Immagine realizzata con strumenti di Intelligenza Artificiale
Nucleare in Italia, risveglio dopo un letargo di mezzo secolo?
di Vincenzo Rampolla
È arrivato il via libera della Camera al disegno di legge delega sull’energia nucleare sostenibile con 155 sì, 86 no e 8 astenuti. Con l’approvazione dell’Aula di Montecitorio il provvedimento, presentato a ottobre 2025 su iniziativa del Governo per rilanciare il nucleare sostenibile, passa ora all’esame di Palazzo Madama.
Il testo contiene numerose novità, dallo smantellamento degli impianti già presenti sul territorio nazionale alla possibilità per i Comuni di candidarsi a ospitare i nuovi siti.
Gli obiettivi del Governo. Il disegno di legge, come riportato nella relazione introduttiva del testo, mira a intervenire nell’ambito della produzione di energia da fonte nucleare sostenibile dato che la politica energetica costituisce uno degli assi strategici delle politiche volte ad assicurare l’approvvigionamento, lo sviluppo economico, la sovranità nazionale e l’indipendenza del Paese.
Così commenta il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini, parlando con i cronisti dopo il question time alla Camera. Sono assolutamente soddisfatto del via libera alla Camera sul ddl sul nucleare, l’Italia non può fare a meno dell’energia nucleare. È la cosa più urgente e importante per abbassare in prospettiva le bollette per le famiglie e le imprese, però dobbiamo partire con i progetti entro la fine della legislatura.
I punti chiave:
- L’ipotesi di navi mercantili con nuovi reattori,
- I piccoli reattori modulari,
- I reattori modulari avanzati.
Nucleare dunque, verso una prima sperimentazione di mini reattori.
Il provvedimento si pone quindi l’obiettivo di assicurare agli italiani energia a prezzi accessibili, scopo che si rivela perseguibile in maniera più difficoltosa attraverso le sole tecnologie energetiche attualmente utilizzate.
Secondo il Governo, si rendono necessarie l’elettrificazione dei consumi e la progressiva decarbonizzazione della generazione elettrica tramite l’impiego di fonti rinnovabili e a bassa impronta carbonica qui che entra in gioco il nucleare che, sarebbe in grado di garantire una produzione di energia stabile e programmabile, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche, a integrazione di quella prodotta da fonti rinnovabili non programmabili.
Un sì (parziale) piovuto dall’UE sull’energia, i reattori nucleari sui mercantili e l’educazione imprenditoriale.
Un nuovo mix energetico. L’Esecutivo ritiene quindi essenziale sostituire le fonti di energia impiegate attualmente, come i combustibili fossili, con un nuovo mix energetico nazionale, che possa prevedere tra l’altro, anche lo sviluppo di una fonte a basso contenuto di carbonio, programmabile e continua, quale la fonte nucleare.
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha affermato che: Con la delega sul nucleare vogliamo compiere un passo decisivo per riportare l’Italia nelle condizioni di produrre energia da fonte nucleare attraverso tecnologie di nuova generazione, profondamente diverse rispetto a quelle del passato e pensate per integrarsi con lo sviluppo delle fonti rinnovabili.
Il Ministro ha aggiunto che il nostro Paese ha bisogno di rafforzare la propria sicurezza energetica e di ridurre una dipendenza dall’estero che oggi ci espone a forti vulnerabilità, sia sul piano economico sia su quello geopolitico. Per questo l’obiettivo è completare entro la fine dell’anno il quadro normativo e i decreti attuativi necessari a consentire una valutazione concreta e consapevole delle opportunità offerte dal nuovo nucleare.
Le novità. Il provvedimento parte da un presupposto preciso: è necessaria una cesura netta con gli impianti nucleari del passato, che sono destinati alla dismissione, salvo una eventuale riconversione. Si punterà piuttosto sulle nuove tecnologie, come gli Smr (Small Modular Reactor, impianti di dimensioni ridotte) e gli Amr (Advanced Modular Reactor, reattori modulari avanzati di quarta generazione), che offrono livelli elevatissimi di sicurezza intrinseca e, nel caso, ad esempio, dei piccoli reattori modulari, anche tempi di costruzione ridotti e maggiore flessibilità nella produzione energetica, continua il Ministro.
Il Ddl conferisce al Governo la delega per disciplinare - adottando i relativi decreti legislativi entro un anno dall’approvazione del provvedimento -, tra le altre cose, la produzione e l’utilizzo di energia nucleare sostenibile e la fabbricazione e il riprocessamento del combustibile nucleare, nonché la gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito. I decreti dovranno essere varati su proposta del ministero dell’Ambiente insieme agli altri ministeri competenti nelle materie dei vari provvedimenti.
Il disegno di legge vincola il Governo a emettere disposizioni riguardanti, innanzitutto, la previsione di un programma mirato alla produzione e all’utilizzo di energia nucleare e la disattivazione delle installazioni nucleari presenti sul territorio nazionale. In aggiunta, l’Esecutivo dovrà disciplinare la sperimentazione e la costruzione di nuovi impianti di produzione di energia nucleare, ma anche la formazione di tecnici, ingegneri e ricercatori che sviluppino le competenze necessarie per occuparsi del progetto produttivo.
Tra le novità contenute nel testo approvato dall’aula della Camera esiste l’introduzione della possibilità per i Comuni di autocandidarsi a ospitare sul proprio territorio i nuovi impianti.
Nessun accenno alla criticità della forte radioattività delle scorie prodotta dai nuovi Smr e neppure alle migliaia di tonnellate di scorie nucleari da smaltire o comunque da confinare in opportuni siti. Più volte ho commentato il problema e ribadisco che finché non ci sarà una soluzione chiara e definitiva della gestione delle scorie, sindaci, cittadini, sindacati, organizzazioni varie e media, il nucleare resterà sempre sul fondo dello stivale.
Consultazione: Pietro Menzani 4 giugno 2026 Andrea Vismara - stock.adobe.com; (LaPresse); intervista dal direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone al Ministro Gilberto Pichetto Fratin.

Clicca qui per ascoltare 