa fonte energetica pulita e sotto i piedi: la geotermica. Usata da millenni come acqua calda, da circa un secolo vale anche per produrre elettricità.

È distribuita in alcune Regioni e produce giorno e notte, estate e inverno, ha un enorme potenziale, di gran lunga superiore all'intero fabbisogno mondiale. In Italia siamo stati tra i primi al mondo a sfruttarla, soprattutto in Toscana, sede di una potente Centrale Enel, soluzione realizzata decenni orsono. Se qualcuno avesse voluto, si sarebbe potuto sviluppare una politica per sostenere questa fonte energetica rinnovabile e molto economica. Qui è il punto, è economica. Perché non guadagnare di più con il business di altre rinnovabili, gas, petrolio e carbone? Troppo economica.

Circondati da guerre e con i prezzi delle materie prime e dell’energia schizzati ulteriormente verso l’alto, in Italia l’energia aveva goduto della prima ondata di rinnovabili che aveva abbassato considerevolmente il costo, permettendo un decennio dignitoso.  A questo quadro vanno aggiunti i risvegli di Cina, India, Africa, che non solo sono proiettati ad alzare di molto il livello della domanda, ma che attireranno capitali e investitori tuttora dormienti. Quanti Paesi emergenti, l'Africa in particolare, stanno offrendo attraenti condizioni per investire capitali, in particolare nel settore delle energie rinnovabili? Si tratta di una concorrenza che investe molto l'Italia, in cui si è fatto di tutto per ostacolarle. Il caso delle Comunità energetiche è emblematico, subissate da una valanga burocratica.

Una radiografia del sottosuolo.  Alcune aree della Provincia di Grosseto custodiscono una risorsa geotermica inestimabile che da decenni viene estratta per produrre energia: migliaia di km³ di fluidi magmatici, aprono nuove prospettive per la transizione energetica grazie alle possibilità di utilizzo del calore terrestre e alla disponibilità di metalli rari. Da una ricerca dell’Università di Ginevra in collaborazione con l'Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR Firenze e dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sono emerse dal sottosuolo di Larderello e del Monte Amiata giacimenti a profondità di 5 - 8 km nella crosta italica. Diffusa da Communications Earth & Environment la ricerca si è avvalsa della tecnica di tomografia del rumore sismico ambientale (Ambient Noise Tomography), metodo di prospezione innovativo che utilizza le vibrazioni continue della Terra e si esegue a impatto ambientale zero. Corpi magmatici di questa estensione sono paragonabili a quelli che alimentano i supervulcani del lago Toba (Indonesia), il vulcano Taupo (Nuova Zelanda) e il noto parco di Yellowstone (Usa - Idaho, Montana e Wyoming), che ospitano sotto terra immensi serbatoi di migliaia di km³.

In zone geotermicamente attive e con pericolo di attività vulcanica imminente, la presenza di questi volumi è rivelata da tracce superficiali come crateri, deformazioni del suolo, depositi eruttivi e emissioni vistose di gas. In assenza di tali segnali, anche grandi giacimenti possono rimanere nascosti inattivi e celati nelle profondità nella crosta terrestre. Qui sta il fascino della scoperta. In Toscana la presenza è stata molto contenuta. Da milioni di anni l’attività magmatica è soprattutto plutonica (in gergo, con fenomeni magmatici che avvengono in profondità) quindi il magma tende a fermarsi e consolidarsi nella crosta invece di arrivare in superficie con eruzioni.

Proprio questa quiete geologica ha tenuto nascosto il quadro per così tanto tempo. Matteo Lupi, Professore associato al Dipartimento di Scienze dell’Università di Ginevra e Direttore della ricerca racconta: Fin dal 2011 una fondazione svizzera ha finanziato lo sviluppo di nuove tecnologie per promuovere transizione energetica. Abbiamo installato stazioni ambientali che “ascoltano” il rumore ambientale di mare, vento, onde e altro, la cui velocità è proporzionale alla distanza fra 2 stazioni e il veicolo conduttore, il magma appunto. Il supercomputer di Ginevra elabora fino a 10 Terabyte di dati per ogni esperimento e anche grazie all’AI siamo in grado di fornire risoluzione migliore e a maggiore profondità. La propagazione di questi segnali viene captata da sensori sismici installati in superficie. Quando le onde sismiche si propagano con velocità insolitamente basse, con cali anche di 20%, è segnale di zone di accumulo di rocce parzialmente fuse e di serbatoio magmatico.

Il risultato è una sorta di radiografia del sottosuolo che mette ordine in indizi noti da tempo: flusso di calore altissimo, intensa microsismicità, estremi gradienti geotermici e nell’area di Larderello-Travale fluidi supercritici a profondità contenute e temperature che superano i 500 °C a 3 km.

L'analisi congiunta delle registrazioni ha permesso di ricostruire un'immagine tridimensionale della struttura interna dell'area investigata (v. foto). La scoperta apre la strada a metodi di esplorazione più rapidi ed economici per individuare anche litio ed elementi delle terre rare, la cui formazione è strettamente legata ai sistemi magmatici profondi.

