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Aggiornato al 13/12/2019

È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa; questa universalità è la cosa più bella.

Blaise Pascal

Pelagio Palagi (1775-1860) - Arianna dà a Teseo il filo per uscire dal labirinto - 1814

 

Le emozioni non si cancellano

di Gianni Di Quattro

 

La vita di ciascuno di noi è cosparsa di emozioni. L’emozione è l’anticamera del piacere, la premessa di un sentimento, uno stato d’animo che esalta la voglia di essere quello che si è, dove si è e con chi si è. L’emozione è da considerare quello che è il suono del computer quando avvisa che sta arrivando qualcosa, una notifica, un messaggio, una comunicazione. Un avviso della vita che si sta per verificare qualcosa al di fuori della routine. La natura quasi sempre preannuncia tutte le sue manifestazioni, siamo noi magari che spesso non sappiamo leggerli e interpretarli.

Naturalmente ci sono persone più disponibili e anzi che cercano di continuo le emozioni e persone meno disponibili, che cercano invece di scansarle, di rifuggire da loro per paura, per pudore, per il dubbio di non saperne dominare le conseguenze possibili. Ci sono anche quelle persone che spesso sono attraversate da emozioni di cui non si rendono conto o perché molto poco sensibili o perché le emozioni sono deboli (ci sono anche quelle) o perché distratte da interessi che hanno deciso prioritari nella vita e dai quali si fanno coscientemente assorbire nel modo più totale, non volendo neanche sapere a cosa rinunciano.

In altri termini le emozioni sono dei segnali che la vita ci trasmette e che dipendono anche dalla cultura, dagli interessi, dalla fantasia di ciascuno ed infine anche dal portale personale che ciascuno è riuscito a costruirsi per dialogare con il mondo, per accogliere o respingere assalti e proposte della vita, per, in poche parole, interagire con la vita.

Le emozioni sono come i contenuti dei social network appesi ad internet dove nulla si distrugge anche quello che si crede di avere cancellato, perché sono eterne le memorie di questi che ormai sono diventati gli strumenti della globalizzazione dell’individuo e della illusione di miliardi di persone di vivere una vita diversa e più affascinante, più desiderata, più staccata dal grigiore del proprio mondo reale. L’eternità di queste memorie è da brividi e ricorda certi racconti di Asimov, dove si ipotizzavano poteri futuri forti superiori all’uomo ma non sopra naturali, una nuova divinità che si mostra e con la quale si può anche dialogare, una divinità che non si vede ma che si sa che c’è perché risponde.

Naturalmente le emozioni sono legate al ciclo di vita dell’uomo e alle esperienze fatte nel percorso, nel senso che sono più intense e frequenti nella età giovanile e vanno decrescendo mano a mano che l’età avanza ed alla fine si riducono a fiammelle piccole, come fossero le luci di posizione di una vettura ferma.

Ma la natura ha prevenuto quello che poi gli uomini con la tecnologia hanno copiato e cioè la indistruttibilità delle emozioni che rimangono chiuse nei nostri scrigni memoriali e che possono ritornare nei ricordi opportunamente richiamati o perché fanno parte di una nostalgia che una persona in quel determinato momento sta vivendo.

Possono, inoltre, le emozioni ritornare se per caso ci si ritrova in una situazione similare o se si rivede o si risente, per esempio, una persona che è stata partecipe o addirittura causa della emozione vissuta. In tal caso le emozioni rivissute possono essere persino più intense di quelle vissute con la stessa persona nel passato. Questo conferma che nel campo emotivo nulla è eguale e ciò rappresenta un miracolo della natura.

Le emozioni sono dunque le pietre miliari della nostra vita, si possono ripetere ma non possono essere mai uguali, sono eterne e possono essere richiamate nei ricordi o per l’incontro con la persona con cui si sono vissute.

In definitiva rappresentano il mistero più bello e più affascinante che abbiamo dentro di noi, il termometro della nostra esistenza, l’album che continuiamo ad arricchire di continuo, a riguardare, a volere talvolta inutilmente cancellare, il filo di Arianna della nostra vita.

 

Inserito il:08/08/2016 11:22:16
Ultimo aggiornamento:08/08/2016 11:25:51
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