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Aggiornato al 15/12/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Pierre Auguste Renoir (1841 - 1919) - La colazione dei canottieri - 1882

 

(08) Tra amici ……

I media e la finanza sempre più vicini

di Gianni Di Quattro

 

Ormai lo dicono tutti: la finanza nelle mani di pochi grandi gruppi domina il mondo, condiziona gli Stati, decide dove e come e quanto guadagnare, chi deve perdere e sino a quando. La finanza promuove i governi, favorisce integrazioni di aziende da un continente all’altro, spinge sulla globalizzazione e sulla concentrazione, diffonde la tecnologia a cui attacca tutto il futuro di tutti.

La finanza così disegnata, come è nella realtà, ha però bisogno di farsi vedere leggera, ha capito che deve comunicare con la gente e con chi deve sottomettere o in certi momenti favorire. Ha capito, in altri termini, che la comunicazione in una società integrata, tecnologica, prigioniera di una cultura di riporto, condizionata da valori effimeri, è fondamentale.

Ed ecco perché e da dove deriva il fatto che la finanza tende a impadronirsi dei mezzi di comunicazione, come la stampa, le televisioni e i social più frequentati in internet, e quando non può farli propri tende a condizionarli pesantemente.

La situazione nel mondo è quindi paradossale perché lo strumento informativo che da solo potrebbe difendere e in qualche modo proteggere i cittadini del mondo dal mostro per cui lavora, spende e si diverte, viaggia e muore, diventa lo strumento principale dello stesso mostro per spingere la gente al comportamento più utile ai piani di conquista e di speculazione dei suoi tentacoli.

Questi gruppi finanziari si alleano tra di loro, qualche volta si combattono, qualche volta si fondono per meglio operare e qualche volta strategicamente si dividono per meglio camuffarsi. E far finta di non esistere per meglio affondare il coltello nella carne dei cittadini del mondo che devono vivere e lavorare per portare loro guadagni e gloria.

Se la comunicazione e l’informazione diventano in buona parte controllate da gruppi di potere transnazionali il rischio di una svolta del mondo verso una forma di dittatura culturale, economica e politica è molto alto e diventa quasi inevitabile. Anche certi movimenti che si possono definire spontanei come i fenomeni migratori possono essere persino cavalcati e spinti dai gruppi di potere per mischiare le carte nel mondo sempre al fine di un suo condizionamento globale.

Mai il mondo si era trovato nelle condizioni di dover affrontare situazioni simili che erano state ipotizzate solo nei racconti di fantascienza come conseguenze di conquiste di altri mondi. Adesso siamo nelle condizioni che grandi fantasie hanno immaginato senza interventi estranei, ma solo come conseguenza della voglia dell’uomo di comandare altri uomini sfruttando il pensiero e i progetti che l’umanità ha utilizzato per sviluppare comunità e che si stanno rivelando fallimentari.

 

Inserito il:16/07/2016 18:14:01
Ultimo aggiornamento:16/07/2016 18:17:56
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