Modello concettuale dei sistemi geotermici. Le zone in rosso contornate da linee tratteggiate corrispondono ad anomalie nella velocità di propagazione delle onde. Questi volumi sono interpretati come zone di accumulo di rocce in stato parzialmente fuso. Le aree blu indicano la risalita dei fluidi di origine magmatica verso le porzioni più superficiali della crosta terrestre.

Nel modello concettuale diffuso dagli Enti italiani, le anomalie più forti corrispondono a volumi interpretati come accumuli di rocce in stato parzialmente fuso di circa 6.000 km³ per il sistema Larderello-Travale e 2.000 km³ per il Monte Amiata. Su scala geologica, la taglia del fenomeno richiama quella dei grandi serbatoi associati a celebri sistemi. Gli autori, allo stesso tempo, escludono segnali di attività vulcanica imminente in Toscana. Il vantaggio è notevole: nessuna esplosione o perforazione esplorativa invasiva, solo l’ascolto paziente di segnali che esistono. In questo studio sono stati impiegati più di 60 sismometri ad alta risoluzione per ricostruire una immagine 3D della crosta toscana fino a circa 15 km di profondità. In questo modo l’energia geotermica viene classificata tra le energie sostenibili e rinnovabili, basata sull’energia termica rilasciata dai processi di naturale decadimento degli elementi contenuti nelle rocce terrestri.

Quanta energia si può ottenere dal sottosuolo? La scoperta collega in modo più solido il presente energetico della Regione al suo futuro. Gli Enti coinvolti spiegano che questi risultati servono sia alla ricerca di base che alle applicazioni pratiche, a partire dalla stima del potenziale geotermico e per capire meglio quanta energia si possa ancora ottenere dal sottosuolo, con quali condizioni e in quali aree convenga spingere l’esplorazione. Emerge infine un fronte che pesa sempre di più nella transizione: i metalli rari. Litio ed elementi delle terre rare si formano spesso in relazione a sistemi magmatici profondi, quindi una mappa più precisa del calore e dei fluidi può rendere più rapida ed economica anche l’esplorazione mineraria per arrivare a batterie, elettronica, reti, tecnologie energetiche, AI e indipendenza europea dalle importazioni.

La novità arriva in un territorio che con la geotermia convive da oltre un secolo. Larderello è nota come la culla storica della produzione geotermica elettrica e oggi il complesso toscano resta tra i più importanti al mondo. Sapere che sotto quel paesaggio già segnato da turbine, vapori e impianti minerali si estende un nuovo immenso sistema energetico, rivoluziona il peso della geotermia in Toscana: meno settore di nicchia, più risorsa strategica.

Accordo RSE e INGV per sviluppo della geotermia. L’Italia vuole investire nella geotermia:

il 14 maggio 2025 la società Ricerca sul Sistema Energetico (RSE) ha firmato un Protocollo di Intesa con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) con l’obiettivo di valorizzare al massimo, investire in questa fonte di energia rinnovabile e investigare le applicazioni di geotermia nell’UE.

Oltre a €50 M per la centrale di Ferrara e nuove tecnologie a zero emissioni, il PNIEC punta a 1GW di nuova capacità al 2030, supportato da incentivi del decreto FER2 in Toscana. Il potenziale stimato è enorme, tra 500M e 10 Mld t di petrolio equivalente. Novità un anno dopo l’accordo?

L’Italia possiede risorse stimate fino a 116.000 TWh, posizionandosi come leader UE per potenza installata, con una potenza nominale superiore a 900 MW e una produzione annua di circa 6.1 TWh anno, pari al 3% del fabbisogno nazionale. Per Pichetto Frattin l’obiettivo è il 10% al 2050.

Eppure dal 2010 le installazioni geotermiche per produrre elettricità sono ferme. Circa 40 progetti

per un totale di 800 MW sono bloccati in attesa delle aste FER2. Vediamo come va a finire.

L’Islanda, per sua natura geologica, è pioniera in questo e nel 2026, con il progetto Krafla Magma Testbed (KMT) si è fissata l’obiettivo di accedere alla camera magmatica del vulcano Krafla per raggiungerne il magma bollente. La fattibilità di questo progetto era già stata dimostrata nel 2009, quando un impianto geotermico vicino aveva accidentalmente perforato la camera magmatica di Krafla, fornendo preziosi dati e confermando che le perforazioni non causano eruzioni vulcaniche.

 

Consultazione    © HuffPost Italia - Gianni Girotto, coordinatore Comitato Transizione Ecologica e digitale del Movimento 5 Stelle, Marzo 2026;  Matteo Scardigli - Il cono vulcanico dell'Amiata - ricerca italo-svizzera, aprile 2026 ;INGV; Roberta De Carolis, Maggio 2024; Ilaria Rosella Pagliaro - Aprile 2026;)

 

Inserito il:27/04/2026 15:07:16
Ultimo aggiornamento:27/04/2026 16:07:00
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